CACCIA IN PIEMONTE: ORA LA CORTE COSTITUZIONALE

La questione del Calendario Venatorio 2017/18 del Piemonte finalmente approda sui tavoli della Corte Costituzionale, ora arbitro ultimo su spinose questioni che da tre anni a questa parte dividono politica piemontese e cacciatori.

L’ha deciso il TAR Piemonte, dopo l’udienza del giorno 11 luglio, emettendo l’ordinanza 547/2017, qui sotto allegata, che pur respingendo alcune richieste del mondo venatorio accoglie quella che era la “madre di tutte le battaglie”, e cioè la questione della legittimità costituzionale dei provvedimenti fortemente voluti dall’assessore Ferrero.

caccia piemonte calendario venatorio corteSarà infatti la Consulta a decidere se, così come sostengono le associazioni venatorie ricorrenti, i recenti divieti di imposti da Regione Piemonte a mezzo di legge non siano compatibili con la Costituzione e le normative europee.

A segnalarlo ai ricorrenti è l’Avv. Prof. Paolo Scaparone, bestia nera dell’assessore  Giorgio Ferrero, cui ha già inflitto quattro brucianti sconfitte su quattro, cinque con quest’ultima decisione storica.

Ampia soddisfazione da parte del mondo venatorio, tanto che Bruno Morena, Presidente di Federcaccia Piemonte ha già parlato di storica svolta: ” Finalmente” ha detto il dirigente FIdC, ” si farà chiarezza, e sapremo se sulla caccia le Regioni possono davvero intervenire a loro piacimento, o debbono invece  rispettare i dettami della legge nazionale, la 157/92.”

Qui sotto il testo della comunicazione trasmessa a Federcaccia Piemonte dal Prof. Scaparone.

“Egregi Presidenti delle Associazioni venatorie, dei Comitati di Gestione dei CA e degli ATC e dell’Ente Produttori Selvaggina che hanno proposto ricorso contro i calendari venatori 2016/2017 e 2017/2018,

Vi informo che a seguito delle udienze di ieri avanti al TAR Piemonte per la sospensione del calendario venatorio 2017/2018 (R.G. n. 277/2017) e per l’annullamento del calendario venatorio 2016/2017 (R.G. 590/2016) – la prima relativa alla fase cautelare e la seconda relativa alla fase di merito dei rispettivi giudizi – il TAR Piemonte ha emesso per ora l’ordinanza n. 574/2017 riguardante la fase cautelare del primo giudizio.

Con tale ordinanza il TAR dispone che il calendario venatorio 2017/2018 non viene sospeso, ma, con separata ordinanza, nell’ambito del giudizio di merito R.G. n. 590/2106 sul calendario 2016/2017, saranno rimesse alla Corte Costituzionale le questioni di compatibilità con la Costituzione e con la normativa europea relative alle leggi regionali con le quali la Regione ha vietato la caccia alla pernice bianca, all’allodola, alla lepre variabile, ad alcune specie di acquatici ed al merlo.

La decisione, ancorché non comporti l’immediata sospensione del calendario venatorio, è da valutare positivamente perché risulta critica nei confronti della scelta della Regione di disporre con propria legge divieti di caccia a specie rientranti nell’elenco delle specie cacciabili contenuto nella legge statale n. 157/1992.

A seguito della rimessione della questione di costituzionalità e di compatibilità comunitaria alla Corte Costituzionale questa potrebbe, ovviamente, annullare le leggi regionali contestate.

Per contro il TAR, nell’ambito dell’ordinanza riguardante il calendario venatorio 2017/2018, non ritiene censurabili le limitazioni al carniere regionale stagionale nonché ai periodi venatori per le specie tortora, quaglia, beccaccia e altre affermando che la Regione si è mossa “sostanzialmente” nell’ambito delle indicazioni dell’ISPRA.

Con l’occasione, informo che il giudizio definitivo sul ricorso proposto dalle Associazioni venatorie, dal CA CN4 e dal Comune di Sauze d’Oulx avverso la deliberazione regionale che accorpa i comitati di gestione, modifica i criteri della rappresentanza delle associazioni venatorie in questi e introduce forme di incompatibilità per i soggetti designati a farne parte sia dalle associazioni venatorie sia dagli enti locali è stato fissato per la data del prossimo 18 ottobre. Il TAR Piemonte ha differito la propria pronuncia ritenendo “opportuno” estendere il contraddittorio agli ATC e ai CA piemontesi.

Paolo Scaparone

Tratto da ladeadellacaccia.it