L’AGGRESSIVITA’ PREDATORIA NEI CANI DA CACCIA: UNA CARATTERISTICA DI RAZZA

Negli ultimi decenni si molto parlato della scienza che studia il comportamento canino e molte sono state le scuole di pensiero che l’hanno caratterizzata. Una di queste tende a suddividere in diverse tipologie gli atteggiamenti aggressivi che i cani, in quanto carnivori e predatori, possono presentare.


Accanto all’aggressività territoriale, una delle forme che più l’uomo nei secoli ha voluto sviluppare e modificare nel cane è stata sicuramente l´aggressività predatoria, quell’istinto ancestrale finalizzato alla sopravvivenza che porta il carnivoro a localizzare, avvicinare, inseguire, immobilizzare e infine uccidere e divorare la sua preda. Ovviamente, quello che l’uomo ha ricercato nel suo ausiliare nella caccia si è diversificato nel tempo a seconda delle prede ricercate, dei territori di caccia, dei mezzi utilizzati dall’uomo stesso per abbattere il selvatico.

Così lo sforzo della selezione artificiale ha portato ad accentuare a dismisura alcune fasi della predazione naturale che ancora osserviamo nel lupo, e a ridurne o eliminarne altre, in primis e soprattutto quella del consumo da parte del cane della preda appena catturata. Non solo.

Generalmente la selezione ha portato anche ad avere, nei cani da caccia, fortemente esaltato l’istinto predatorio a scapito di tutte le altre forme di aggressività quali la guardia e la difesa del territorio o l’aggressività fra cani, proprio perché questi soggetti dovevano essere degli ausiliari docili, bendisposti all’addestramento e spesso tenuti a cacciare in muta. Ovviamente ad ogni regola segue un’eccezione ed esistono comunque razze da caccia che istintivamente difendono la casa dagli estranei, come ad esempio il Bracco Tedesco, ma rimangono, appunto, sempre delle eccezioni.

Nei nostri cani l’uomo ha saputo selezionare caratteri che li rendono, in alcuni casi, cacciatori anche ben più abili e specializzati dei loro progenitori lupi; ad esempio il Blood Hound ha una maggiore capacità olfattiva, i grandi levrieri, quali il Borzoi e l’Irlandese, sono molto più veloci nel raggiungere la preda individuata a vista, i Bassotti e i Terrier hanno una tenacia e un coraggio tali che nel predatore selvatico risulterebbero a volte addirittura controproducenti.

I criteri fondamentali inizialmente, e per secoli, seguiti dagli allevatori di cani da caccia sono stati relativi allo scegliere gli individui che meglio sapevano compiere il lavoro che veniva loro richiesto; solo in seguito vennero considerati come importanti anche criteri estetici ai fini della funzionalità venatoria quali altezza o bassezza, consistenza del pelo, colore del mantello. Purtroppo ad oggi sembra quasi che questi criteri di bellezza siano divenuti il cardine della selezione per molti esemplari e razze, ormai entrati inevitabilmente nei salotti di casa.


Articolo della prossima settimana: L’aggressività predatoria nei cani da caccia: i Cani da Seguita e i Levrieri.


Sara Ceccarelli