CACCIA DA APPOSTAMENTO DOPO LA MIGRAZIONE

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Arrivati a fine novembre la caccia alla piccola migratoria – tordi, merlo e cesena – si sminuisce perché il periodo tipico della migrazione è superato. Ma all’appostamento di cacca non tutto è perduto.

I turdidi tendenzialmente a fine novembre hanno già terminato il picco migratorio ma in certe zone le occasioni possibili non sono ancora terminate. Gli uccelli definiscono determinate aree di svernamento, fortemente dipendenti dal clima e dalle possibilità alimentari, ma tendenzialmente tendono a fermarsi in sui luoghi ed assumere atteggiamenti erratici. Certo sono più difficili da attrarre, i richiami hanno meno efficacia, ma sicuramente non meno affascinanti da cacciare.

In alcune aree del Centro Italia ed in molte del Sud tordi sasselli e bottacci tendono a stabilirsi rinforzati a volte dal merlo, la cui caccia ricordiamolo termina però con la notte di San Silvestro.

caccia appostamento migrazione tordo merlo cesenaIn questi periodi è utile per chi ha la passione della caccia di appostamento concentrarsi sulla interpretazione del meteo, perché importanti freddi in quota contraddistinti anche da nevicate spingono sasselli e cesene a scendere dalle quote alpine ma di più appenniniche per cercare luoghi di pastura più agevoli. Quando poi il meteo di fa inclemente anche nella collina i capanni di caccia di pianura riescono di più a beneficiarne, soprattutto se in quelle aree si trovano oliveti o vigneti con quel po’ di residuo di frutto che sempre rimane.

Però sovente è necessario per il cacciatore abbandonare le abitudini del novembre e concentrarsi su nuovi scenari, il primo dei quali è probabilmente il lasciare perdere il precedente appostamento e cambiare zona. Occorre perciò individuare luoghi possibili di pastura quali gineprai, vigneti e oliveti come detto, ma anche presenza di piante di sorbo o azzeruoli. Sono questi i luoghi nei quali in qualche mattino fortunato si può fare carniere ove magari c’è anche qualche bell’albero di buttata.

In passato quando la caccia durava per tutto marzo e poi successivamente per tutto febbraio era uso cacciare alla migrazione di ripasso presso le edere, appetite in particolare dai tordi per le loro bacche. Queste però naturalmente raggiungono la loro massima appetibilità in febbraio e la caccia è già chiusa. C’è da dire, che chi dal 10 gennaio decida comunque di provare alle edere potrebbe trovarne beneficio negli anni in cui le querce hanno poca ghianda, dalla presenza a volte spodarica a volte più consistente dei tanti colombacci ormai ubiquitari presenti qua e la per l’Italia.

…. ed il piacere della caccia avrebbe allora un aspetto più vario.

Riccardo Ceccarelli

 

 

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