PICCOLI CALIBRI: UNA PASSIONE SERIA PER LA CACCIA

benelli fucili da caccia mancini

Cimentarsi con i piccoli calibri è impegno serio e soddisfacente che sicuramente aiuta a perfezionare la mira, aggiungendo alla caccia quel tocco di ulteriore sportività che non guasta.

Gli ormai antichi senatori ottocenteschi della balistica affermavano – in particolare il Gen. Journée – che erano necessari 5 pallini nella sagoma di una preda per garantirne un abbattimento pulito. Ma probabilmente anche all’epoca, in pochi si sono chiesti, con quale arma spararli, o meglio con quale calibro sparare. Era quella un’epoca nella quale molti dei fucili non avevano le canne odierne o meglio molti le avevano damascate. Per cui il calibro era il 12 o forse il 16 ma li terminavano le sperimentazioni e non era perciò possibile pensare che magari un fagiano fosse normalmente insidiabile con un calibro 28. Forse allora affermarlo poteva essere considerata una vera e propria eresia. Oggi l’evoluzione tecnica delle armi e delle munizioni e ci impone ragionamenti diversi perché un piccolo calibro offre prestazioni di tutto rispetto sia per grammature che per capacità di lancio.

piccoli calibri fucili cacciaParliamo delle ultime evoluzioni, perché già fermarci a quindici anni fa ed ai tronchini di piccolo calibro usati per la caccia a “fermo” all’appostamento ci porta più a valutazioni dell’ottocento piuttosto che odierne. Parliamo perciò al presente.

Oggi il panorama delle armi in cal. 28 e meglio ancora in .410 è veramente ampio. Abbandonati i tronchini monocanna, la nuova frontiera dei piccoli calibri propone tutte le versioni tipiche dei calibri maggiori: doppietta, sovrapposto e semiautomatico sono oggi protagonisti “in piccolo” della caccia.

Dobbiamo però renderci subito conto che, pur essendo aumentate, a volte anche di molto le possibili cariche delle cartucce nei piccoli calibri, queste ovviamente sono sempre inferiori a quelle che sono abituati a sparare coloro che utilizzano il 12 ed il 20 passando per gli irriducibili sedicisti.

Ecco allora che per soddisfare il postulato del Journée, ossia dei cinque pallini in sagome del selvatico, ci accorgiamo che i piccoli calibri, come i monocanna del passato, hanno conservato per la maggiore, importanti e strozzature. D’altronde questo è naturale, perché essendo pochi i pallini soprattutto quelli destinati ai i selvatici di media mole, si è costretti a raggrupparli il più possibile senza correre il rischio di sguarnire le rosate.

Le rosate perciò al centro sono sempre strette con al centro una buona guarnitura e alla periferia molti di meno che negli altri calibri maggiori.

La risultanza è che nel piccolo calibro per trovare soddisfazioni occorre essere buoni tiratori o avere lo spirito competitivo di rimettersi in gioco e perfezionarsi nel tiro, cosa che aumenta ancor di più la soddisfazione di un centrato. Qui i feriti generalmente causati dai pallini periferici, sono molto pochi, mentre il selvatico centrato correttamente avrà un abbattimento pulito.

Tutte le maggiori aziende, e ci fermiamo alle nazionali, hanno ormai a catalogo un lunga lista di piccoli calibri e sono in grado di darVi tutto ciò che rappresenta il meglio della produzione mondiale di fucili da caccia.

 

_______________________________________________

caccia abbigliamento accessori effebistore calci e aste