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PICCOLI CALIBRI
Dopo anni in cui l´utilizzo di armi e munizioni di “Piccolo Calibro” era in forte decremento, da un po’ di tempo a questa parte la tendenza si sta invertendo con un ritorno ad esse, anche se caratterizzate da notevoli differenze tecniche rispetto a quelle dei nostri nonni.

La motivazione per un loro rinnovato utilizzo nasce negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna dove questa tipologia di fucili è molto usata per l´elevato grado di sportività che garantisce.
E´ anche importante ritornare ai Piccoli Calibri in quanto questi, da sempre, hanno rappresentato il mezzo propedeutico per eccellenza per avvicinare i giovani al mondo della caccia ed al Tiro in genere.

Ciò che essenzialmente è cambiato rispetto al passato è dato dalla diminuzione del numero dei calibri e ciò è un bene in quanto le case costruttrici sono riuscite a far confluire tutte le caratteristiche balistiche e di affidabilità degli stessi in due soltanto: il 28 ed .410. S
tanno scomparendo, quindi, i classici piccoli calibri come il 24 e il 32.

Passando ad esaminare le principali caratteristiche del calibro 28 e del .410 partiamo dal presupposto ovvio che, trattandosi di piccoli calibri, sono l´ideale per tiri su brevi distanze e per prede di piccola e media taglia non particolarmente ostiche e le cariche e velocità dei pallini non sono certo esasperate; tutto ciò comunque non toglie certo il piacere di utilizzarli.

CALIBRO 28
Il calibro 28 presenta le seguenti principali caratteristiche: 
* carica media che oscilla dai 16 ai 18 grammi di piombo;  bossoli da 65 mm di lunghezza,
* velocità di uscita dei pallini dalla canna oscillante tra i 380 e 390 mt/s.;
* disponibilità sul mercato di modelli ad un solo colpo, a due colpi, semiautomatici con canne giustapposte e con chiusura fissa o basculante;
* ottime prestazioni balistiche sulle corte e medie distanze per abbattimenti non particolarmente ostici; la distanza oscilla tra i 15 e 25 mt;
* particolarmente idoneo per la caccia alla migratoria al capanno;
* linea del fucile molto gradevole.


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Va detto che, oltre alla carica standard da 16 o 18 grammi, il 28 può essere caricato anche con cariche da 21 grammi di piombo, utilizzando bossoli da 70 mm anziché da 65 e polveri un po’ più spinte.
Questo avviene generalmente con cartucce a ricarica domestica; il consiglio è, comunque, di non eccedere questo limite perchè né le canne, né la meccanica di questi fucili sono studiate e realizzate per pressioni troppo elevate. In ogni caso, la ricarica di questo fucile si presenta abbastanza semplice, fermo restando il rispetto delle dosi consigliate.

Addirittura qualche anno fa erano state messe in commercio munizioni con cariche da 25 grammi di piombo da utilizzare con il 28 ed il .410, ma non hanno avuto successo in quanto, per conferire velocità a questa alta dose di pallini, bisognava utilizzare polveri sovradimensionate che rappresentavano un pericolo non solo per la meccanica del fucile, ma anche per l´incolumità del cacciatore.

L´unica polvere che può essere utilizzata per entrambi i calibri è costituita da una cartuccia con una quantità di piombo già usata per il vecchio calibro 20 spinta da una polvere che brucia lentamente per contenere le pressioni di canna poco sotto i 1000 bar e con velocità che non superano i 350 mt/s.

Ultima considerazione da fare per il cal. 28 è che, se caricato con dosi da 21 grammi di piombo, questo può essere incisivo anche su selvaggina stanziale come ad esempio il fagiano, sempre che il tiro possa essere effettuato a distanza ravvicinata.

CALIBRO  .410
Questo calibro, da molti ancora conosciuto come “36 magnum”, ha avuto un enorme successo negli Stati Uniti d´America e nel Regno Unito dove il suo utilizzo nei poligoni di Tiro ha permesso in pochi anni l´aumento esponenziale del numero di cartucce e di fucili venduti.
Anche nel nostro Paese si è visto come il .410 abbia fatto presa su tutte le generazioni, essendo molto apprezzato sia dai giovani che dagli adulti e dai “vecchi” cacciatori e tiratori i quali, per natura, generalmente mostrano sempre una certa diffidenza sui prodotti di ultima generazione.
 
Le caratteristiche tecniche dei fucili camerati per questo calibro stanno a confermare quanto sopra indicato:
* carica media che oscilla dai 16 ai 18 grammi di piombo;  fucili molto ben rifiniti dal punto di vista estetico, dotati di balistica precisa e di meccanica robusta ed affidabile;
* cameratura da 76 mm;
* possibilità di arrivare ad utilizzare anche cariche da 21 grammi di piombo con polveri più spinte con ottima resa su alcune specie di stanziali come il fagiano e la pernice;
* velocità di uscita dei pallini dalla canna oscillante tra i 380 e 390 mt/s.;
* disponibilità sul mercato di modelli ad un solo colpo, a due colpi, semiautomatici con canne giustapposte, sovrapposte e con chiusura fissa o basculante;
* ottime prestazioni balistiche sulle corte e medie distanze oscillanti tra i 15 e 25 metri;
* particolare idoneità per la caccia alla migratoria al capanno;
* balistica estremamente precisa che permette un suo efficace utilizzo sui campi di Tiro a Volo per tiri sulle brevi distanze;
* possibilità di utilizzo per molti mesi l´anno in quanto, quando la caccia è chiusa, ci si può mantenere in esercizio sui campi di Tiro a volo.

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Rispetto al 28, quindi, il .410 ha il vantaggio di poter avere un uso non solo venatorio, ma anche sportivo. Lo svantaggio, invece, è rappresentato dalla ricarica che deve essere effettuata sempre da personale esperto e competente.

I fucili camerati per il calibro .410 sono, infatti, dotati di canne di diametro limitato.
Se a questo fattore abbiniamo una carica elevata di piombo da 21 grammi ed una polvere abbastanza vivace per dare la spinta necessaria a raggiungere i 380/390 mt/s è ovvio che si possono raggiungere facilmente pressioni di poco inferiori ai 1000 bar, quindi la ricarica deve essere minuziosa onde evitare di andare oltre queste cariche limite.

I bossoli utilizzati sono essenzialmente in plastica in quanto, oltre a rendere l´acquisto della cartuccia decisamente più contenuto, grazie alla loro elasticità a diverse pressioni permettono di fare varie ricariche prima che la loro struttura sia intaccata in maniera tale da renderle inutilizzabili.

Oltretutto, in cartucce .410 caricate con dosi limite come quelle da 21 grammi di piombo aumenta il grado di sicurezza, poiché permettono un maggior assorbimento dei quasi 1000 bar sprigionati dallo sparo.

Inoltre, come in ogni altra cartuccia, la plastica rende impermeabile la polvere all´umidità dell´ambiente esterno. Dal punto di vista estetico queste cartucce presentano anche una linea gradevole grazie alla loro caratteristica forma allungata e stretta.
 


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