L´ARTE DELLA TASSIDERMIA 1° Parte di Elvio dal Pan

La pubblicazione di questo articolo, tratto da Caccia 2000 Agosto 2012, Organo d´Informazione dell´Associazione Cacciatori Bellunesi, ci è stata gentilmente concessa dal Sig Sandro Pelli, Presidente di ACB, che cordialmente ringraziamo.

Vogliamo iniziare, con questo nu-mero, una nuova rubrica attraverso la quale visiteremo un mondo assai caro a molti cacciatori: quelli che amano conservare alcune delle loro prede, siano esse mammiferi o uccelli, avvalendosi di una pratica antica e diffusa, l’imbalsamazione. Sarà un piccolo viaggio attraverso un mondo a molti sconosciuto, senza la pretesa di insegnare niente a nessuno ma che servirà solamente a capire un po’ di più questa antica arte, (perché di vera e propria arte si tratta) da alcuni a volte bistrattata e snobbata, ma sicuramente affascinante e utile come strumento di studio e di divulgazione scientifica, LA TASSIDERMIA.

Tassidermia è una definizione che deriva dal greco ed è composta dalla parola “taxis” che significa lavorazione, preparazione e la parola “derma” che significa pelle. Questa pratica apparsa e documentata verso la fine del XVII, non va confusa con l’antica arte egizia di preparare le mummie, la quale consisteva nel conservare tutto il corpo, carne compresa, immergendolo in un liquido che lo preservava nei secoli.

Anche l’uomo primitivo conosceva certamente il modo per trattare e conservare le pelli degli animali che uccideva e che utilizzava per coprirsi e scaldarsi ma è chiaro che non gli interessava assolutamente la loro conservazione per puro scopo amatoriale o scientifico.

La tassidermia può quindi essere definita un´arte molto recente, che si è perfezionata attraverso gli anni, sino a giungere da noi con le moderne tecniche di preparazione e con risultati a dir poco eccezionali.
Un tempo la definizione più comune per definire questa pratica era “impagliare”, ciò era dovuto ai primi metodi usati che consistevano appunto nel riempire la pelle dell’animale opportunamente trattata con vari materiali come cotone, stracci, stoppa e appunto paglia, sino a fargli assumere una espressione più o meno naturale, scopo che purtroppo molto di rado veniva raggiunto.

tassiderma

Oggi, questo vecchio procedimento, è stato quasi completamente dimenticato ed i moderni tassidermisti preferiscono montare le pelli conciate su manichini preconfezionati. Questo sistema infatti è l’unico che permette con una certa facilità e pratica di ottenere dei risultati ottimali anche da parte dei principianti.

A questo scopo sono reperibili in commercio un numero impressionante di questi manichini in poliuretano espanso di tutti gli animali, sia uccelli che mammiferi, di tutte le dimensioni e in numerose pose che facilitano e abbreviano non di poco il lavoro sia del professionista che del principiante.

LEGGI E REGOLAMENTAZIONE
La tassidermia è regolamentata in primis dalla legge n° 157 sulla caccia, la quale, nell’articolo 8, demanda alle Regioni l’obbligo di disciplinare attraverso apposito regolamento l’attività di tassidermia ed imbalsamazione, nonché la de- tenzione o il possesso di preparazioni tassidermiche o trofei. La Regione quindi ha approvato ed emanato il regolamento regionale a titolo: ”Disciplina dell’attività di tassidermia”, dove all’articolo 1 si legge che per attività di tassidermia si intende l’applicazione, a scopo scientifico, didattico o amatoriale, di un insieme di tecniche di lavorazione delle spoglie di animali vertebrati, o di soggetti appartenenti ad altre classi zoologiche, che rendono possibile la conservazione dell’aspetto esteriore dei medesimi.

tassidermia

Seguono vari articoli dei quali citiamo i più interessanti.

Art. 4: OGGETTO DELL’ATTIVITÀ DI TASSIDERMIA.
1. Fatto salvo quanto disposto al successivo art. 5, la preparazione tassidermica delle spoglie è consentita esclusivamente per esemplari appartenenti alle seguenti categorie:
a) fauna selvatica di cui all’art. 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, purchè abbattuta nel rispetto delle normative vigenti in materia.
b) fauna proveniente dall’estero, purchè l’abbattimento o comunque l’impossessamento siano avvenuti in conformità alle legislazioni vigenti in materia nel Paese d’origine e nel rispetto delle leggi internazionali.
c) fauna domestica.
d) fauna di comprovata provenienza da allevamenti autorizzati.

Art. 5 AUTORIZZAZIONI IN DEROGA.
1. La Provincia può autorizzare la preparazione tassidermica di ogni tipo di esemplare non riconducibile alle categorie di cui al precedente art. 4 qualora il medesimo sia stato rinvenuto morto per cause naturali o accidentali.

Art. 6 ADEMPIMENTI ED OBBLIGHI
2. Su tutte le preparazioni di soggetti appartenenti alle specie protette deve essere apposto un contrassegno inamovibile, approvato dalla Provincia, indicante il numero di autorizzazione, la data di preparazione ed il numero di riferimento del registro di cui al comma 1.

Questi sono alcuni degli articoli che regolano la legge sull’ attività di tassidermia, attività che è subordinata al rilascio di apposita autorizzazione da parte della Provincia ed all’iscrizione all’albo delle imprese artigiane, la quale comporta l’abilitazione previo superamento di un esame da sostenere davanti alla Commissione Regionale per la tassidermia nominata dal Presidente della Giunta Regionale.

Non è richiesta nessuna autorizzazione allorchè, un cacciatore intenda prepararsi da solo una sua preda, sempre che naturalmente, si tratti di animale lecitamente abbattuto e non appartenente a specie protetta.

La seconda parte di questo interessante articolo sarà pubblicato la prossima settimana in Cacciainfiera.it.
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