AZZERAMENTO DELL’ARMA DA CACCIA E TIRO

BENELLI 828U SOVRAPPOSTO CACCIA

Materia ovviamente nota a coloro che della canna rigata a caccia e nel tiro hanno fatto arma d’elezione, ma rinfrescare taluni concetti non è mai male.

E’ però da ritenere utile iniziare da alcune considerazioni su norme balistiche, utili quali indispensabili all’esecuzione di una corretta taratura di qualsiasi arma a canna rigata.
Una regola che taluni trascurano non dandole la giusta importanza è quella che sconsiglia vivamente di effettuare la taratura definitiva prima che le canne non abbiano avuto un sufficiente “rodaggio”. In altri termini prima che abbiano sparato un po’. Questo è anche evidente poiché una canna nuova ha necessità che vengano sparati alcuni colpi, ancora prima del montaggio di qualsiasi ottica. Non pochi suggeriscono alcuni sino ad arrivare addirittura a suggerire i 100 colpi, cosa che non presumo non si faccia mai. Spesso l’ottica ce la troviamo già montata dall’armeria, che non si sarà certo dilettata a sparare tale numero di colpi.

azzeramento arma carabina caccia e tiroNon è da trascurare in questa fase, quindi prima di esplodere i primi colpi, di effettuare un accurato controllo sul serraggio di tutte le viti che tengono unita meccanica alla calciatura. Operazione questa da ripetere dopo aver sparato alcuni colpi, dato che come naturale, che un certa tendenza all’assestamento esiste sempre. Questa operazione non dovrà terminare qui e dobbiamo considerare che tanto più l’arma sparerà nel tempo tanto più frequenti dovranno essere i controlli di questo tipo.
Altra attenzione da porre quando si spara poi per tarare l’arma provvista di cannocchiale è quella di accertarsi di effettuare torzioni dell’arma in obliquo, per nostri difetti di postura perché ciò va ad inficiare sicuramente la precisione della taratura. Tendenzialmente anche un minima porzione, dato che si spara a lunga distanza porta ad un punto di impatto più basso e può essere anche imputabile ad un nostro personale modo di strappare in po sul grilletto oltre che ovviamente, per posture sbagliate.

Altre volte si sentono amici sconfortati dal fatto che ottime rosate ottenute con un tipo di munizione non sono corrisposte da altre cartucce. Ma questo chi si avvicina alla canna rigata deve saperlo sin dall’inizio ed il consiglio naturalmente è sempre quello di tarare la carabina con le nostre munizioni abituali.
Ma ci sono altri fattori geotermici che dobbiamo sapere per evitare delusioni e figuracce soprattutto quando ci spostiamo a cacciare all’estero in ambienti abbastanza diversi ai nostri abituali. Non tutti sanno, viste recenti conversazioni, che un’arma tarata in Italia, non ha la medesima performance all’equatore per cui per chi desidera per la prima volta affacciarsi ad una caccia africana dovrà tenere in conto che una volta giunti a destinazione l’arma dovrà essere debitamente ritarata. Analogo concetto quando si varia di molto l’altitudine di esercizio rispetto alla taratura. La differente rarefazione dell’aria comporta variazioni della curva di traiettoria e anche qui una nuova taratura è sicuramente d’obbligo.

Detto ciò il lettore ha certamente noto che la traiettoria di un’arma rigata non è mai una retta bensì ha una tendenza parabolica che ha origine dalla bocca dell’arma e termine nel punto di impatto. Questa è in contrasto con la linea di mira che invece è assolutamente retta partendo dall’occhio e giungendo sul bersaglio. Questo stato di cose fa si che il proiettile che esce dalla canna della bocca per una certa parte della sua traiettoria rimane al di sotto della linea di mira per poi salire al di sopra e rimanevi per tutta la distanza di tiro sino al bersaglio; se mancato la traiettoria continuerà a discendere sotto la linea di mira sino al successivo impatto. Azzerare perciò significa far incontrare la linea di mira e la traiettoria nel punto preciso i cui si trova il bersaglio, niente di più e niente di meno. Perciò se per ipotesi abbiamo tarato una carabina a 100 metri, tanto più ci avviciniamo tanto più il proiettile passerà alto rispetto al bersaglio mirato; allontanandoci passerà basso. Naturalmente sovente ci troveremo a sparare a distanze che non sono proprio quelle esatte per le quali la carabina è stata azzerata perciò dobbiamo assolutamente adeguarci e quindi compensare.

Le tabelle balistiche per ogni specifico calibro ci agevolano naturalmente e anche con il loro aiuto dobbiamo sapere comunque come agire. Per i più sbrigativi o coloro che non sono dotati di mira particolarmente e evoluti il compensare significa semplicemente lo sparare sul bersaglio alzando o abbassando di un tot il punto di mira. Per altri, dotati di ottiche di recente generazione si tratterà di intervenire sulla elevazione del reticolo in funzione della nuova distanza e delle indicazioni delle tabelle balistiche.
Naturalmente tali azioni non modificano affatto la traiettoria del proiettile che quindi rimane la medesima, ma modificano l’approccio dell’arma rispetto al bersaglio e conosciuta la traiettoria si andrà a utilizzare un alzo o un abbassamento per far coincidere la traiettoria con il bersaglio.

E’ anche utile rilevare, anche se molti li rigettano per etica, che i tiri lunghi a caccia sono molto più frequenti di quanto si creda.
Fatte le precedenti premesse veniamo all’AZZERAMENTO DELL’ARMA vero e proprio. È utile andare in poligono, decisamente il posto più sicuro a tale attività adeguandosi completamente alle regole ivi imposte.
Per prima cosa è corretto sparare qualche colpo ad un bersaglio a 50 metri e questo per verificare che il montaggio dell’ottica che abbiamo scelto sia stato correttamente eseguito. Avendo la possibilità di sparare in poligono con un angolo di sito praticamente a zero – quindi in orizzontale – rileviamo con un telemetro (una volta si faceva svolgendo un lungo filo di spago) la distanza precisa alla quale stiamo azzerando. Ovviamente anche senza telemetro (che sarebbe invece indispensabile se la taratura la facessimo in campagna) visto che la linea tiro già riporta le distanze delle varie linee.

Definita la distanza del bersaglio iniziamo la serie dei tiri, facendo ben attenzione ad intervallare tra l’uno e l’altro il tempo necessario per far raffreddare la canna. Questo è imperativo poiché a caccia di selezione, quella tipica della canna rigata con ottica di puntamento, si spara a volte un solo colpo al giorno e quindi sempre a canna fredda. Il tiro dovrà essere effettuato con la massima garanzia di appoggio per escludere incertezze di postura. In questa fase si possono evidenziare lievi scarti nelle direzioni ed è utile anche per assestare anche al meglio la postura di tiro. Le serie di tiro successive saranno utili a evidenziare i centri di rosata e capire come aggiustare la gestione del reticolo sino a giungere ad una soddisfacente concentrazione di rosata. Al fine di raggiungere una buona omogeneità dei colpi è utile ricordare di sparare sempre con la stessa modalità d’azione sul grilletto senza strappare o farsi prendere dalla fretta di concludere, sarebbe fuorviante e alla fine ci costringerebbe a ricominciare da capo.
Tenendo conto dei presenti suggerimenti e magari affiancati da persona esperta, in breve sarete in grado di ottenere significativi risultati nella taratura o azzeramento dell’arma.

 

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