DIRETTIVA ARMI: LA REP. CECA RICORRE

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Avevamo scritto un po’ di tempo fa della volontà della Repubblica Ceca la Direttiva Armi Europea. Adesso c’è il ricorso.

La Repubblica Ceca non ci sta perché la Direttiva Armi le appare come eccessivamente restrittiva e limitante nei confronti dei tanti appassionati di armi del Paese. Nel suo ricorso sono elencati quattro significativi motivi, per i quali, l’ex nazione nel Patto di Varsavia, non ci sta ad aderire all’attuale Direttiva Armi:

1) Violazione del principio di attribuzione. La Direttiva agisce con la finalità del contrasto a terrorismo ed è stata in parte mascherata come rimozione degli ostacoli del mercato interno.
armi direttiva europa repubblica ceca ricorso2) Violazione del principio di proporzionalità. La Direttiva Armi si è mossa con modalità sproporzionata nei confronti delle armi semiautomatiche, non facendo nessuna valutazione sul fatto che tali tipi di armi non sono state utilizzate nell’Unione Europea per azioni di terrorismo. Si è accanita inoltre in modo altrettanto sproporzionato verso armi a ridotta pericolosità – vedi riproduzioni d’epoca – o sui caricatori.
3) Violazione della certezza del diritto. Con la Direttiva Armi, l’Unione ha vietato il possesso di armi in categoria A7 ed A8 e sanzionato caricatori oltre una certa capienza, senza dare ai possessori chiarimenti sui loro diritti/doveri e obbligando gli stati membri ad agire in maniera retroattiva.
4) Violazione del principio di non discriminazione. La deroga che è prevista all’articolo 6 della 91/477/CEE pur apparendo neutra, porta verso il sistema svizzero di conservazione dell’arma acquisita durante il servizio militare ma manca di giustificazione obiettiva rispetto alla finalità della Direttiva.
La Repubblica Ceca sembra intenzionata a dar seriamente battaglia sulla questione armi e loro possessori in Europa. Sarà interessante seguirne gli sviluppi.

 

 

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