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IL CALIBRO 20: PER MOLTI, MA NON PER TUTTI
Da bimbo, guardando i fucili di mio padre nella rastrelliera, non capivo come mai ce ne erano con canne di dimensioni diverse. Perciò, da curioso qual ero, chiedevo e la spiegazione che ricevevo era che servivano per cacce diverse, per la lepre e il fagiano, piuttosto che per il capanno per gli uccelletti.
La spiegazione era soddisfacente senza ulteriori perchè, poi nel tempo, acquisendo la cognizione di "calibro", quei tanti perchè sono divenuti elementi assodati.

Ma perchè il calibro 20?
Questo calibro nasce come intermedio tra il classico 12 ed i piccoli calibri dal 28 in avanti e prende commercialmente il posto di due calibri intermedi ormai quasi scomparsi, il calibro 16 ed il calibro 24. Perchè si è giunti a questo? L'evoluzione della caccia e le conseguenti strategie di mercato delle aziende produttrici di armi e munizioni hanno sancito il percorso evolutivo del calibro 20 che oggi rappresenta una buona percentuale delle vendite nelle armerie italiane (alcuni amici armieri che caricano munizioni mi parlano del 25% caricate in quel calibro).

L'attuale normativa sulla caccia ha drasticamente ridotto il periodo di termine della stagione venatoria portandolo alla fine di gennaio e limitando, di fatto, tutta una serie di cacce minori che nella prima parte della stagione erano realizzate solo dagli anziani, ma che da gennaio in poi erano molto praticate da tutti i cacciatori: le cacce da "capanno" ai piccoli migratori, con o senza richiami vivi. In particolare, quella che nel centro Italia si chiamava "nocetta", ossia aspetto dei turdidi e passeriformi sui luoghi di pastura e che, generalmente, prevedeva il tiro a fermo e da breve distanza, è scomparsa, essendo di fatto sparito dal calendario il periodo febbraio-marzo d'elezione per questo tipo di caccia. E questa era la caccia regina per il calibro 24 e calibri minori.

Contestualmente l'industria ha messo a punto il calibro 20 con l'obiettivo, oltre che di sostituire 16 e 24, anche di affiancare al fratello maggiore (cal. 12) un'arma di assoluta efficacia anche per la selvaggina nobile, ma con connotati diversi che offrissero vantaggi, in particolare in termini di peso soprattutto per le cacce vaganti.

Il calibro 20 è così divenuto un'arma matura, capace di sparare un ampio range di munizionamenti (dai 23 fino ai 36 grammi) e, soprattutto, completa, essendo proposta dal mercato non più nel semplice monocanna, ma su una gamma che comprende doppietta, sovrapposto e semiautomatico. Armi che, oltre ad essere complete e performanti quasi come nel calibro 12, hanno il vantaggio del peso che si aggira sui 2500 grammi e di quello delle cartucce che il cacciatore si porta dietro.

calibro 20

Certo, il calibro 20 si dimostra calibro inadeguato alle cacce alle anatre e su quelle che prevedono i tiri a lunga distanza (è pur vero che la portata è assimilabile al 12, ma alle massime distanze, proprio perchè in numero inferiore, sono pochi i pallini che compongono la rosata).

Oggi utilizzare un fucile da caccia in calibro 20 può, perciò, avere per certe cacce indubbi vantaggi

- significa utilizzare un'arma più leggera, maneggevole, con una versatilità maggiore che permette al cacciatore impegnato in una battuta di caccia di tutta una giornata di avere un affaticamento minore in quanto, mediamente, si è passati da un peso di circa 3,5 kg di un calibro 12 ai 2,5-2,6 kg di un calibro dodici; 

- è stata realizzata, e questo è un elemento ulteriormente importante, una gamma molto vasta di cartucce con diverse grammature di piombo che permettono, anche attraverso l´ausilio di polveri più spinte, una maggior velocità iniziale dei pallini, ottenendo con i calibri 20 prestazioni non inferiori al calibro 12;

- c¡ò stato poi un motivo di spinta puramente commerciale: la novità epocale, elemento che in termini di marketing è sempre utile per rilanciare e mantenere i trend commerciali delle aziende. Ma indubbiamente, dietro il prodotto ed i lanci promozionali, c'è la sostanza.

Per ciò che concerne i caricamenti possibili della vasta gamma di cartucce ormai prodotte da tutte le aziende si può, per semplicità illustrativa, effettuare la seguente suddivisione: 

- grammatura tradizionale che va dai 23 ai 24 grammi di piombo; 

- grammatura media che va dai 25 ai 26 grammi per cariche medie 

- grammatura pesante che va dai 27 ai 28 grammi; 

- grammatura semimagnum che va dai 29 ai 32 grammi; 

- grammatura magnum che va dai 32 ai 36 grammi.

Per ottimizzare le prestazioni alla caccia vagante, ottenendo prestazioni del tutto simili ad un calibro 12 con il 20, si utilizzano generalmente cariche medie o pesanti e pallini di diametro inferiore a quelli utilizzati per il calibro 12.

Generalmente il calibro 20 viene asservito agli stessi utilizzi del calibro maggiore e, per esempio, per la classica caccia vagante per prede di media taglia è consigliabile attenersi dall´uso di cariche pesanti come il semimagnum od il magnum; questo farà scalciare un po' l'arma leggera, ma i colpi sparati non sono mai molti. Se poi nella giornata venatoria si sparano molte cartucce semimagnum o magnum, alla sera la spalla del cacciatore pagherà dazio.

La spinta che viene data al pallino oggi, molto di più rispetto al passato, è fornita anche dalle polveri utilizzate che sono molto più veloci e generano pressioni notevoli e, quindi, anche alta velocità di partenza dei pallini; queste non debbono superare comunque pressioni all´interno della canna di oltre 830 bar perchè potrebbero creare danni gravi alla canna ed all´incolumità del cacciatore. Con le cariche più forti si arriva a circa 800 bar, ma non oltre.

La velocità di partenza, grazie alla maggiore spinta delle polveri di nuova generazione, è aumentata sensibilmente se si pensa che si è passati da una velocità iniziale di circa 380 mt./secondo ad una normale di circa 400.

Il cambiamento di tendenza dal calibro 20 al 12 è stato facilmente assorbito nel tempo dai giovani cacciatori, mentre ha trovato un po' più di resistenza presso gli "anziani e tradizionalisti¡" che, pur avendo maggiore esperienza e pur capendo i vantaggi degli attuali calibri, molto spesso si trincerano dietro il concetto che "la caccia ¨¨ fatta anche di tradizioni che vanno mantenute".
Questa affermazione mi è personalmente propria, ma la tecnica va avanti e la possibilità di scelta è uno dei successi del mercato.
Comunque, 12 o 20 non fa differenza, l'importante, per dirla alla Nico Cereghini, è "cervello in testa e prudenza ­.. sempre!!¡"

Riccardo Ceccarelli
 


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