LA DISPERSIONE DEI PALLINI


A volte mi trovo coinvolto in accanite dispute da bar dove animatamente gli avventori discutono temi di balistica venatoria. Recentemente all’ordine del giorno c’era la rosata ed, in particolare, le motivazioni per le quali si verifica la dispersione dei pallini da caccia. Pareri ed opinioni sentiti mi hanno fatto ritenere che molti di noi, utilizzatori dei fucili a canna liscia, hanno bisogno di un po’di chiarezza. Approfondiamo perciò il tema.
La dispersione dei pallini è un fenomeno che vede l’allontanamento di alcuni di essi dalla traiettoria ideale di sparo. Le motivazioni di tale fenomeno balistico sono molteplici e, a volte, concomitanti e concorrono a provocare il fenomeno della dispersione dal centro dello sciame. Analizziamo perciò alcuni elementi legati al fenomeno, al fine di definirne gli effetti.

borre contenitore di varia foggia e dimensione


Velocità iniziale

Tra gli errati concetti, nelle voci di popolo c’è quella relativa alla velocità iniziale; in particolare, taluni ritengono che alte velocità iniziali possano, in qualche modo, essere un fattore determinante per la dispersione dei pallini. Se lo consideriamo come elemento svincolato da altri, non è corretto affermare che la velocità elevata sia fattore direttamente legato ad elevata dispersione. Se così fosse le moderne cartucce, che hanno velocità iniziale (V0) di 15-18 metri al secondo superiore a quelle di trenta anni fa, dovrebbero essere peggiori: cosa che non mi risulta e comunque è regolarmente smentita dalle prove sperimentali di rosata. I fattori che caratterizzano la dispersione vanno perciò ricercati altrove e non mancano a proposito gli argomenti.

Forma
Noi tutti siamo portati a considerare i pallini come perfettamente sferici, constatazione il più delle volte errata. I pallini vengono prodotti con un procedimento industriale detto “a cascata”, nel quale il piombo fuso passa attraverso vagli della numerazione voluta. Di seguito i pallini sono trattati per perfezionarne la sfericità. Ma non tutti,con questi procedimenti meccanici, raggiungono livelli di sfericità eccellenti. Nella massa dei pallini sparati con il fucile, quelli che non risultano sferici presentano, durante il loro moto, una resistenza all’aria superiore. Inoltre il piombo è metallo dolce ed a volte i pallini vengono ottenuti da piombo riciclato. Entrambi i fattori sono determinanti in quella fase di “smerigliamento” che si verifica quando i pallini percorrono la canna contro le sue pareti. In particolare, i pallini posizionati all’esterno sono soggetti a smerigliatura e schiacciamento: fattori che li rendono deformati all’uscita dalla canna
Tuttavia non tutti i pallini da caccia subiscono in egual misura tali fattori. I migliori, ottenuti da piombo affinato in pani induriti con una percentuale del 2,5-5% di antimonio e temprati durante il procedimento industriale, risultano più duri e più resistenti allo smerigliamento.

Camiciature
La camiciatura è un procedimento industriale che consiste nel ricoprire i metalli con spessori di altri metalli. Nel caso dei pallini da caccia, vengono effettuate ricoperture con nichel o rame (pallini nichelati o ramati) al fine di renderli più duri e resistenti alla deformazione. Dati sperimentali suggeriscono che, nel caso di pallini grandi (numerazione dal 6 al 2), il trattamento con nichel contribuisce ad aumentare la densità delle rosate del 4-8%, contribuendo di fatto a ridurre la dispersione.

piombo nichelato e ramato

Anche in questi casi,però, là dove la dimensione dei pallini non sia eguale (disomogeneità metrica) il fenomeno della dispersione si verifica. I pallini più piccoli subiscono maggiore resistenza dall’aria e tendono a essere più frenati o deviati. La loro ritardazione relativa innesca, inoltre, urti tra i pallini dello sciame, contribuendo ad aumentare la dispersione. Non è detto che tale fenomeno sia da considerarsi sempre negativo. Per alcuni tipi di caccia, alla beccaccia o al fagiano nel bosco, queste tipologie di cartucce contenente piombo con due numerazioni sono volutamente utilizzate.

Pressioni
La pressione, se mal gestita, in cartucce di mediocre fattura, può essere fattore che va ad incidere sulla dispersione dei pallini. In particolare, nel caso in cui i gas spinti ad elevata pressione superino la barriera frapposta dal borraggio questi, essendo ad elevate temperature, possono rendere il piombo più malleabile o, addirittura, giungere a parziali fusioni che aumentano l’effetto di smerigliamento.
Pressioni elevate in prossimità della bocca della canna possono inoltre scompigliare lo sciame dei pallini in uscita, applicando forze che li fanno parzialmente divergere dalla linea di fuoco.

Tempo di canna
Il tempo di canna, ossia il tempo che il piombo a seguito dello sparo impiega per fuoriuscire dalla canna, è un altro fattore che va ad incidere sulla dispersione. Questo varia in funzione della polvere da sparo ed in specifica relazione con la sua vivacità. Più la polvere è vivace, più breve è il tempo di canna e, di conseguenza, è maggiore il “calcio di mulo” che lo sciame dei pallini subisce, in particolare, nella sua parte basale; questo impatto comporta la tendenza allo schiacciamento dei pallini con conseguente perdita della sfericità. Con polveri meno vivaci e più progressive il tempo di canna aumenta e la spallata che la carica dei pallini subisce risulta di minore entità.

Un tempo ed oggi

Un tempo le cartucce erano caricate con polveri meno vivaci e le stesse borre di feltro avevvano una tenuta ai gas inferiori ad anloghi prodotti in materiale plastico.
Le cartucce moderne, pur più veloci, hanno sicuramente prestazioni migliori ed, in particolare, l’utilizzo della borra contenitore è risultato essere un passo in avanti, riducendo di fatto la dispersione dei pallini. Questo accade almeno per tre motivi. Il primo è che la coppetta otturatrice della borra contenitore, sotto la spinta dei gas di sparo, va ad aderire alla parete della canna, limitando al minino le fughe di gas verso i pallini. Il secondo fattore è relativo al fatto che la borra contiene al suo interno i pallini che, durante l’avanzamento nella canna, non si sfregano alle pareti della canna poiché sono separati dalla struttura del contenitore. Il terzo ed ultimo elemento è relativo alla bocca della canna; i pallini vi arrivano all’interno della borra contenitore e subiscono in maniera molto minore lo scompigliamento operato dai gas, continuando la loro corsa più uniti e riducendo di fatto la dispersione.

Abbiamo perciò visto come sia una pluralità di fattori ad influenzare la dispersione dei pallini, ma nella moderna produzione industriale di cartucce da caccia tale effetto negativo è contrastato con efficacia, grazie all’utilizzo di soluzioni che hanno superato il classico borraggio.

Alessio Ceccarelli