L´ARTE DELLA TASSIDERMIA 2° Parte di Elvio Dal Pan

La pubblicazione di questo articolo, tratto da Caccia 2000 Dicembre 2012, Organo d´Informazione dell´Associazione Cacciatori Bellunesi, ci è stata gentilmente concessa dal Sig Sandro Pelli, Presidente di ACB, che cordialmente ringraziamo.

CURA, PREPARAZIONE E MANTENIMENTO DELLE SPOGLIE E DELLE PELLI DA INDIRIZARE ALLA PREPARAZIONE TASSIDERMICA

Prima di illustrare le fasi della preparazione vera e propria, ritengo sia importantissimo parlare di come sia necessario trattare con particolare cura le spoglie degli animali (in particolar modo uccelli) che saranno poi avviati ad una eventuale preparazione. Infatti, per un’ottima riuscita del lavoro, molto dipenderà da com’è stato trattato l’animale dal momento della sua morte all’arrivo nelle mani del tassidermista.

Se l’animale è morto di morte naturale e non ha ferite d’arma da fuoco o traumi vari, sarà sufficiente conservarlo in luogo fresco e consegnarlo al più presto al tassidermista. Nell’impossibilità di farlo entro qualche giorno, si dovrà provvedere al suo congelamento; in questo caso saranno necessari alcuni semplici ma utili accorgimenti soprattutto se si tratta di uccelli.

Le piume, infatti, se piegate o stropicciate e poi congelate difficilmente riprenderanno con facilità il loro aspetto naturale; bisognerà quindi aver cura di lisciare l’animale per il verso delle penne sistemandole con cura nel loro aspetto naturale.

L’uccello sarà poi adagiato di schiena sopra un cartoncino rigido e posto nel congelatore (fig. 1). Una volta congelato, con le penne perfettamente integre e naturali, potremo porlo in un sacchetto di carta o meglio ancora in una scatola e lasciarlo in congelatore dove, così trattato, potrà rimanere anche per anni. Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, gli animali destinati all’imbalsamazione sono soggetti provenienti da cacciatori o morti a causa di traumi vari, in questi casi il trattamento prima della consegna al tassidermista dovrà essere adeguato alle loro condizioni a volte piuttosto critiche.

tassidermia cacciatori bellunesi

Diciamo innanzitutto che se l’animale è in condizioni disastrose possiamo tranquillamente risparmiarci il viaggio dal tassidermista poiché sarà lui stesso a rifiutare il lavoro se le condizioni del soggetto non saranno tali da garantire la buona riuscita della preparazione, se quindi, dopo l’abbattimento o il ritrovamento di un animale sarà nostra intenzione avviarlo verso un laboratorio di tassidermia, dovremo attenerci da subito a delle semplici ma basilari regole.

La prima cosa da non fare, che purtroppo molti fanno, è quella di mettere l’animale nella cacciatora, magari insieme ad altri, e li lasciarlo per l’intera giornata, con il pessimo risultato di toglierlo la sera lordo di sangue, suo e degli altri animali , sporco e con le penne tutte stropicciate. Questo costringerà il tassidermista ad un lungo e fastidioso trattamento di pulitura e sistemazione del soggetto prima di iniziare la preparazione la quale avrà sempre e comunque da rimetterci da un simile trattamento per quanto ben fatto, oltre naturalmente ad incidere sul costo finale della preparazione.

La prima cosa da fare appena avremo in mano il soggetto, sarà di assicurarci che non sussistano ferite che potrebbero compromettere o complicare il lavoro del preparatore non consentendo una buona riuscita dell’esito finale, crani fracassati, ossa delle zampe rotte e sporgenti, grosse lacerazioni della pelle, abbondanza di sangue su tutto il corpo ecc.

Se presenti, saranno sicuramente deleterie in fase di preparazione e quindi sarà il caso di valutare immediatamente se sarà il caso di spendere dei soldi o di avviarlo, insieme agli altri, verso la padella. Nel caso si dovesse scegliere la prima soluzione, dovremo aver cura prima di tutto di tamponare qualsiasi fuoriuscita di sangueo di umori vari dall’intestino o dal becco, cercheremo quindi di individuare per quanto possibile i fori dei pallini e cercheremo quindi di tamponarli con del cotone o della carta assorbente del tipo fazzoletti usa e getta.

Con lo stesso materiale andremo anche a tamponare l’intestino attraverso il foro anale e la gola attraverso il becco, evitando così la fuoriuscita di sangue o materiale organico. Una volta eseguite queste semplici operazioni, dovremo aver cura di avvolgere il soggetto in un foglio di giornale o meglio ancora di cartoncino dopo aver sistemato con cura le penne e aver ripiegato la testa sotto ad un’ala e di riporlo in un luogo appartato e se possibile fresco sino a quando non potremo curarcene con più calma (fig. 1).

Dobbiamo anche ricordarci che nelle stagioni calde, eventuali uova di mosche deposte nelle ferite si schiudono nel giro di poche ore con i risultati che ben conosciamo, è quindi inutile dire che prima lo consegneremo alle cure di un tassidermista o al gelo di un congelatore, meglio sarà. Per quanto riguarda i mammiferi, le operazioni sono un po’ meno complesse dato che la pelle, come vedremo in seguito, dovrà essere sottoposta al trattamento di conciatura e che in ogni caso togliere sporcizia e sangue dal pelo è molto più semplice che farlo dalle piume. Anche in questo caso però sarà utile attenersi ad alcune semplici regole.

Se la pelle è in buono stato e l’animale è di piccola taglia, possiamo semplicemente riporlo in un congelatore in attesa di consegnarlo al tassidermista, in questo caso, ossa e crani rotti in genere non sono un problema perché ormai quasi tutti i tassidermisti sono orientati a montare la pelle su manichini preconfezionati eliminando così tutte le ossa. Se invece l’animale è di grossa taglia, la cosa diventa un po’ più complicata.

Converrete con me che infilare un ungulato intero in un congelatore sarebbe cosa alquanto problematica, non solo per l’assoluta avversione delle consorti, da sempre convinte che da quelle parti ci debbano entrare solo le verdure e le fettine di vitello, ma anche e soprattutto per una mera questione di spazi e volumi. In genere gli ungulati che sono preparati interi sono consegnati al tassidermista, il quale provvede personalmente alla scuoiatura dell’animale poiché si tratta di operazione alquanto complessa perché ogni tassidermista a un suo metodo personale che meglio si adatta al tipo di montaggio che andrà poi ad effettuare in fase di preparazione del soggetto.

Nella grande maggioranza dei casi, i cacciatori preferiscono imbalsamare solo testa e busto degli ungulati, in questo caso sarà opportuno scuoiare l’animale sino al collo e dopo aver staccato la testa dal busto, consegnare il tutto al tassidermista che, dopo aver completato la scuoiatura della testa, tratterrà la pelle a lui necessaria per il montaggio. Se questo per vari motivi non fosse possibile e non ci sia la possibilità di congelare il tutto dovremo provvedere noi stessi a togliere la pelle agendo nel seguente modo:

L’incisione dovrà essere fatta sempre lungo la spina dorsale (fig. 2) per animali con le corna, e non dovrà essere fatta per niente per animali senza corna poiché tutto il cranio passerà per l’apertura del collo stesso. Dovremo poi usare la massima cautela nel togliere la pelle dalla testa evitando di rovinarla con lacerazioni che comporterebbero delle inevitabili e per quanto ben fatte, antiestetiche cuciture in fase di montaggio.

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Il taglio circonferenziale del collo, dovrà essere fatto all’altezza del petto o, meglio ancora se possibile, all’altezza dell’ultima costola (fig. 3) meglio abbondare in pelle che essere parsimoniosi, eviteremo così di dover “ammirare” certe preparazioni che in certi casi sembrano essere passate non per un laboratorio di tassidermia ma per un patibolo munito di ghigliottina.

Una volta tolta la pelle, il cranio con le corna potrà anche essere bollito e pulito prima di essere consegnato al tassidermista insieme alla pelle, la quale, sino a quel momento potrà essere conservata sia salata che in congelatore.

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Se si preferirà la prima soluzione, sarà sufficiente cospargere abbondantemente la pelle nel lato carne con sale grosso da cucina e riporla in luogo fresco e asciutto, così trattata si conserverà anche per parecchie settimane fino alla consegna che dovrà comunque essere effettuata nel minor tempo possibile.