PRENDERE LA MIRA: UNA SFIDA NON FACILE…
Come abbiamo visto in precedenza, l´importanza del tiro accademico è prevalentemente quella di conoscere la propria arma fino a raggiungere una buona performance di tiro. Non sempre però una cattiva prestazione dipende unicamente da noi, a volte è possibile che la tacca di mira non sia al posto giusto.
Vediamo come è composta una pistola:

Beh! Semplicemente da due pezzi, mirino e tacca di mira:

Prima di iniziare, colloco il bersaglio ad una decina di metri, con questa distanza sono più sicuro di poter prendere una buona mira.
Quali sono i più frequenti errori di mira?
I più frequenti sono 2, vediamoli:
1. Premere con troppo impeto il grilletto, in questo caso la pistola tende a colpire in basso rispetto a dove stiamo mirando.
2. Non centrare bene il mirino alla tacca di mira, basta poco per far dirigere i proiettili altrove; ma ecco alcuni esempi:




Ma allora qual’è il modo giusto per prendere la mira?

Infatti, la sovrapposizione del mirino sul punto da colpire – ed anche più in alto se vogliamo – è necessaria nel caso il bersaglio si trovi a 20/25 metri, invero, l’effetto della gravità, del tipo di proiettile, della polvere da sparo usata ed il tipo di canna della pistola, tendono a far scendere il proiettile, di quanto può dipendere anche dalla potenza e dal calibro dell´arma usata.





Alcune pistole hanno le tacche di mira regolabili tramite una vite; in questo caso basta un cacciavite, ma alcune, invece, hanno la necessità di essere regolate tramite una percussione sulla tacca. Questa seconda tipologia di arma non permette, solitamente, di spostare la tacca di mira verso l´alto o verso il basso, le dobbiamo quindi considerare già a posto in altezza.
Il mirino è quello che si trova al centro e sulla parte anteriore della pistola, solitamente, ma ci sono delle eccezioni, è completamente fisso, quindi non è regolabile. In realtà la pistola è come una donna, bisogna imparare a conoscerla.
Prezioso Elia e Tani Fabio
































