50 ANNI DI BENELLI. DA UNA’IDEA DI PASSIONE ALLA PASSIONE PER LE IDEE.

Cinquanta anni intensissimi, con una innovativa e continua spinta verso la produzione del semiautomatico da caccia. Oltre 4 milioni di armi prodotte che se messe in fila sono in grado di unire America ed Europa … i mercati di grande affermazione dell’azienda di Urbino.

Tutto è iniziato cinquanta anni or sono, in una terra, quella urbinate, gelosamente custode di tre elementi; la grande creatività per la meccanica, il culto per l’estetica, e la professionalità mai disgiunta dalla passione. Ed è iniziato per merito di chi, ed il nome Benelli lo chiarisce bene, nella meccanica, anche se motoristica, di competenze ne aveva da vendere. Gli anni erano quelli giusti, i favolosi anni ’60, e chi aveva il genio dell’imprenditoria, aveva modo di far parlare di se. Ma il merito della Benelli, nei suoi 10 lustri di storia è stato quello di far parlare sempre di se con straordinaria continuità perché pur rinnovata nelle persone, ha perseguito sempre la ricerca delle idee, che poi trasformate in progetti, si sono affermate in modo simbiotico con il cacciatore e con la sua evoluzione. In un mercato nazionale ed internazionale ove grandi colossi armieri, vivevano negli anni della sua fondazione, di consolidate rendite di posizione, l’azienda di Urbino si è inserita con sagacia, facendo leva sull’idea progettuale che rappresenta ancora, a cinquanta anni di distanza, il suo naturale DNA; il cinematismo inerziale. Su questa intuizione, frutto di grande sagacia meccanica, Benelli ha costruito la propria storia ed il conseguente immenso successo. Idea semplice, se vogliamo, quella di accumulare energia nella compressione di molle, ma che prevedeva studio e sviluppo per realizzarla al meglio in armi, quelle da caccia, impietosamente sottoposte al giudizio, sovente umorale, della passione. Idea rivelatasi vincente, in confronto ai tradizionali sistemi. Idea vincente anche perché il sistema di riarmo si è rivelato essere il più veloce in assoluto tanto da essere celebrato nella pubblicità di fine secolo con lo slogan “5 colpi in un secondo”.

Ma lo slogan attuale dell’azienda marchigiana “Benelli più avanti da sempre” è probabilmente il più centrato tra tutti quelli utilizzati nel tempo. Questo perché, Benelli, fiore all’occhiello dell’industria italiana ha nel suo patrimonio genetico l’innovazione in senso assoluto e – come dice il titolo – la passione per le idee. Sin dalla sua fondazione si studiano con sagacia, le esigenze del consumatore e si impostano progetti ed oggi, mentre gongoliamo nel tenere in mano un Raffaello o un Montefeltro, in Benelli equipe di tecnici, studiano le armi che tra 5 anni potremo ammirare ed utilizzare. E’ la storia dell’azienda, che incentrata sulla continua ricerca, propone sul mercato prodotti innovativi, avanti coi tempi, spostando più in la l’asticella, anche nei confronti della concorrenza. A testimonianza di ciò, l’immenso numero di brevetti che detiene e che continua ad ottenere, alcuni anche tenuti nei cassetti e utilizzabili in futuro, ma solo in questo modo si può essere “avanti”. L’azienda guarda al futuro, ma ha i piedi ben saldi sulle esigenze del cacciatore, e ridotto in quasi tutto il mondo il numero dei colpi che è possibile sparare in sequenza, si è concentrata, sempre in anticipo sulla concorrenza, su altri aspetti che fanno la soddisfazione del cacciatore. Il comfort di “caccia”, è uno dei recenti cavalli di battaglia, che passa per l’alleggerimento delle sue armi, unito però all’applicazione di molti brevetti in grado di attutire il colpo alla spalla e lo sbandierare dell’arma. Il risultato di tali applicazioni è talmente sotto gli occhi di tutti che ben presto, anche la concorrenza si è “ingegnata” a recuperare il gap.

50 anni benelli fucili da cacciaMa essere primi ha un significato di assoluto vantaggio competitivo, perché si è primi a valutare la bontà di un’idea e primi a apportare modifiche se ritenute utili. Questo dà un senso anche alla vastità della gamma prodotta – nei semiautomatici la più ampia al mondo – perché l’azienda è in grado di apportare ogni anno, piccoli interventi migliorativi al prodotto, tali da fornire un senso evoluzionistico e mantenere il gap con chi segue. Questo è successo con i semiautomatici destinati ai tiratori mancini, che ha segnato anche una nuova frontiera sulla specifica ricerca destinata alle nicchie di mercato ed alle particolari esigenze. Tale filosofia di forte attenzione al mercato, è stata ulteriormente perseguita quando si è posto l’occhio alle specifiche esigenze del cacciatore – perché è naturale che chi insidia il colombaccio, ha inevitabilmente esigenze diverse da chi caccia la beccaccia. Da questo focus sono nati semiautomatici specifici per i due suddetti selvatici, armi dal medesimo cuore, ma dotate di particolari attenzioni tecniche che le differenziano e le fanno oggetto di specializzazione.

Benelli è stata – e non poteva essere altrimenti – la prima azienda italiana che ha contrastato con successo lo strapotere dei concorrenti esteri nel campo della carabina semiautomatica da battuta, realizzando ed affinando nel tempo la sua ARGO, con molte delle soluzioni di comfort già utilizzate nei semiautomatici a canna liscia. In questa, Benelli si è cimentata in una strada mai perseguita in precedenza, quella del recupero di gas, ma la grande competenza tecnica acquisita nella sua storia, le ha permesso di ottenere un’arma di grande valenza che oggi è oggetto di grande affermazione nazionale ed internazionale e con le sue molte versioni soddisfa un gran numero di appassionati della caccia al cinghiale.

L’indomabile DNA dell’essere avanti dell’azienda di Urbino, l’ha portata recentemente ad uscire dal concetto del semiautomatico, esplorando a “suo modo” il mondo del sovrapposto. E facendolo a suo modo, ha realizzato un capolavoro che in comune con tutti gli altri di questa famiglia di armi ha solo le due canne. Tutto il resto è frutto della celebrazione di idee e soluzioni proprietarie, talmente innovative e di grande sviluppo futuro da aver spiazzato la concorrenza e magari gli stessi cacciatori, che notoriamente tradizionalisti, stanno magari un po’ a guardare prima di far massa critica d’acquisto. Ma ciò è parte integrante della storia dell’uomo, se è vero come è vero, che all’indomani dell’immissione sul mercato da parte di Ford della sua Tipo T, molti ancora gli preferirono il cavallo. Preferenza svanita in pochi anni!

L’avanti di Benelli, che guardandoci indietro nella sua storia, per tante volte è stato possibile evidenziare, si è realizzato puntualmente anche nel 2017, con un calibro il 28, al quale l’azienda ha dato un ulteriore impulso con una realizzazione Magnum nel suo semiautomatico Raffaello Ethos. Talmente avanti anche questa volta, che segnare la strada in questa nuova frontiera, ha significato imbastire una collaborazione con un colosso nazionale della produzione di munizioni, al fine di immettere sul mercato parallelamente, arma e munizione, che attualmente mancava.

C’è inoltre un altro aspetto, quello dell’attenzione alla “sicurezza” nella quale l’azienda di Urbino si è distinta in anticipo su altri. Questo lo ha fatto e lo sta facendo, sia nella assoluta attenzione di questa specifica materia, nella realizzazione delle proprie armi, che creando un movimento d’opinione, attraverso iniziative e convegni. Azione meritoria questa, che esula da finalità mercantili, ma che onora ancor di più un marchio, che pur nella ricerca del profitto desidera fornire il proprio contributo affinché ogni giornata di caccia sia solo ed esclusivamente una festa.

Un ultimo aspetto nella affascinante storia di questa eccellenza nazionale, è l’unione sinergica della tecnica e del gusto per il bello, che hanno viaggiato di concerto per questi primi 50 anni e continueranno per il futuro. Si è voluto evidenziare sin da subito – Urbino è terra di bellezze assolute – che anche il semiautomatico, così bistrattato in senso estetico rispetto ai basculanti, potesse avere dei propri connotati di bellezza ed eleganza e Benelli ha realizzato ciò con costanza, attraverso la ricerca di incisioni di livello e di forme in grado di slanciare l’arma la cui risultate è sempre stata l’importante apprezzamento del consumatore.

Benelli oggi è tutto questo e da giovane cinquantenne si proietta nel futuro che da sempre realizza, e in questo ruolo, si trova da sempre perfettamente a proprio agio. Cambiano le menti e le maestranze e cambieranno in futuro, ma rimane e rimarrà inalterata nei lustri a venire, la filosofia all’attenta ricerca e la vicinanza alle esigenze del cacciatore che con l’azienda urbinate, continuerà a camminare per costruire la caccia del futuro.