BRACCO ITALIANO …. L’ITALICO FERMATORE

Benelli M2

Non c’è bracco nel resto d’Europa che gli si avvicini per indole e stile e in quel troppo talmente tipico da farlo definire come il trottatore per eccellenza. Semplicemente unico.

bracco italiano cane da caccia fermaPotremmo dire che il suo stile si concretizza nella sua mente; anzi per meglio dire in una filosofia tutta sua che lo pone ad adattarsi con facilità ad ogni terreno ed ogni ambiente. Questo è forse il connotato principe del Bracco Italiano, fermatore nazionale la cui storia si perde nella notte dei tempi, cane capace di adeguarsi nella caccia alle situazioni più diverse.

E’ cane redditizio, questo va subito detto ed il fatto che nel tempo sia stato un po’ relegato da parte per l’affermarsi di altre razze, non è per demerito proprio, ma per la innata curiosità del cacciatore e del cinofilo di esplorare e di curiosare, per vedere cosa c’è oltre. Difficile che questi abbiamo comunque abbiano trovato razze e che lo superano nell’indispensabile collegamento con il cacciatore ed impossibile, questa è una certezza assoluta, che abbiano trovato la stessa eleganza di portamento in altri soggetti.

Taluni potranno affermare che trattasi di cane antico, ma mai affermazione è così tano sbagliata se si guarda l’attuale Bracco Italiano. Il cane sfatiamolo, non è affatto lento, perché sul terreno di caccia fa tutto e bene e soprattutto lo fa a portata di fucile e vista la rarefazione attuale della selvaggina stanziale, perché correre così tanto. Non è meglio dettagliare sul serio ed esplorare a fondo i pochi ambienti difficili ove un galliforme si possa essere rifugiato. E’ da ritenere proprio di si, se lo vogliamo incarnierare.

A parte i soggetti impegnati in prove di lavoro ove sono richieste specificità operative che sono anche frutto di un buon addestramento, sul terreno di caccia, l’attuale Bracco Italiano, alleggerito rispetto al passato, fa tutto e tutto bene. Modula l’ampiezza della cerca in funzione del tipo di territorio, l’allarga sui prati e la restringe nel bosco, perché cane da caccia in grado molto più la testa delle gambe.

Ferma in maniera molto espressiva dopo una diretta guidata, e assicura con naturalezza sempre il riporto del selvatico, anche nelle condizioni più difficili, non escluse quelle che gli chiedono di nuotare per completare il riporto.

E’ sicuramente un pensiero che non può che affascinare ogni volta che si decide di arricchire la nostra passione di un nuovo soggetto.

 

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