ACMA. COMUNICAZIONI PER RICHIAMI ACQUATICI

L’utilizzo dei richiami vivi per la caccia agli acquatici inibito da qualche tempo causa influenza aviaria è monitorato di continuo da Acma, la settoriale di Federcaccia. Questi gli aggiornamenti.

Il 4 ottobre u.s. presso il Ministero della Salute si è tenuto un convegno internazionale sull’influenza aviaria alla presenza di esperti europei, ma anche americani. Per il mondo venatorio hanno partecipato il Dott. Michele Sorrenti, responsabile scientifico dell’Ufficio Avifauna Migratoria della Federcaccia, e il Dott. Stefano Simeoni, Consigliere Nazionale dell’Acma-FIdC, che fin dal 2005 si è sempre interessato della problematica influenza aviaria e divieto dell’uso dei richiami vivi.

acma richiami vivi acquatici caccia anatreObiettivo fondamentale della partecipazione era di approfondire le conoscenze e di avere un ulteriore incontro con i referenti del Ministero, dott. Lecchini in particolare, e soprattutto con i rappresentanti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, essendo presenti il Dott. Marangon, Direttore Sanitario dell’Istituto, ed il Dott. Terregino, responsabile del Laboratorio di virologia speciale del Centro di referenza nazionale OIE/FAO per l’influenza aviaria, già noto all’Acma per aver partecipato al Convegno di Montecatini nel 2006, in occasione del trentennale dell’associazione, ed alla trasmissione Parliamo di caccia con Bruno Modugno, organizzato dall’Acma sul canale Caccia e Pesca nell’imminenza della prima deroga sull’uso dei richiami vivi nell’attività venatoria.

Il convegno ovviamente si è incentrato sugli aspetti sanitari, epidemiologici, economici dell’influenza aviaria. Per quanto direttamente ci riguarda, è stato ribadito più volte che gli allevamenti rurali sono il tramite del passaggio del virus HPAI dai selvatici agli allevamenti industriali, pur non essendo mai stato concretamente illustrato il percorso di questo passaggio. In effetti i richiami vivi utilizzati nella caccia non sono stati mai citati, ma ad una specifica domanda del Dott. Sorrenti sull’argomento, è stato risposto, in maniera non troppo convinta e categorica, che anche i nostri richiami vivi possano rappresentare un teorico rischio di diffusione.

Risvolto molto importante, comunque, è stato il breve colloquio che i rappresentanti della Acma- Federcaccia hanno potuto avere con il Dott. Marangon ed il Dott. Terregino, che proseguirà a brevissimo con uno specifico e personale incontro presso l’Istituto di Legnaro.

E’ presto per dare notizie certe o sicuramente positive, anche perchè è il Ministero che poi deve apportare le auspicate modifiche al divieto dell’uso dei richiami vivi, ma qualche segnale di speranza possiamo concedercelo. Vi terremo come sempre tempestivamente informati. (Acma).

 

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