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L´ETA´ DEL CANE: UN RAGAZZINO ...DI OTTANT´ANNI

Quante volte ci saremo chiesti, guardando la vitalità e l’impegno profuso dal nostro Cocker nell’accompagnarci in passeggiate campestri e in battute di caccia, dove il nostro ausiliare poteva trovare tutta quell’energia nonostante quella che, paragonata all’uomo, poteva sembrare un’età veneranda?

Altre volte, invece, abbiamo faticato a comprendere il passo lento dell’amato Bracco, quasi strascicato nel seguirci fedelmente, più a naso che per mezzo di una vista ormai offuscata, nonostante che esso avesse solo l’età di un adolescente.. Quante volte, insomma, non siamo riusciti a capire se, e come, gli anni passati per noi e il nostro ausiliare potessero in qualche modo essere paragonabili.

L’illusione che una semplice moltiplicazione per sette degli anni del nostro cane potesse svelarci, sempre e categoricamente, un attendibile paragone con noi è stata da tempo smentita da numerosi studi. Ciò che è indissolubilmente vero è, invece, che la loro vita, purtroppo, è breve rispetto alla nostra, troppo breve per chi ci ha amato e accompagnato senza remore, e caratterizzata da fasi fisiologiche molto anticipate rispetto alle nostre.

In linea generale, di qualunque razza noi parliamo, possiamo riscontrare che ci sono tappe “fisse” nei primi mesi della vita di un cane. Esse possono essere così suddivise:

Periodo Neonatale: è rappresentato dalle prime due settimane di vita, periodo in cui il cucciolo è cieco, sordo e dorme per il 90% della giornata. Riesce a malapena ad orientarsi nello spazio e, pur avendo un minimo di equilibrio, si muove con estrema difficoltà, senza la forza di sollevarsi sugli arti. Ancora non è in grado di fare nemmeno pipì e feci da solo, se non accuratamente stimolato dalla madre. Dato che ancora non riesce a mantenere costante la propria temperatura corporea, tende a raggrupparsi con i fratelli o addosso alla madre.

Periodo di Transizione: è un periodo molto breve che va dai 14 ai 21 giorni di vita del cucciolo. Esso inizia con l’apertura degli occhi e, finalmente, con la scoperta … della madre, che adesso non è più solo una fonte di calore e di latte, ma un individuo da seguire e da cui imparare. Il cucciolo comincia a diminuire le proprie ore di sonno. Comincia da ora, e durerà fino a circa quattro mesi, la cosiddetta “impregnazione”, cioè il cucciolo comincerà a riconoscere come simili tutti gli altri cani e come specie amiche e, quindi non predabili, l’uomo ed eventuali altri animali (es .il gatto di casa, il pollo nel cortile..).

Periodo di Socializzazione: esso può variare come durata, potendosi prolungare dalla terza settimana fino al sesto mese o all’anno di età. E’ un periodo importantissimo, dato che, durante esso, si svilupperanno le capacità del cucciolo di comunicare col mondo esterno, la sua curiosità nell’esplorare, la possibilità di controllarsi e di gestirsi. Piano piano diventerà un soggetto giovane, in grado di distaccarsi dalla madre: questo di solito avviene prima per i maschi, intorno ai sette mesi di età, anticipando di poco la maturità sessuale, mentre le femmine possono rimanere ancora legate per mesi alla madre.


cuccioli caccia


Ed è proprio attorno ai 6-8 mesi di età che soprattutto i maschi, come dei veri e propri adolescenti, cominciano a fare “la voce grossa”, cercando di conquistarsi un po’ di spazio personale e tentando di comandare un po’, cosa in cui vengono quasi sempre frustrati dagli atteggiamenti, da quì in poi, molto poco tolleranti degli altri adulti.

Oltre questi primi stadi di vita, che abbiamo visto relativamente fissi al variare del sesso e della razza, crescendo, la vita di un cane può invece essere fortemente influenzata da questi due fattori. Innanzitutto, la maturità sessuale, cioè la capacità di riprodursi, può essere più precocemente raggiunta dalle femmine piuttosto che dai maschi, dalle razze piccole piuttosto che dalle medie e dalle grandi. Comunque ci si aggira, in generale, attorno ai 8-12 mesi di età.

Ma lo sviluppo mentale e sociale, cioè il momento in cui il cane può essere ritenuto maturo nella sua capacità di “pensare”, comportarsi ed agire è più tardiva e, anche in questo caso, saranno soprattutto femmine e razze piccole a “crescere mentalmente” prima, attorno ai 12-16 mesi, piuttosto dei maschi, in particolare se di razze grandi, che rimangono “bamboccioni” fino anche ai 24-36 mesi.


setter inglese


Da qui in poi, tutto appare più celere e di minor durata nelle razze grandi o giganti. In particolare, per quanto riguarda i nostri ausiliari, in cani quali Setter, Bracchi, grandi Segugi come quello di Sant’Uberto, per non parlare di Levrieri quali il gigantesco Irlandese, il pieno vigore fisico si ha tanto prima quanto maggiore è la loro mole: se un Pointer rimarrà nel pieno delle sue forze dai 4-5 anni fino ai 7-8, un grande Bloodhound, di 50 kg lo sarà tra i 4 e i 6.

Cani di taglia inferiore, quali Beagle o Breton, saranno invece nel pieno delle loro forze per un periodo decisamente più lungo, dai 4 fino anche gli 8-9 anni, senza dare cenni di cedimento. Purtroppo, per la stessa logica, dovremmo accettare come normale che il nostro caro, potente, instancabile Gordon cominci a rallentare il proprio passo già a 8-9 anni e che un levriero della mole del già citato Irlandese, a quell’età, è spesso vittima delle gravi malattie della vecchiaia avanzata.

Così le aspettative di vita, comunque brevi per le nostre prospettive e il nostro affetto, se raggiungono frequentemente anche i 15-18 anni in un piccolo cocker, difficilmente superano i 14-15 in un weimaraner o in uno spinone.

tabella età del cane


Tabella basata sul lavoro di  Fred L. Metzger, DVM, Dipl. ABVP; State College, PA

Età adulta
Età anziana

Età geriatrica

Ovviamente, riportata questa valutazione di base, molte altre ne andrebbero fatte:

- i meticci hanno di solito vita più lunga rispetto ai cani di razza pura;

- un cane che ha vissuto la sua vita in piena salute sarà più tardivamente soggetto agli acciacchi dell’età;

- un cane da lavoro si logorerà più rapidamente nel tempo;

- un cane ben nutrito e ben gestito avrà maggiori aspettative di vita;

- le femmine tendono a vivere un po´ più rispetto ai maschi;

E, nonostante tutto, ci sarà sempre chi, e mi auguro ben numerosi, potranno dire: “…mica è vero niente!la mia setterina di diciassette anni ancora fa il diavolo a quattro se non la porto almeno a fare una passeggiata!!...”

Questo per capire, con un po’ di logica, che indubbiamente ogni valutazione deve sempre essere integrata da una buona dose di soggettività, ma bisogna sempre tenere presente che, per quanto il nostro amore non ci faccia notare nel nostro ausiliare gli anni che passano e che, nonostante gli acciacchi, il vigore dei suoi “ottanta” anni sarà sempre maggiore di quello dei nostri quaranta, dobbiamo comunque ricordare le esigenze specifiche delle diverse fasi della sua vita e comportarci di conseguenza.


Sara Ceccarelli

 


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