IL CANE DA CACCIA I° parte a cura di Elvio Dal Pan


La pubblicazione di questo articolo, tratto da Caccia 2000 Aprile 2011, Organo d´Informazione dell´Associazione Cacciatori Bellunesi, ci è stata gentilmente concessa dal Sig Sandro Pelli, Presidente di ACB, che cordialmente ringraziamo

Inizia, con questo numero, una nuova rubrica dedicata al cane da caccia. Amico e compagno inseparabile di molti cacciatori che uniscono alla passione venatoria anche quella, non meno nobile, della cinofilia. Inizieremo con le origini del nostro amico quadrupede e con una veloce carrellata sulle principali razze di cani da caccia. Nei prossimi numeri andremo poi a conoscerle, in maniera più approfondita, una ad una.

LE ORIGINI DEL CANE DA CACCIA
Un’antica leggenda afferma che quando, tra l’uomo e gli animali si aprì un baratro, il cane fu l’unico a rimanere a fianco dell’uomo. è probabile che siano stati i cacciatori dell’era glaciale a stabilire i primi contatti amichevoli allevando cuccioli di lupo. Da allora sono passati 20.000 anni ed il cane ha seguito l’uomo nella sua evoluzione rimanendogli vicino nella buona e nella cattiva sorte fino a riceverne il meritato appellativo di suo “migliore amico”.
 
Le prime tracce di collaborazione certa, tra cacciatore e cane, le troviamo però nel mesolitico (8000-5500 a.C.). Il “Canis familiaris palustris”, più comunemente chiamato cane delle torbiere, venne trovato, con relativa facilità, negli scavi archeologici; era insieme cane da caccia e da guardia e si presume che, in tempi di carestia, servisse anche come cane da macello.

Una prima “scrematura” delle razze, ancora oggi esistenti, possiamo datarle tra il neolitico (4000-2200 a.C.) e l’età del bronzo (2200-750 a.C.). Più che di razze dovremmo parlare in generale di quattro singoli gruppi. Al secondo gruppo appartengono i cani da pastore, da montagna e da caccia: è proprio a quest’ultimi che rivolgeremo la nostra attenzione.

cane da caccia

Nel Medioevo si cercò di riprodurre separatamente i bracchi per cercare le tracce e i molossi, o cani da seguito, per inseguire e attaccare la selvaggina accoppiando, in modo mirato, i portatori di queste caratteristiche. Da questi primi sommari incroci nacquero il veltro, veloce cane da seguita ed il nibbio, usato soprattutto per la caccia con il falcone. In Francia e nel Regno Unito erano molto praticate le cacce alla corsa ed in battuta.

Per questo motivo, quindi, ci si occupò prevalentemente dell’allevamento e relativo addestramento del cane veltro accrescendone costantemente l’inclinazione per le cacce ad inseguire. Dal cane nibbio, invece, ci si aspettava una maggiore intesa con il falconiere.

Suo era il compito di scovare la selvaggina, prevalente mente da penna, per metterla in condizione di essere cacciata dal falcone. In quest’epoca nacque anche una nuova forma di segugio che però era condotto al guinzaglio con lo scopo di cercare le orme o comunque la presenza della grossa selvaggina: il primo cane da traccia.

cane da caccia

A metà del XIX secolo i metodi di caccia cambiarono e, di conseguenza, cambiò anche l’addestramento dei cani. Alle spettacolari battute, con grandi mute di cani, è privilegiata la caccia individuale con il cane nibbio e successivamente con un suo derivato, il cane da ferma. Quest’ultimo viene addestrato a restare fermo, in piedi o seduto, davanti alla selvaggina che ha individuato tramite l’olfatto, finchè i battitori non abbiano teso una rete intorno ad essa o che il falconiere si sia sistemato con il suo ausiliario in una posizione favorevole.

Con l’invenzione e la diffusione delle armi da fuoco, per migliorare ulteriormente le qualità dei cani da ferma, si continuò a ricorrere a ripetuti incroci tra veltri, anche se l’addestramento in tutta Europa differiva da regione a regione.

Iniziarono così a delinearsi le prime diverse razze sia inglesi che continentali che possiamo riassumere brevemente in questi gruppi:

BRACCHI
Tutte le varietà dei bracchi discendono dal veltro, lunghe orecchie pendenti e corpo snello. I primi esemplari di grandi dimensioni furono a poco a poco sostituiti da varietà più piccole e più lente per adattarsi alle diverse attività venatorie e alla riduzione dei territori di caccia.

CANI DA MUTA
Parallelamente alla creazione di razze derivate dal veltro, soprattutto in Inghilterra, ci si dedicò all’allevamento di cani da muta e fu proprio nel Regno Unito che questo tipo di cane raggiunse uno standard che ancora oggi non ha confronti in nessun altro paese.

SEGUGI
L’antichissimo erede del cane da traccia sopravvive nel segugio di Hannover. Come diretto discendente dei bracchi questo segugio, assieme al suo fratello delle montagne bavaresi, viene condotto prevalentemente sulle tracce della selvaggina ferita.

cane da caccia

CANI DA LEVA E DA SEGUITO
Questi cani hanno il compito di rintracciare la selvaggina da pelo seguendone le tracce fino al covo, segnalandone la presenza con l’abbaio, dopo averla scovata la insegue sino a portarla a tiro del cacciatore.

CANI DA FERMA
Questi cani prendono il nome dal tipico atteggiamento che assumono quando percepiscono l’odore della selvaggina, in quanto, si fermano e attendono immobili l’arrivo del cacciatore.

CANI DA CACCIA IN TANA
Questi cani di piccola taglia, in genere bassotti e terrier, sono specialisti nell’infilarsi nelle tane degli animali, prevalentemente volpi e tassi e incalzarli sino a costringerli alla fuga e ad uscire dalla tana dove li attendono i cacciatori.

CANI DA RIPORTO

Per aiutare i cani da ferma, specialmente durante la caccia agli acquatici nelle paludi e negli acquitrini, fu creata in Inghilterra una razza specializzata quasi esclusivamente a tale scopo: il Retriever, oggi diventato anche un apprezzato cane da compagnia per il suo carattere bonario e tranquillo.

CANI NORDICI
I cani nordici hanno le loro radici negli antichi cani dei paesi del nord. Fra questi si distingue il cane delle torbiere danese. Sono di regola buoni cani da leva, anche se prevalentemente cacciano in silenzio.


Terminiamo così questa breve passeggiata tra le origini e le varie razze dei cani da caccia.
Nei prossimi numeri di
CACCIA 2000 avremo modo di approfondire e conoscere meglio i nostri amici di avventura entrando più specificatamente nelle singole razze a noi più conosciute.