E LA BRAMBILLA FECE INFURIARE LA LEGA

BENELLI 828U SOVRAPPOSTO CACCIA

Dopo il fantasioso annuncio della Brambilla sulla sua volontà prossima di abolire la caccia, il coro del silenzio è imperante poiché la caccia è materia scomoda e dove farsi male “elettoralmente parlando per molti”, ma fuori dal coro c’è la Lega che ha preso, con alcuni suoi esponenti, forti posizioni contro la rossa ed a favore della attività venatoria.

Con forte determinazione alcuni importanti esponenti della Lega hanno fatto sentire la loro voce dopo le dichiarazioni della Brambilla. Il primo a prendere il toro per le corna è stato Gianni Fava, Assessore all’agricoltura della Regione Lombardia che senza giri di parole ha affermato che la caccia è territorio, storia e tradizione. Questi valori in Lombardia restano capisaldi imprescindibili, preso atto in questi anni che i cacciatori rappresentano un presidio forte del territorio e di grande utilità per il controllo delle specie alloctone e invasive quali nutrie, cinghiali e gli altri ungulati che arrecano danni consistenti al patrimonio agricolo.

E’ evidente che la Brambilla nono possa prendere impegni di coalizione e viene anche da chiedersi come lei intenda sostituire la figura del cacciatore per consentire una corretta gestione della fauna, dato che gli Enti stessi si rivolgono sempre più a lor per garantirsi interventi con tempestività.

Poi altri parlamentari della Lega rincarano la dose. Per Stefano Borghesi che afferma come l’attività venatoria sia parte della storia della nostra nazione e che andrebbe valorizzata e non abolita, oltre che essere un importante volano per l’economia e le risorse pubbliche.
Ancora più drastici Fedriga e Gianmarco per i quali la Brambilla vide in un altro pianeta. La caccia importnate con le sue regole, combattiamo il bracconaggio ma aiutiamo anche i cacciatori in grado di porre un freno agli squilibri faunistici che arrecano così tanti danni all’economia agricola.

 

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