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LA CARTUCCIA DISPERSANTE


Si avvicina l’apertura e della caccia molti di noi per la quaglia o il fagiano non disdegnamo avere in prima canna una cartuccia dispersante. Sarà perché l’abbiamo usata a volte anche al quagliodromo o sarà perché ad inizio stagione si concentrano più padelle e la sua rosata più ampia ci da la tranquillità necessaria per affrontare il primo giorno di caccia. La stessa dispersante ci tornerà utile in autunno quando la nasuta beccaccia ci sfiderà nel suo terreno preferito: il folto del bosco. Cerchiamo di sapere di più sulla “cartuccia dispersante”.

Le “cartuccia dispersante” rappresenta una tipologia particolare di munizione spezzata nata per l’uso specifico della caccia alla beccaccia, una delle tipicità dell’attività venatoria che più affascina da sempre il cacciatore.
Questa munizione è costruita con componenti specifiche che consenteno il notevole allargamento della rosata fin da pochi metri dalla volata della canna; si presta particolarmente per la beccaccia per le difficoltà ambientali, i fitti boschi, nei quali la troviamo durante la sua migrazione invernale.

L´utilizzo privilegiato della cartuccia dispersante è proprio dovuto all´ambiente particolare che richiede efficienza della rosata su colpi che vengono effettuati a brevissime distanze con scarse possibilità di mira sicura. In molte situazioni il primo colpo si spara a distanze non superiore ai 10 metri con l´animale che parte all´improvviso ed il cui ingaggio da parte del cacciatore è reso particolarmente difficoltoso dagli ostacoli vegetali.


bosco da beccaccia


Le difficoltà insite in questa caccia sono riassumibili nella partenza improvvisa del selvatico che richiede estrema reattività da parte del tiratore, il pochissimo tempo a disposizione per mirare il volatile ed effettuare i tiri, la visibilità molto difficoltosa data dalla varietà di corpi ingombranti come piante ed arbusti che costituiscono bosco e sottobosco.

Queste componenti comportano la necessità di usare munizioni particolarmente idonee che coadiuvino al massimo l’abilità del cacciatore.
La funzione principale delle varie cartuccie dispersanti presenti sul mercato è essenzialmente quella di creare rosate più ampie a brevi distanze rispetto alla cartucce classiche.

Il tutto evitando però che si generino buchi nella rosata, che permettano al volatile di passarci nel mezzo indenne.
Per alcuni l´utilizzo di questo munizionamento viene ritenuto poco sportivo perchè si pensa che il cacciatore venga avvantaggiato dall´ampiezza della rosata. Questo è vero e rappresenta un indiscutibile vantaggio che però serve solo per compensare le avverse condizioni in cui ci si trova a cacciare. Infatti una cosa è sparare con una larga visuale come ad esempio in aperta campagna un´altro invece è farlo in condizioni di scarsa visibilità dovuta alla vegetazione molto fitta.

Dal punto di vista etico, pur essendo vero che consento un più agevole abbattimento, è anche possibile osservare che se si riesce a mettere addosso al selvatico un maggior numero di pallini, sarà più probabile abbatterlo vicino e anche se ferito le probabilità che il cane lo ritrovi a breve raggio e ponga fine alle sue sofferenze sono maggiori.
Il mercato offre ed ha offerto in passato varie soluzioni di cartucce dispersanti che possono essere classificate in base a:

• tipo di borra;
• tipo di pallino;
• forma di pallino.

Le cartucce dispersanti classificate in base al tipo di borra differiscono tra loro per costruzione:

• dotate di borra in plastica suddivisa in quattro settori contenenti i pallini in piombo tramite l´inserimento di alette anch´esse in plastica inserite a croce. Quando parte il colpo questi settori si comportano come se fossero 4 cariche differenti e quindi all´uscita dalla canna tendono ad allargare la loro rosata. Generalmente questo tipo di cartucce utilizzano cariche di pallini da 32/33 grammi della dimensione classica di quelli normalmente utilizzati per tutte le cartucce da beccaccia;

• dotate di borra sempre suddivisa in quattro parte con nel mezzo bicchierino centrale di forma cilindrica anch´esso contenente una carica di pallini di 32/33 grammi. Quando si spara si ottengono risultati pressochè identici alla tipologia precedente con il vantaggio però che queste sono più idonee a cacciatori che dispongono di fucili a canna rigate o dotati di strozzature negative;

• dotate di borra in plastica di struttura normale con dotazione di un perno centrale che alla partenza dei pallini crea un movimento rotatorio che all´uscita dalla canna genera un allargamento della rosata che equivale all´incirca a quello dei due modelli precedenti;

• dotate di borre tradizionali in feltro con inserimento di alette interne in plastica che producano all´incirca una rosata identica alle altre con la differenza che la borra in feltro genera un rinculo più secco rispetto a quella in plastica;

Le cartucce dispersanti identificabili in base al tipo di pallino sono dotate di pallini nichelati o temperati di nr. 7 ed 8 oppure 8 e 9 miscelati fra di loro per permettere che la diversa grandezza e peso dei medesimi, causa l´attrito con l´aria determini una rosa più ampia.

In Italia sono quasi esclusivamente utilizzate le cartucce che si differenziano in base al tipo di borra che ad onor del vero offrono performance superiori a quelle costituite da cartucce con miscele di pallini di diverse dimensioni.
L´ultima tipologia di classificazione riguarda la tipologia di pallino in base alla sua forma.

Il pallino può essere quello perfettamente sferico che ben conosciamo oppure quello denominato “deformato” cioè non dotato di perfetta sfericità e generalmente di forma cubica o similare.
Le cartucce caricate in tutto od in parte con pallini deformati offrono buone performance ma a volte a causa della minore aerodinamicità rispetto al piombo sferico tendono ad allargare molto la traiettoria generando “il buco di rosata” attraverso il quale può passare indenne o quasi il selvatico.

Le cartucce dispersanti sono cartucce per tiri corti. L´efficacia nei tiri lunghi subisce una netta parabola discendente in termini di prestazione in quanto sempre a causa del basso coefficiente aerodinamico il pallino perde rapidamente energia a tutto svantaggio della sua capacità lesiva.

A partire da circa dieci anni a questa parte per il “beccacciaio” sta prendendo netto predominio (un po’ per moda un po’ per logica specializzazione) l’utilizzo del fucile a due colpi (il terzo spesso è inutilizzabile) modello doppietta e/o sovrapposto dotato di canna raggiata rispetto ai fucili a canna liscia usati nelle epoche precedenti. Questo tipo di canna conferisce al cono dei pallini in uscita una tendenza centrifuga che consente un ulteriore allargamento della rosata.

Per chi utilizza canne non raggiate ma il normale fucile di tutti i giorni si raccomanda i utilizzare (ma lo sapete tutti meglio meglio di me) una canna non troppo lunga e con ridotta o assente strozzatura.

Oggi poi la tecnologia mette a disposizione “strozzatori intercambiabili” che permettono massima flessibilità d´uso sia perle strozzature che per la lunghezza delle canne.
Bisogna assolutamente tener conto di un fatto molto importante nell´utilizzo di canne dotate di strozzatura; per esse sono molto più idonee cartucce con borra in plastica e con contenitore perchè i pallini ricevono minor sollecitazione dalle pareti delle canne generando rosate molto regolari.

L´ultima considerazione da fare riguarda la sicurezza nella caccia alla beccaccia.
Quando si utilizzano cartucce che sono dotate di pallini deformati non avendo questi un impatto omogeneo con l´aria come avviene per quelli sferici, spesso succede che vadano anche fuori rosata assumendo traiettorie a volte imprevedibili.

Questo comporta l´obbligo per il cacciatore ben disciplinato di porre attenzione nello svolgimento dell´ attività venatoria onde evitare che qualche pallino vagante possa arrecare danni ad altri cacciatori che partecipano alla stessa battuta ed ai cani stessi, tenendo anche sempre conto dell´ambiente che spesso non offre ottima visibilità neanche a brevi distanze. Quindi essere vigili al massimo sulla traiettoria del selvatico e se necessario non sparare, lo farà il compagno di caccia o ci saranno altre occasioni.

Quindi godetevi in pieno la caccia alla beccaccia, perché già il lavoro dei cani e i boschi autunnali deliziano l’anima e come sempre evitate di farvi trascinare dall´eccessiva enfasi dello sparo che va fatto in assoluta sicurezza.

In fondo la beccaccia migliore è sempre quella che dobbiamo ancora cacciare.

 

 


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