Faq 21

Gent.mo Avv.to Adele Morelli, mi trovo in una situazione non piacevole. Da circa trent’anni sono titolare di porto di fucile per uso caccia, due anni fa un vicino soprge querela nei miei confronti per minaccia, ma il Giudice emette decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato, tuttavia ad oggi la questura si rifiuta di rinnovarmi la licenza. Non ho avuto altri precedenti oltre quello descritto ed ho una buona condotta morale. E’ possibile venire fuori da questa incresciosa situazione?

Una querela per minacce è sicuramente propedeutica ad un provvedimento di sospensione del porto d’armi in attesa della definizione del giudizio penale (sebbene l’art. 27, comma 2, Cost. sancisca la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva di condanna, questo è, a tutt’oggi, l’orientamento prevalente adottato dalle Questure), atteso che la stessa può far venire meno il requisito della buona condotta in capo al titolare e potrebbe far presumere il rischio di abuso delle armi da parte del medesimo. L’ottenimento di una sentenza di assoluzione con formula piena o di un decreto di archiviazione, come nel caso descritto, è sicuramente una circostanza che dà diritto a riottenere il porto d’armi, poiché sancisce il venir meno di quella presunzione di abuso dell’arma o di assenza di buona condotta che ne avevano determinato la sospensione all’inizio del procedimento penale; ovviamente, quanto detto trova applicazione solo se nel frattempo il soggetto non sia stato deferito per altre ipotesi di reato o non abbia tenuto condotte di malcostume o deplorevoli (ubriachezza, frequentazione di tossicodipendenti, etc.). Se, appunto, sussistono tutte tali condizioni favorevoli, la Questura ha l’obbligo di far venire meno il provvedimento di sospensione e quindi restituire il porto d’armi al titolare; talora accadono situazioni di questo tipo solo perché alla banca dati centrale del Ministero dell’Interno (Centro Elaborazione Dati Interforze-Direzione Centrale della Polizia Criminale) i dati relativi a quel procedimento penale non risultano ancora aggiornati e quindi il medesimo procedimento, anziché definito con sentenza con assoluzione piena, risulta ancora pendente: in questi casi occorre consegnare alla Questura una copia conforme del decreto di archiviazione o della sentenza di assoluzione e contestualmente inviarne una copia conforme al predetto ufficio presso il Ministero dell’Interno chiedendo che, con riferimento a quel procedimento, i propri dati vengano aggiornati