ARISAKA: NELLA GUERRA DEL PACIFICO SI PARLAVA ITALIANO


La storia dell´Arisaka nasce quale diretta conseguenza della sottoscrizione nel 1937 del “Patto Tripartito”, firmato dall´Italia con Giappone e Germania.
Il Pattovenne stipulato in contrapposizione all´URSS che disponeva di risorse cospicue dal punto di vista militare.
Il “patto tripartito” determinò la formazione del cosidetto “Asse Roma-Berlino-Tokio”.

Alla fine del 1937 una Delegazione giapponese arrivò in Italia per commissionare alla FNA ed alla Beretta la progettazione e realizzazione di un fucile per la dotazione della fanteria nipponica.
La progettazione e realizzazione delle canne venne effettuata presso l´arsenale di Terni, mentre le altre componenti meccaniche dell´arma furono messea punto nel bresciano presso le aziende sopracitate. La quantificazione in termini numerici delle unità prodotte di quest´arma non è stata mai definita con precisione, anzi i dati sono molto contrastanti in quanto il numero di pezzi inventariati in modo preciso dai costruttori di Terni e Brescia indicano cifre molto discordanti fra di loro.

Da una prima stima si parlava di circa nr. 60.000 pezzi, ma quelli imbarcati sulle navi e portati a destinazione per dotare l´esercito giapponese potrebbero essere stati addirittura circa 130.000, come emergerebbe dai dati raccolti presso la FNA e la Beretta.
Tutti vennero costruiti nel biennio 1938/1939, anni in cui avvenne anche l´immediata distribuzione presso la fanteria nipponica.

Questi fucili hanno fatto la loro apparizione nella Guerra del Pacifico, ma sicuramente non sono stati molto utilizzati. Furono impiegati per un breve periodo; quelli requisiti ai prigionieri dell´esercito dell´imperatore dagli statunitensi durante le battaglie storiche di Okinawa, Ivo Jma ed altre avevano delle condizioni meccaniche ottimali , forse troppo per essere stati usati molto da truppe di prima linea.

Ciò è testimoniato dal fatto che chi ha avuto anche solo la fortuna di imbracciare e/o vedere questo fucile parla di una meccanica invidiabile ed anche i collezionisti che hanno reperito sul mercato quest´arma, una volta smilitarizzata, l´hanno trovata in ottime condizioni.
Questa è la storia breve e neanche troppo gloriosa dell´Arisaka, ma il fascino che suscita è notevole, non fosse altro che per essere stato impiegato nella “Guerra del Pacifico”.


ARISAKA fucile dell´esercito giapponese




Passando al lato tecnico, diciamo subito che l´arma è ben fatta, dotata di buona balistica e le sconfitte riportate dall´esercito giapponese contro le truppe U.S.A. non sono certo imputabili ad una sua inferiorità rispetto alle armi in dotazione dell´avversario.

Dagli elementi storici in nostro possesso, quest´arma deriva dallo studio progettuale dell´Ing. Carcano che aveva portato , nei primi anni del novecento, alla realizzazione del fucile d´ordinanza dell´esercito italiano modello CARCANO Tipo I denominato ´91.

Vediamo quali sono gli aspetti tecnici che ci ricollegano alla Ns famosa arma:

* l´otturatore è girevole/scorrevole, che ruota a 90°, dotato di due alette per limitarne la corsa;

* la sicura è praticamente quella usata per il ´91 di ultima generazione con il cosidetto “tubetto a nasello”;

* la rigatura e la lunghezza della canna sono molto simili a quelli utilizzati per il ´91;

* le dimensioni degli otturatori dei due fucili sono pressochè identiche;

* il funzionamento del sistema di percussione, di sparo, di distanza utile di tiro e di rinculo, generato dai due fucili, è quasi uguale.

Dal punto di vista della struttura in legno, l´Arisaka presenta invece delle varianti ben visibili rispetto al ´91 che denotano l´impostazione delle armi nipponiche usate per scopi bellici.

Le differenze principali rispetto al´91 sono le seguenti:

* calibro utilizzato mm 6,5 Japansese;

* alimentazione di serbatoio modello Mannlicher ripetto al Mauser, installato nel Carcano, che richiede uno spazio di alloggiamento del serbatoio diverso e più grande, contenente 6 anziché 5 proiettili;

* l´elevatore è strutturato in modo tale che una volta sparata l´ultima cartuccia, un sistema dotato di leva blocchi l´otturatore in posizione di apertura, avvertendo immediatamente il soldato che più velocemente provvede alla ricarica.

* Anche le linguette che bloccano il serbatoio al fucile sono di tipo indipendente, definite a “bilancere”, che permettono, con una semplice piccola pressione sul serbatoio, di rimuoverlo facilmente, velocemente e senza intoppo alcuno;

* dotazione di calciolo in ferro tipico di molti modelli da fanteria utilizzati dall´esercito giapponese, anche in epoche precedenti al secondo conflitto mondiale.

Questo, infatti, era installato già alla fine dell´800 sul primo modello di Arisaka denominato “Tipo 30” che aveva appena sostituito il modello “Murata” con calibro da 8 mm, ormai inadeguato all´epoca perché dotato di tecnologia obsoleta.

Le caratteristiche dell´Arisaka si rifanno molto, in termini tecnici, a quelle del ´91 e cioè:

* lunga gittata e quindi “lunga distanza utile di tiro”;

* estrema precisione che lo rende ottimale come fucile per cecchinaggio;

* meccanica tecnicamente valida che riduce al massimo il rischio di inutilizzo del fucile causa inceppamento; questo elemento nella battaglia corpo a corpo significa la differenza tra la vita e la morte;

* velocità di uscita che oscilla tra i 600 ed i 630 mt/secondo;

* peso dell´arma di circa 3,95 Kg che costituisce un po´ un handicap per arma di uso bellico.

La differenza sostanziale tra i due fucili presi in esame è rappresentata dal congegno di puntamento.
I nipponici, infatti, ne utilizzano un modello di loro tipica progettazione che prevede tacca di mira con impostazione a “V”la qualegarantisce grande precisione per il cecchinaggio, ma non altrettanto invece per il tiro istintivo, immediato ed a distanza ravvicinata.

Le prove di tiro in poligono dicono che anche chi utilizza per la prima volta l´Arisaka riceve favorevoli senzazioni circa la manovrabilità e soprattutto la precisione di quest´arma, ormai “Ex Ordinanza”.
Molti collezionisti di armi sarebbero ben contenti di poterla inserire nella propria armeria, sia per la gradevole estetica sia perchè rappresenta un pezzo di storia, avendo presso parte alla Guerra del Pacifico.

Ciò è ancora una volta un vanto per i Ns progettisti di armi, in particolare per Salvatore Carcano e le aziende che hanno provveduto a realizzarlo in numero cospicuo.
L’eccellenza delle caratteristiche tecnico-balistiche dell´Arisaka dimostra quanto buono fosse il progetto di Carcano nell´ideazione e successivo perfezionamento del fucile che porta il suo nome.


Alessio Ceccarelli

Sito specifico sul fucile 91