SEMIAUTOMATICHE: QUASI CON LE STELLETTE

Le carabine semiautomatiche da caccia, sono ormai, come nel caso delle armi militari, strumenti di alta specializzazione, con dotazioni tecniche mirate alle esigenze di utilizzo.

carabine semiautomatiche caccia al cinghialeL’arma militare è noto, generalmente nasce sulla scorta di specifiche esigenze che gli Stati Maggiori rilevano e che non sono soddisfatte dall’arma in dotazione. Su questa scorta si innescano studi e progettazioni volti a predisporre una nuova arma in grado di soddisfare specifiche esigenze. La classica arma d’ordinanza, che fu per tutti gli eserciti della Prima Guerra Mondiale il mulo da soma buono per tutto, non esiste più per la individuazione di specifiche e esigenze da soddisfare. Già la nostra generazione ha vissuto e ben ricorda la segmentazione di prodotto relativa al BM 59 – quello che tutti noi abbiamo chiamato FAL – che aveva per l’E.I. ben tre configurazioni, fanteria, truppe alpine e parà, con connotati tecnici diversificati per utilizzo e trasporto. Oggi tale segmentazione di prodotto in uso agli eserciti è ancora ulteriormente spinta. Questa filosofia specialistica, negli anni duemila è stata trasportata anche nel campo civile e specificatamente venatorio e se guardiamo la caccia al cinghiale moderna ne abbiamo una importante evidenza. Se osserviamo semplicemente la gamma di due prodotti d’eccellenza di due grandi aziende – Benelli e Browning – commercializzati in Italia ci accorgiamo subito della specializzazione che tanto le differenzia dalla doppietta tradizionale utilizzata sul suide lo scorso secolo nella caccerella maremmana tradizionale.

Le moderne carabine semiautomatiche sono realizzate con componenti in legno anche di pregio, ma è possibile scegliere anche polimeri di vario colore, anche tendenti all’arancio fluo e questo va incontro alla necessità di farsi vedere dai compagni di caccia in ambiente boscoso; l’uso del polimero porta a vantaggi reali per il ridotto danneggiamento che subisce a contatto con rami e arbusti ed alla sua straordinaria resistenza all’aggressione degli agenti atmosferici. La importante specializzazione è stata nel tempo sviluppata anche nel contrasto al rinculo con specifici accorgimenti e brevetti proprietari in grado di mantenere più stabile le armi nelle sequenze di tiro frequenti nella caccia al cinghiale.

carabine semiautomatiche caccia al cinghialeAnche gli organi di mira tradizionali sono specialistici e a volte sostituibili passando da tacche di mira regolabili a bindelle rialzate. Entrambi possono avere l’alternativa del montaggio di una slitta picatinny – proprio come le armi militari – supporto indispensabile per il montaggio di organi di mira più evoluti, tipicamente ottici o a supporto agevolatore a punto rosso.

La specializzazione ulteriore si è avuta anche sul tipo di utilizzo, poiché è noto che nella caccia al cinghiale battitori/canai e cacciatori di posta hanno esigenza di posta. Ed ecco allora che spostando l’attenzione sui primi sono nate declinazioni di gamma dotate di canne più corte, di magliette portacinghia ambidestre per una tracolla più agevole nel fitto del bosco.

Grande attenzione è sempre più data anche alle sicure che devono avere dalla loro, il mantenimento di un elevato standard di sicurezza ma anche l’immediatezza della sua rimozione per andare a fuoco.

I produttori, sulla scorta del consolidato di specializzazione tipico di altre caccie – esempio i fucili da beccaccia – e potendo attingere al grande bacino delle specializzazioni militari, hanno perciò evoluto i loro prodotti di base già molto buoni ed apprezzati al fine di renderli sempre più confacenti alla caccia al suide in tutte le sue forme.

Riccardo Ceccarelli

 

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