CACCIA ALLA ELAND di Richard Kostkas & Claudio Leonetti

Il fantasma

di Richard Kostkas & Claudio Leonetti


L´angolo acuto del sole invernale non richiedeva il controllo del mio orologio.
Purtroppo, il tempo che rimaneva per cacciare era quasi alla fine.
Quel giorno era stato l´ultimo dei nostri sedici giorni di safari. Ancora una volta non eravamo riusciti a chiudere l’azione di caccia e così avevamo cercato di tener duro negli ultimi giorni.
Era l’inafferrabile maestro del nascondino, più alto di un cavallo, e pesante fino a quasi mille kg
….

Nel frattempo, voi che siete malati d’Africa come me, avete capito di chi sto parlando, della magnifica eland.

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Il PH Graham Hingeston e Richard Kostkas con una Eland del Capo

Ci sono tra noi cacciatori quelli che hanno come priorità assoluta la caccia, considerando come secondario l’ottenimento dei risultati.
Quelli di voi che sono spinti dalla prima motivazione, e non mi rivolgo agli altri, li esorto a provare la caccia alla eland. Potrebbero essere esasperati, ma non delusi per quanto riguarda la sua qualità.

Io suggerisco di cacciarla come obiettivo primario poiché questo animale, descritto come una delle più grandi sfide venatorie ad animali con corna a spirale, realmente lo merita.
Da discussioni con altri cacciatori di successo, invece, si evince che spesso le eland sono cacciate come preda accessoria rispetto ad altre specie.

La eland che stavamo cacciando era la varietà “Livingstone” , chiamata così dal nome del famoso esploratore della fauna Rhodesiana.
Vi è la versione più grande, la cosiddetta “Lord Derby” eland, la più grande antilope dell’Africa Centrale, nei territori del Bongo, più grande del Buffalo Nano.
In Zambia, Zimbabwe, Tanzania e Kenya, c’è l’eland “orientale“.

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Eland Orientale

In Sud Africa, dal corpo più piccolo, esiste, l’” Eland del Capo“.
Anche se questo fenomeno può cambiare, come tutte le cose in Africa in questi tempi, capita che alcune eland dal Sud Africa si spostino in Kenya ed in Sudan meridionale attraverso il Mozambico, e poi a ovest, nel Ciad e nel Senegal.

Nei mesi da luglio a novembre partoriscono un vitello, dopo un periodo di gestazione di circa otto mesi e mezzo.
La eland è una eland quando è selvaggia, con la capacità di individuare l´odore dell’uomo che la spinge al galoppo per molte miglia, in pochi minuti.
Se rallenta e siete ancora nei paraggi, è meglio considerare l´ora del giorno prima di continuare l’inseguimento, dato che i vostri maggiori sforzi possono nuovamente essere ostacolati dal vento incostante.
La eland ha, infatti, olfatto e udito acutissimi, tanto da renderla leggendaria.

Per quanto controlliate i vostri passi, potrà così capitarvi di rompere un ramo secco e questo rumore basterà a mettere in allarme il branco; così, con la vostra migliore espressione di scuse per quanto provocato, farete saltare i nervi al PH ed al tracker.

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Caccia alla traccia


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Palla Barnes TSX recuperata da una Eland di Derby

E´ semplicemente una caccia difficile che richiede concentrazione totale e scaltrezza mentale per approfittare di una situazione che può essere occasionale e fugace nel bush africano.
Ho sentito dire che questo animale non è difficile da uccidere, e sarà così vista la grandezza del bersaglio, se viene utilizzato un calibro adeguato.
Ma ho sentito anche dire, ed ho letto in diversi racconti di caccia, che ci sono state delle eland che avevano preso più colpi di grosso calibro prima di cedere.

Il controllo delle tracce era andato bene, sul terreno c’eranono molte impronte di zoccoli di eland.
Avevamo ora due ore a disposizione, le eland erano in continuo movimento, anche se a un ritmo lento poiché mangiavano qualche foglia ogni tanto. I rami spezzati dalla loro corna erano numerosi lungo la pista che avevano percorso dagli inizi della mattina…


Un animale così importante merita particolare attenzione, anche in relazione al calibro utilizzato; suggerisco poi di utilizzare una palla “premium” (e ce ne sono molte), con sufficiente massa, al fine di assicurare la penetrazione di queste spalle massicce o, su un tiro di tre quarti, la palla deve essere in grado di arrivare al cuore o ai polmoni dopo avere attraversato gran parte del corpo.

Come esempio, il mio eland, un maschio maturo da medaglia d´argento di qualità (SCI), cadde a venti metri, tirato da una buona posizione, con un calibro 416 e palla da 350 grani Swift caricata da me.
Come dicono in molti, me compreso, “questo è un buon calibro ed un’ottima palla“, ed il potere d’arresto è molto enfatizzato anche dai promotori dei nuovi calibri e delle rispettive armi. Tuttavia, si rende interessante, e confesso di cedervi volentieri, prendere visione di nuove inutili armi e, molte volte ancora, come un inveterato appassionato continuerò a farlo.

Nello scenario di apertura di questo racconto la nostra lunga giornata era cominciata all´alba quando avevamo trovato tracce fresche di un maschio di eland, ed era terminata (per l´eland) alle 15:30, con una stima di circa trentacinque kilometri coperti a piedi, attraverso il bush, la savane erbosa e quella boschiva.

Il toast e caffè mandati giù prima della fredda alba entro la metà del giorno avevano da tempo bruciato ogni apporto calorico e già sentivo il brontolio del mio stomaco. Una volta sulla traccia non c’eravamo più fermati nel tentativo di colmare il divario con la eland, tentativo non riuscito negli ultimi cinque giorni.

Non me la cavavo male, avevo esperienza di avvicinamenti ai cervi, ma nel safari era diverso.
Avevoun .375 H & H preso apposta per le eland ed aveva ancora intatta la sua verginità. I due precedenti Safari non avevano, infatti, prodotto alcun risultato
.

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375 H&H

Tuttavia devo riconoscere che non ci eravamo dedicati esclusivamente alle eland e, per aumentare le probabilità di successo si deve, in effetti, fare questo.

Nel Settembre del 2003 ero così ancora una volta in Zimbabwe, in primo luogo per cacciare il leone ma, inconsciamente, anche per l’eland. Purtroppo, non eravamo andati in una zona di eland.
La caccia al leone, come spesso accade, non era andata bene. Mentre parte dell’equipaggio proseguì il monitoraggio continuo delle nostre esche in nostra assenza, noi ci preparammo ad andare a sud per un paio di giorni a caccia di eland. Con la radio verificammo lo stato delle nostre esche disseminate in un raggio di venticinque miglia. Quindi, abbandonata la monotonia della caccia al leone, il mio
pensiero si rovolse ancora una volta a “Taurotragus Oryx”, il nome scientifico della eland, noto in Shona come “Mhofu” e in Ndebele come “Impofu”…

Il maschio porta una evidente giogaia sulla gola, una distinta gobba sulla spalla, e anche una “spazzola” di peli neri sopra la fronte. Le corna sono a spirale ed il trofeo di un eland di Livingstone di oltre trenta centimetri di lunghezza è considerato molto buono, per ogni centimetro in più diventa eccellente.
Il suo elegante cappotto marrone è impreziosito da strisce verticali bianco pallido e tutti, sia maschi che femmine, sono animali bellissimi. Essi sono stati persino allevati per la loro carne che è ineguagliabile per consistenza e gusto.

Sono di carattere docile, tanto che non è rara la co-esistenza con altri animali; si possono vedere altri erbivori come il wildebeest al pascolo e sdraiati assieme a piccoli gruppi di eland.

Questi animali si trovavano in branchi di fino centocinquanta esemplari ai tempi del famoso cacciatore, Selous, come rilevato nei suoi diari.
Purtroppo, la eland è assente oggi in molte parti dello Zimbabwe e dell´Africa.
Suppongo che siano state cacciate per la loro carne, come sostentamento dei primi coloni (Boers), e la richiesta di terreni agricoli ha avuto un grave prezzo sull’habitat: questo è certo il male di tutti gli animali selvatici che vorrebbero vivere indisturbati in terreni naturali e Bush.
La buona notizia è che l’eland può sopravvivere dove il bestiame domestico non riesce, nel senso che esse possono nutrirsi di una grande varietà di vegetali.

La loro presenza può essere facilmente determinata dalle tracce caratteristiche e gli escrementi che lasciano, oltre all´abitudine di rompere con le corna i rami e renderli accessibili per mangiarne le foglie.

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Segnali del passaggio delle Eland

Esaminando le tracce o un arbusto rotto, un buon tracker può facilmente determinare da quanto tempo gli animali hanno attraversato la zona. Naturalmente l´umidità dei loro escrementi facilita molto tale valutazione.
Quando sei a caccia, diventi un tutt’uno con il tracker, segui i suoi passi lungo la direzione che ha preso la preda, e spesso è necessario tornare indietro e tentare nuove direzioni, specialmente quando si è in prevalenza di clima arido e senza polvere.

Quando si avvista il branco il flusso di adrenalina aumenta, il tracker è visibilmente eccitato, i movimenti sono lenti, i piedi toccano il suolo dolcemente, al rallentatore ed il cacciatore si prepara all’imminente avvistamento.

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Corna a Spirale

Poiché si tratta di più di un animale, l’avvicinamento è ancora più problematico: ci sono sempre almeno due occhi che guardano nella vostra direzione.
Come scegliere il miglior maschio, forse in un secondo, quando gli animali si muovono e si confondono nel gruppo? Se solo il vento mantenesse la direzione, questa che ora accarezza i nostri volti…

Voi siete incaricato di piazzare una palla nella spalla dell’ eland e verificate per la ventesima volta l’ottica.
In ginocchio, ora, sei solo con il pH, il tracker è rimasto indietro per non ostacolare l’azione. Forse è questo il momento al quale hai pensato in questi ultimi quattro safari? Di nuovo il tracker controlla il vento con la cenere nella bottiglietta. Tutto sembra perfetto. Ma aspetta …

vi è un rumore di zoccoli, e ancora una volta un refolo di vento ci ha tradito. Nel calore del pomeriggio il cambiamento di vento è più problematico e si accentua, più che d’inverno, con l’aumentare delle temperature, ogni giorno di più.

Questa è la caccia, nella sua forma più pura. Non è un agguato da un albero a terra o nel blind, né esche, né fortuna come quando si attraversano sentieri e si incrocia un eland. Si potrebbe provare l’aspetto alle pozze d’acqua durante la stagione secca, ma non c’è la sfida della caccia alla traccia di un animale libero nel proprio territorio.
 
Eravamo arrivati tardi, dopo più di dieci ore d’auto da Tsholotsho, vicino alla frontiera sud-occidentale del Parco Hwange situato nel nord-ovest dello Zimbabwe, al nostro territorio di caccia denominato Naunetsi Ranch.
Si trattava di una grande riserva privata, e si cacciava in una zona di circa centomila ettari che era stata, prima dell´indipendenza, una zona di pascolo per bovini.

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Savana arbustiva

L´habitat in questa regione era perfetto per gli erbivori, e la eland erano abbondanti, alcune con ottimi trofei.
Era proprio all’alba; mentre l’anello di fuoco ci dava il calore del benvenuto sorseggiai una bevanda calda.
Mandai giù diversi pezzi di pane tostato con marmellata, dato che il mio stomaco non aveva dimenticato l´ultimo episodio sulle tracce della eland, quasi dieci
ore di marcia forzata, solo con un po’ d’acqua.

Con il nostro capo tracker seduto sul cofano della Toyota, considerato il posto migliore per scorgere le tracce fresche della mattina, iniziammo a percorrere le piste che attraversavano le zone in ogni sezione del ranch.
Una efficace tecnica molto utilizzata dato che le strade circondavano il perimetro delle aree boschive; era il sistema per individuare le tracce, e poi proseguire fino alla parte opposta dell’area per vedere se gli animali erano ancora all´interno del settore specifico
e avevano attraversato la pista.
Il tracking era andato molto bene, in questa zona si vedevano nette le impronte degli zoccoli di eland.

Avevano circa due ore di vantaggio ed erano in continuo movimento, anche se a un ritmo blando e curvilineo mentre mangiavano. I rami spezzati dalla loro corna erano numerosi lungo la direzione presa.

Individuammo le tracce di cinque maschi che avevano attraversato la pista ed erano entrati nella zona adiacente. Graham e il suo tracker discussero un po’ sulla situazione e poi decisero di tornare indietro a recuperare il veicolo per fare tutto il giro dall´altro lato e vedere se le eland erano ancora dentro.

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Eland nella vegetazione

Dopo un’ora avevamo fatto tutto il giro senza scorgere le tracce delle eland. I maschi erano ancora nella zona.
A questo punto, Graham decise di tornare al campo per il pranzo, per poi ritornare al punto di ingresso iniziale dei maschi in questa zona e riprendere da dove avevamo interrotto. Ritardando l’inseguimento si sperava che gli animali si sdraiassero all’ombra e si potessero quindi avvicinare da sottovento, indisturbati.

Ritornammo quindi alle 3 e la strategia scelta ebbe successo; alle 5, dopo due ore di cammino sulle tracce, trovammo le eland che riposavano, come in un quadro, tra le acacie, a circa un centinaio di metri direttamente davanti a noi. Graham preparò lo stick per il tiro; normalmente io declino, ma in quel caso mi faceva piacere adoperarlo. Non riuscivo a vedere gli animali, nonostante stavo guardando attraverso uno Zeiss molto luminoso. Majohra, il tracker, era ovviamente molto felice e soddisfatto della situazione.

“Graham, io ancora non riesco a vedere”, ero quasi nel panico. Mi orientarono girandomi dolcemente e con grande sollievo finalmente vidi una coda in movimento. Era semplicemente incredibile come si fondessero così bene
con il paesaggio, in particolare ad un occhio non addestrato.

Per lungi trenta minuti, con le mie braccia che sentivo a fatica, mantenni una posizione di tiro. La mia più grande preoccupazione era di identificare e sparare al maschio giusto.

Senza preavviso, cominciarono a muoversi. Un grande maschio era all´estrema sinistra. Senza guardare cosa c’era al di là di lui, l’ho centrai nel mirino, appena dietro la spalla sinistra, ed feci fuoco. Al netto crack del .416 Remington, gli animali partirono in tutte le direzioni e, per l´effetto del rinculo, persi di vista il mio eland. Tuttavia, Graham e gli altri indicarono un punto e dissero: “è giù … poco più in là … a destra del grande albero”. In un momento, coprii la distanza e lo vidi … con tutta la sua massa corporea.

Che vista! Ero totalmente entusiasta!

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Eland di Derby o Giant Eland

Mi avvicinai con cautela al maschio abbattuto, era evidente che aveva ceduto rapidamente, il che mi lascia sempre una buona sensazione. Accarezzai il bel mantello, meravigliato da questo animale di eccezionale bellezza.
Era un magnifico esemplare, con le corna perfettamente a spirale che, dopo il trattamento, sarebbero risultate lunghe solo due modesti trentasei pollici.

Il tracker e Graham tornarono a recuperare il veicolo e anche a chiedere aiuto supplementare al campo per contribuire a caricare la spoglia, che probabilmente superava i settecentocinquanta chili.
Si era fatto buio quando vedemmo le luci lontane della Toyota, e gridando avanti e indietro, ci trovarono. Iniziavo a sentire l´aria fredda della notte dopo la fatica della giornata e l´eccitazione della cattura, ero pronto a bere qualsiasi cosa, a parte l’acqua.

Durante il ritorno al campo tutti erano in festa.
La mia ricerca della eland era quindi finita, ma senza dubbio … quando fossi tornato in Africa avrei voluto farlo di nuovo.
La mattina dopo eravamo ancora a nord-ovest per terminare la caccia al leone, con le carni fresche della eland da sostituire alle nostre vecchie esche.
Sentivo che questa caccia avrebbe avuto successo, nonostante la battuta a questo felino fosse difficile e davvero pericolosa, pur essendo un’esperienza veramente suggestiva
. Ma questa era un´altra storia…

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Eland di Derby del Cameroun

L’Africa offre sempre possibilità di avventura e divertimento. Non mi ha mai deluso.
Ciascuna delle principali specie di animali, quando prese su base individuale, è speciale e, se considerate nella maniera dovuta, vale a dire come Plains Game, allora si comincerà veramente ad apprezzare la loro unicità.
E l´eland soddisfa in tanti modi.
Questa antilope è grande, astuta, trofeo bellissimo e stimolante per la caccia.
Sono veramente animali superbi!
Sono certamente un valido motivo per venire a caccia in Africa, anche con l´esclusione di qualsiasi altra cosa. Ora … per quelli di voi che sono ormai convertiti …. “In Bocca al Lupo!”

Richard Kostkas
&
Claudio Leonetti
  –   Titolare Agenzia Viaggi Venatori
                                 “A Caccia per il Mondo”

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Web Site: www.cacciainmontenegro.com