GARE COL CANE DA FERMA E SPANIELS: “IL TURNO E IL CONCORRENTE” (1°Parte) di Angelo Di Maggio

Questo articolo è estrapolato da “Gare col Cane da ferma e Spaniels”, testo prodotto e gentilmente messoci a disposizione dal Sig Di Maggio Angelo, Giudice Cinofilo e grande appassionato di caccia; egli, grazie all’esperienza acquista sul campo quale giudice della Libera Caccia, ha giudicato e giudica in gare organizzate da qualsiasi “associazione venatoria” che da questa sia chiamato a farlo.

Tutto il materiale concessoci, evidente frutto di cultura del settore ed esperienza sul campo, è della lunghezza complessiva di circa settanta pagine; pertanto, per motivi legati ai limiti che inevitabilmente la lettura in video ci pone, abbiamo deciso di proporlo suddiviso per argomenti, cercando di mantenere continuità di contenuti, per renderlo più usufruibile da parte di tutti gli operatori del settore, aspiranti giudici, delegati cinofili o semplicemente appassionati del magnifico mondo delle gare cinofile.

Al termine delle pubblicazioni, che si susseguiranno settimanalmente, provvederemo ad unire tutti i singoli articoli pubblicati, in un unico testo, scaricabile in pdf dalla sezione “Cinofilia”, che ciascuno potrà stampare e tenere come manuale completo ed esaustivo, da consultare in qualsivoglia occasione.



IL TURNO

Dura 10 minuti (solo nelle gare non ufficiali) senza alcun recupero. L´organizzatore, di concerto col giudice e prima che inizi la gara, può aumentarne la durata a condizione che tutti i concorrenti abbiano lo stesso tempo.
Nelle gare ufficiali che portano al Campionato Italiano, cioè le eliminatorie provinciali, interprovinciali e semifinali regionali, esso dura 15 minuti.
Solo nei Campionati Italiani ogni turno dura 20 minuti.
Il Campionato Internazionale Sant´Uberto (F.I.D.A.S.C.) è invece programmato su due giornate di gara ed il concorrente deve partecipare in entrambe le giornate con un turno di 20 minuti in ciascuna giornata.

In funzione del “giudizio”, il turno ha tale importanza che ne parlerò più specificamente in apposito paragrafo.


IL CONCORRENTE (1° Parte)

Cosa deve fare…

Due sono gli argomenti sui quali corre l´obbligo dilungarmi: uno è questo, l´altro sarà il cane. Inizio coi miei errori da neofita delle gare, che ho potuto evitare solo grazie a quanto letto nelle varie “relazioni” dei giudici (e guardando i turni degli altri):
esplora solo in parte il terreno di gara;
– carica l´arma in movimento;
– termina il turno con l´arma già scarica;
– supera un fossato senza aprire l´arma;
– si avvicina al cane durante il riporto;
– non si presenta alla giuria;
– effettua un turno con troppo rumore
(es. continui richiami al cane, a voce o col fischio);

Altri non ne ricordo. Il guaio era che questi errori non li scrivevano tutti insieme, ma uno o al massimo due per volta; così che, ne correggevo uno e alla prossima ne combinavo un altro, per me nuovo. I giudizi sul cane erano discreti. Almeno lui si salvava! E allora, chi era da “correggere”, il cane o il concorrente? Con queste enormi lacune, potevo mai aspirare ad un posto in classifica?


Gare Caccia


Il noviziato si paga! Ma la domenica delle Palme di un po’ di anni fa, i primi cinque premi in palio in una gara erano costituiti da cinque agnelli; il quinto fu il mio! Chi e quanti erano i concorrenti? Quelli di tutte le altre volte, una settantina. Il cane era sempre quello, “non corretto”, ma forse prima di me aveva capito che anche lui, in gara, non si doveva comportare come a caccia e fece davvero un buon turno.

Per le ragioni di cui ho fatto cenno in premessa, chiarisco che quanto dirò più avanti sarà il comportamento che si richiede in gare giudicate da giudici F.I.D.C., ma non nascondo che, per le stesse motivazioni, anch´io ho giudicato in tal senso e tali norme non sono certamente in contrasto col nostro Regolamento.

Il significato dei miei errori innanzi riportati è abbastanza intuibile; perciò dico come un concorrente modello svolge il suo turno, tenendo in considerazione che l’abbigliamento deve essere quello che comunemente si usa a caccia, con scarpe munite di suole a “carrarmato”, o stivali.


Gare Caccia


– innanzitutto controlla la direzione del vento, in modo da poter poi sciogliere il cane “a buon vento”;

– se ancora i “quagliari” stanno depositando la selvaggina sul terreno, egli dà le spalle per non vedere i posti ove essa viene depositata (non previsto specificamente dal regolamento, é inquadrabile nel 1° punto delle norme di comportamento relative alla voce “sportività” nei confronti degli altri concorrenti);

– alla chiamata del giudice, si presenta a questi col cane a guinzaglio, fucile aperto in spalla, riferendo il proprio cognome e nome, razza e nome del cane, calibro del fucile e strozzatura delle canne, numero del piombo delle cartucce da usare (in semifinali regionali o Campionato Italiano si deve dire anche la Provincia o Regione per la quale si concorre);

– al dire del giudice di prendere posizione, va a scegliere quella più idonea per sfruttare il vento;

– fa cenno al giudice di essere pronto; al consenso di questi, scioglie il cane che “dovrebbe” restare fermo al piede;

– rimanendo sempre sul posto, si toglie l´arma dalla spalla, ne controlla le canne, la carica e, dopo averla chiusa, dà il via al cane;

– tiene il “collegamento” col cane indirizzandolo col braccio nel “percorso”. Alla bisogna, usa il fischietto, ma con parsimonia;

– cerca di esplorare (battere) e far esplorare al cane quanto più possibile terreno;

– alla ferma del cane, chiama il punto al giudice, va a servire l´ausiliare curando di porsi in posizione buona per sparare nella direzione più o meno opposta a pubblico eo giuria o lateralmente a questi.

se il selvatico parte o si dirige in direzione del pubblico o giuria, non spara nè tantomeno rivolge l´arma nella loro direzione;

– se abbatte il selvatico, rimane fermo sul posto e quivi attende il riporto dal cane, raccogliendo il bossolo (se arma semi-automatica) che conserva;

– quando il cane sta per raggiungerlo apre l´arma, la scarica e custodisce il bossolo, prende il selvatico riportato e, dopo averlo aggiustato (se fagiano), l’incarniera.

– se il selvatico non è ancora morto (non può essere incarnierato ferito), lo fa morire senza danneggiarlo, poi l’incarniera;

– sempre fermo sullo stesso posto riprende l´arma, ne ricontrolla le canne, la ricarica, la richiude e ridà il via al cane, riprendendo il turno;

– ripete le stesse operazioni in occasione di altri incontri che dovesse risolvere;

se ha già abbattuto i capi consentiti ed il cane va nuovamente in ferma, lo serve fino alla partenza del selvatico ma non spara più;

se il cane “abbocca” un selvatico menomato, o che si rifiuta di partire, o ferito/abbattuto in precedenza da altro concorrente e non recuperato, lo mostra al giudice che disporrà in merito;

al suono della tromba del giudice si ferma, scarica l´arma, richiama il cane, gli rimette il guinzaglio e, andandosene, fa cenno di saluto al giudice.


Gare Caccia


E´ da chiarire, che il turno termina quando è stato messo il guinzaglio al cane; perciò, se un cane non ubbidisce ai prolungati richiami del conduttore, viene considerato “fuori mano” e, pertanto, anche un ipotetico buon turno penalizza gravemente quel cane. Tenuto altresì conto che varie eliminatorie ed i Campionati vengono svolti in periodi di caccia aperta, é d´obbligo per il concorrente segnare sul tesserino regionale gli eventuali capi abbattuti. Come si può intuire, non c´é differenza di comportamento del concorrente, sia che si tratti di “garette” o gare ufficiali.

Difficile? Non credo; specialmente quando queste cose si sanno. Eppure tutti, anche i più esperti, possono sbagliareometteredimenticare qualcosa o non eseguire i vari movimenti nella giusta sequenza. La causa può essere soprattutto “la tensione della competizione”. Spesso non si colpisce il selvatico; la causa può essere la stessa. Gli increduli: “Come! ….Si può sbagliare un fagiano sotto la ferma del cane?”; provare per credere!

Giudice di Gara Angelo Di Maggio

La prossima settimana seguirà: “Gare col Cane da ferma e Spaniels: il concorrente” (2°Parte)