PESARO: ANIMALISTI CONTRO IL CONTROLLO CINGHIALE NEL PARCO

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Il Parco in oggetto è quello di San Bartolo e non parliamo affatto di bracconieri che sono naturalmente indifendibili, ma di interventi di contenimento richiesti dal Parco stesso per contenere il proliferare del cinghiale.

Ci sono ovviamente un buon numero di cartelli che segnalano la presenza di postazioni dalle quali si opera un prelievo selettivo che il Parco ha voluto per andare incontro ai danni che il cinghiale produce nell’area.

Giungono notizie che la casella di posta elettronica dell’Ente Parco sia stata presa d’assalto – il termine è ampio che sembrerebbe l’inizio della terza guerra mondiale – da email di persone che hanno paura a fare trekking o mountain bike in presenza della attività di caccia.

pesaro cinghiale parco animalisti  controllo cacciaNon si tratta di caccia ma azioni di contenimento numerico necessarie al fine di ripristinare un equilibrio biologico che sta vertendo dalla parte del cinghiale.

Taluni accusano anche si sentire spari al di fuori dei momenti deputati all’attività programmata di controllo.

Il Presidente del Parco Davide Manenti ha chiarito i fatti riportandoli all’oggettività. Egli afferma che non è vero che i cacciatori chiamati agli interventi di controllino camminino per i sentieri armi alla mano come in una normale attività di caccia, ma essi operano da postazioni fisse afferenti tra l’altro a quattro aree private ove insistono particolarmente i danni del cinghiale.

Spari notturni o fuori orario non sono da attribuire al personale impiegato, ma sono attività di bracconaggio contrastate in primis dagli stessi cacciatori abilitati che di concerto con il parco hanno segnalato due auto sospette ai Carabinieri Forestali.

Il piano di eradicazione del cinghiale dal Parco rientra perfettamente nei disposti della Legge regionale ed è stato approvato dal Consiglio del Parco stesso.

Gli animalisti dal canto loro continuano con al solita richiesta del metodo non cruento, mentre il Presidente afferma che allo stato attuale non c’è stato nessuno sparo, ma la sola presenza dei cacciatori ha contribuito ad allontanare per il momento la presenza invasiva del cinghiale.

 

 

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