CON IL RISCALDAMENTO GLOBALE SI RESTRINGONO GLI UCCELLI

Benelli M2

Potrebbe sembrare una battuta, ma è una tendenza tipica della evoluzione delle specie laddove si verificano significativi cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici, hanno sempre provocato azioni più o meno incisive negli ecosistemi e nei comportamenti delle specie animali. Questo è noto. Ma c’è poi uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista ornitologica internazionale The Auk: Ornithological Advances che può far riflettere.

Lo studio ha analizzato le dimensioni di un passero presente in Australia e Nuova Zelanda mettendo in relazione le temperature del periodo nel quale tale uccello va in riproduzione. Si nota un lieve ma apprezzabile riduzione di taglia.

È comunque tendenzialmente noto in biologia che gli animali residenti nei climi freddi (almeno quelli che non hanno nel proprio ciclo vitale le migrazioni) tendono ad avere corpi più grandi e questo è spiegato con una sorta di adattamento fisico in grado di ridurre la dispersione di calore (maggiore è la dimensione corporea e minore è la superficie disperdente in relazione alla massa del corpo animale).
Perciò non è detto che se continua la tendenza al riscaldamento globale non si “restringano” gli uccelli.

 

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