PER LA CASSAZIONE LA CASSAFORTE PER DETENZIONE ARMI NON E´ OBBLIGATORIA

Tratto da www.all4shooters.com

Come ben sa chiunque sia titolare di un qualsiasi permesso di porto d’armi in Italia, la legge nazionale prescrive di esercitare, nel possesso e della custodia delle armi da fuoco, “ogni cautela” al fine di evitare che persone non autorizzate possano accedervi o impossessarsene; tant’è vero che l’articolo 20/bis della legge 110/1975 – che ancora oggi costituisce l’ossatura della legislazione italiana sulle armi – punisce penalmente “chiunque trascuri di adoperare nella custodia delle armi medesime le cautele necessarie per impedire che alcuna delle persone succitate giunga ad impossessarsene agevolmente”.

Le persone “succitate” sono “i minori degli anni diciotto, che non siano in possesso della licenza dellìautorità, persone anche parzialmente incapaci, tossicodipendenti, o persone imperite nel maneggio di un’arma”. Purtroppo questa norma è stata per molti anni intesa da cacciatori, tiratori sportivi e possessori d’arma di ogni tipo in maniera anche troppo restrittiva; e le autorità di Pubblica Sicurezza l’hanno – più o meno in buona fede! – applicata nello stesso modo.

In particolare si è radicata la convinzione che la legge dettasse come obbligatorio l’uso di una cassaforte, o addirittura di un sistema d’allarme, e numerosi legittimi possessori d’armi che sono stati colti in fallo, sotto questo punto di vista, nel corso dei tanti “controlli” effettuati dalle forze di Polizia, si sono visti denunciare per incauta custodia d’arma.

Si potrebbe dibattere a lungo, anzitutto, sulla legittimità dei “controlli” stessi, a cui la comunità dei possessori d’arma viene sottoposta a campione e che, a nostro avviso, sono illegittimi: se infatti – caso più unico che raro nell’occidente democratico! – gli ufficiali di Polizia in Italia possono ancora compiere perquisizioni senza mandato in base all’art.41 del TULPS, sia la legge che la giurisprudenza prevalente stabiliscono che tali ricerche siano basate su indizi della presenza, nel luogo ove esse si effettuano, di droga o armi illegali; dunque il “controllo” senza mandato del giudice, e senza indizio di reato, presso la casa di un detentore legale di armi sarebbe in violazione dell’articolo 609 del codice penale (perquisizione arbitraria).

Tuttavia, il 13 maggio scorso, con sentenza 20474 la Sezione I° Penale della Corte di Cassazione ha dato ragione al mondo degli appassionati d’armi anche sotto un altro punto di vista, sconfessando per l’appunto il presunto obbligo legale di cassaforte e sistema d’allarme, nell’assolvere un cittadino, detentore di fucili, che era stato denunciato per incauta custodia in seguito ad uno di tali famigerati “controlli” proprio perché sprovvisto di questi sistemi.

La Corte di Cassazione ha infatti sentenziato che la custodia dell’arma anche in un semplice armadio chiuso a chiave, anche non blindato, è sufficiente – come già in tanti sostenevano – affinché non si possa più configurare il reato di “incauta custodia”, giacché le armi non sono più “agevolmente” accessibili da parte di malintenzionati o persone non autorizzate. L’obbligo di diligenza nella custodia delle armi deve insomma ritenersi rispettato semplicemente riponendo il fucile in un luogo chiuso e controllato all’interno dell’abitazione, giacché nessuna lettera di legge impone espilicitamente l’impiego di casseforti o allarmi.

In pratica il cittadino non è tenuto a adottare particolari sistemi antintrusione ma solo a impedire che le armi possano essere sottratte con facilità da parte di terzi. Per questo un armadio chiuso a chiave in camera da letto deve ritenersi una modalità adeguata alla corretta custodia. Molti nostri lettori tireranno sicuramente un sospiro di sollievo – ed in effetti lo facciamo anche noi – e prenderanno sicuramente nota degli estremi di questa sentenza in modo da potersene servire nel caso dovessero incappare in qualche “controllo”.

Ci teniamo, però, a dare un consiglio: la cassaforte è sempre meglio averla, quantomeno per tenere al sicuro le armi quando ci si debba allontanare dalla propria abitazione per lunghi periodi di tempo. Non sarà una dotazione obbligatoria, e un semplice armadio chiuso a chiave basterà forse a salvaguardarci da grane giudiziarie, ma un armadio blindato potrebbe fare la differenza tra perdere e non perdere le nostre armi – magari pregiate, o di particolare valore affettivo, sempre e comunque piuttosto costose, nonché preziose per praticare i nostri sport.

Pochi centimetri d’acciaio non “obbligatori” bastano, insomma, a farci star tranquilli, nella consapevolezza che le nostre armi non finiranno tanto facilmente in mano a qualche delinquente!