NO LA CACCIA PER CONTRASTARE LA PSA

Il governo sta assumendo posizioni su PSA e migratoria che per nulla piacciono agli ambientalisti.

Il Ministero della Transizione Ecologica ha chiesto all’Unione Europea di rivedere i KC della fauna migratoria e già questo non è andato giù ad alcune associazioni ambientaliste.

Di concerto il governo intenderebbe presentare alla Conferenza Stato Regioni una proposta per affrontare la PSA, estendendo la caccia al cinghiale sino a febbraio. Questa ipotesi ha creato preoccupazione e stupore in Lipu e WWF, secondo i quali l’estensione della caccia sino a febbraio stravolgerebbe totalmente i dettami della legge 157/92. Le due associazioni ambientaliste riportano a conferma del proprio pensare uno studio europeo che avrebbe dimostrato conseguenze negative della caccia in braccata sulla consistenza della specie cinghiale.

Lo studio in questione fu a suo tempo chiarito da uno degli autori, che tenne a specificare un concetto: lo studio non sostiene affatto che la caccia in braccata aumenti il numero dei cinghiali, ma altresì evidenzia solamente che questi adeguano i loro comportamenti e si adattano in parte alle condizioni della braccata.

La valutazione di Lipu e WWF è ben diversa: l’adozione del suddetto provvedimento, oltre che a stravolgere la 157/92 non fa altro che soddisfare le richieste del mondo venatorio, di concerto con alcune provenienti dall’associazionismo agricolo. Si afferma inoltre che anche in questa occasione si evidenzia una vicinanza al mondo venatorio dimenticando di fatto la propria missione conservazionistica, scientifica e di tutela delle popolazioni selvatiche.