SABATTI SAPHIRE … L’ITALIA DELLE ECCELLENZE

La primavera dello scorso anno ha visto la nascita della Saphire, eccellente carabina di casa Sabatti che abbiamo visionato ed apprezzato nell’ultima visita in azienda per la serie Su e giù per la Valtrompia.

Sabatti alias eccellenza armiera della Valtrompia e quindi a pieno diritto, orgoglio nazionale. Sabatti da sempre celebrata per la valenza delle canne, produce con successo ed apprezzamento da parte del pubblico nel settore della canna rigata, armi da tiro e da caccia offrendo agli appassionati molte soluzioni diverse.

L’attenzione posta in particolare nel settore venatorio, ove comunque la leggerezza di trasporto ha sempre un suo perché, ha fatto si che la Saphire sia divenuta un punto di riferimento delle carabine per la caccia. Leggerezza appunto che è stata ottenuta con varie soluzioni ma che salta subito all’occhio quando si guarda il castello realizzato in ergal 55 e ingloba due basi Piccatinny, senza quindi doverne aggiungere. Risultato di tale esercizio tecnico è lato peso, un risparmi di almeno 300 gr, lato balistico una già perfetto allineamento delle due slitte e importante rigidità di tutto il blocco per la mancanza di una slitta successivamente inserita.

sabatti saphire carabina da cacciaNota anche e soprattutto, dicevamo di Sabatti e anche in Saphire l’azienda ha dato il meglio di se. La canna di questa elegante carabina è la eccellente multiradiale – Multi Radial Rifling – ove la scelta aziendale è stata quella di realizzare una lavorazione che eliminasse gli spigoli tra i vuoti e pieni di rigatura. Gli spigoli sono sostituiti da una curvatura di tipo continuo a due raggi. In Sabatti dicono, dopo le migliaia di sperimentazioni effettuate nel tempo prima di passare alla produzione di serie, che tale modalità di costruzione della loro canna rigata, che esistono importanti vantaggi nella maggior deformazione di palla e conseguenti minor depositi di materiale erosi. Ergo minor esigenza di pulizia e decisamente un allungamento potenziale della durata della canna che comunque potremmo dire non finisce mai. In Sabatti ci dicono che i processi di lavorazione della canna sono differenziati tra la canna propriamente detta e la camera di cartuccia; questa realizzata con lo stesso acciaio speciale della testina dell’otturatore è poi unita intimamente al resto della canna.

La canna è realizzata in vari calibri; .243 Win., .308 Win., 7 SAUM e 7-08 Rem., gruppo B per .270 Win. 7×57, 7×64, 6,5×55 SM, .30-06 Sprg., 8×57 IS, 7 Rem. Mag e .300 Win. Mag. Il passo di rigatura è 1,11” e la lunghezza di canna standard 61 cm alla cui sommità è posto un funzionale soppressore di suono.

Sabatti ha previsto varianti nel gruppo scatto: uno di tipo diretto con peso di trazione di non superiore a 1,2kg o in alternativa la dotazione di stecher variabile che può consentire di portare il peso finale di scatto a 0,28 kg. Decisamente notevole. Ergonomicamente il grilletto è posizionato in posizione felice utile alle mani di tutte le dimensioni ed è contornato da una guardia di dimensioni tali da renderla ottimamente fruibili e anche con mani guantate, che spesso sono in uso nelle cacce dei periodi freddi.

La calciatura in sintetico contribuisce alla riduzione di peso di cui dicevamo all’inizio, è dotata di giusto alzo e buon appoggio alla guancia con una pistola che offre un’ottima presa. Di rigore l’eccellente calciolo. L’asta che cambia forma via via che si scorre presenta due scanalature utili alla presa salda.

La sicura di grande efficienza è azionabile da tastino e bocca in grande sicurezza e duplice azione sia lo scatto che il percussore.
Infine vogliamo far notare la singolare bellezza di questo made in Italy … anzi made in Sabatti.

Riccardo Ceccarelli