UN DDL (FOLLE) SULL´IDONEITA´ AL MANEGGIO DELLE ARMI

Tratto da www.armietiro.it

La politica torna a occuparsi del mondo armiero. Dopo la nota bagarre sull’abolizione del catalogo nazionale e tutto ciò che ne è seguito, questa volta è il deputato Osvaldo Napoli ad accendere la miccia con il ddl n. 5513 presentato alla Camera dei deputati lo scorso 4 ottobre.

In sostanza, il deputato si propone di modificare sia la legge 110/75, sia altre norme collegate, allo scopo di consentire non più solo ai Tsn, ma anche ai campi di tiro della Fitav, della Fidasc e della Fitds di rilasciare le certificazioni di idoneità al maneggio delle armi.

La cosa desterà probabilmente un certo trambusto in seno alle federazioni sportive armiere, ma soprattutto in seno all’Uits, che difficilmente farà buon viso al cattivo gioco di dover dividere la “torta” dei proventi dei certificati con altri!

In compenso, per gli appassionati potrebbe aprirsi una vera e propria “concorrenza di mercato” sul rilascio dei certificati, con un auspicabile contenimento dei costi rispetto a quelli praticati dalle sezioni Tsn (in qualche caso decisamente elevati).

Però, tanto per cambiare c’è una tegola per gli appassionati, visto che lo stesso ddl precisa che “ai fini dell’accertamento della capacità tecnica, l’interessato deve sostenere almeno quattro prove d’idoneità nel corso di un anno”. L’assurdità di una misura del genere è evidente, significherebbe che chiunque abbia in mente di ottenere un porto d’armi dovrà attendere oltre un anno tra quando inizia la procedura e quando potrà ottenere il certificato di idoneità al maneggio.
Più i tempi tecnici per il rilascio del porto vero e proprio.

Abbastanza incomprensibile la motivazione addotta dal deputato nel ddl: “Se l’Italia prevedesse come la Francia la necessità di sostenere più prove per conseguire il porto d’armi”, si legge, “si ridurrebbe, infatti, il numero delle armi detenute e aumenterebbero i porti d’arma a tutto vantaggio della sicurezza“.

Come facciano a diminuire le armi detenute se aumentano i porti d’arma non è, a dire il vero, così chiaro, ma non è tutto: “Inoltre, essendo presente nei poligoni un medico che sottopone gli aspiranti detentori di armi a una visita psico-fisica ogni due anni, i poligoni potrebbero interfacciarsi con le questure comunicando i dati in tempi celeri. I poligoni autorizzati grazie al confronto con le questure sarebbero quindi un’importante garanzia di sicurezza”.

E quanti “poligoni” Fitav, Fitds, Fidasc (ma anche Tsn) hanno il medico fisso in sede?
Ma la presentazione di un ddl, non era una cosa seria, una volta?
Com’è che si è arrivati al punto che chiunque possa legiferare (meglio, cercare di legiferare) su ciò che non conosce, a seconda dell’umore e dell’orientamento dell’opinione pubblica?

approfondimenti per la .243 Winchester