ANAGRAFE CANINA, IL MINISTERO PROROGA L´ORDINANZA

Tratto da www.sivempveneto.it

In attesa della completa attuazione sul territorio nazionale delle misure di cui all’Accordo in materia di identificazione e registrazione della popolazione canina del 24 gennaio 2013 tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, il ministero della Salute, con l’ordinanza 14 febbraio 2013 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 1 marzo, ha ulteriormente prorogato l’efficacia delle disposizioni di cui all’ordinanza del 19 luglio 2012, sino all’adozione da parte delle Regioni e delle Province autonome delle disposizioni specifiche in materia di responsabilità e doveri dei proprietari e dei detentori di animali di affezione, comunque non oltre il termine di dodici mesi.

L’ordinanza è entrata in vigore il 2 marzo. Il Ministero ravvisa infatti la necessità e l’urgenza «di dover garantire, senza soluzione di continuità, misure di contrasto del fenomeno del randagismo, attesi i rischi per la salute e per l’incolumità pubblica derivanti, in particolare, dal pericolo connesso alla diffusione di malattie infettive, dall’incremento degli incidenti stradali, nonché dalle aggressioni da parte di cani inselvatichiti».

Quindi fino al recepimento dell’Accordo (che le Regioni si sono impegnate ad adottare entro un anno) il Ministero della Salute mantiene vigenti su tutto il territorio nazionale le proprie disposizioni per l’identificazione della popolazione canina. Diversamente rimarrebbe, argomenta il Minsalute, «l’incompleta applicazione dell’obbligo di identificazione e d’iscrizione dei cani nell’anagrafe regionale, nonchè rilevanti difformità tra le disposizioni normative regionali concernenti la gestione dell’anagrafe degli animali d’affezione, con conseguenti rischi per la salute e per l’incolumità pubblica»

L’ordinanza sottolinea i risultati ottenuti con l’adozione «delle menzionate ordinanze contingibili ed urgenti». «Si è registrato un sensibile e costante incremento del numero di cani di proprietà iscritti all’anagrafe nazionale degli animali d’affezione, dovuto alla previsione di strumenti e modalità uniformi che hanno consentito l’identificazione e la contestuale registrazione nelle anagrafi regionali della popolazione canina allo scopo di ottenerne un controllo adeguato e una più efficace gestione del fenomeno del randagismo, tutt’ora presente sul territorio nazionale».