LO STANDARD, QUESTO SCONOSCIUTO

La bellezza di un cane di razza è valutabile con il grado di conformità alla descrizione classica che viene data del rappresentante tipico della stessa, questa descrizione viene chiamata Standard.
 
Lo Standard, definito per ogni razza dal proprio Club, ha come fine quello di unificare le caratteristiche cui tutti gli allevatori di una data razza devono far convergere il loro lavoro di selezione ed è su di esso che i Giudici, autorizzati dagli Enti Cinofili Nazionali ed Internazionali, si basano per esaminare e valutare tutti i soggetti che partecipano a mostre ed esposizioni.

Senza lo Standard, l’allevamento di una razza non avrebbe linee guida da seguire e la tipicità di ciascuna verrebbe nel tempo a mancare. La creazione di uno Standard prevede di enumerare delle qualità fisiche, psichiche e attitudinali, oltre ai potenziali difetti che l’allevatore giudizioso deve assolutamente evitare di perpetrare nei propri soggetti.

Questo articolo, in maniera necessariamente limitata, vuole chiarire la terminologia, talvolta piuttosto ostica da comprendere per i non addetti, con cui lo Standard elenca tutte quelle caratteristiche che diano l’immagine del soggetto ideale.

In linea generale, possiamo affermare che, fra le varie caratteristiche morfologiche, cioè legate alla forma, usate nella compilazione di uno Standard, una prima sommaria suddivisione può essere fatta fra la descrizione del tronco del cane e della sua testa, quindi vengono descritti la sua andatura, la coda e il tipo e colore del pelo.

Per quanto riguarda il tronco esso rappresenta la struttura muscolare e scheletrica nel suo complesso. Sulla base della forma del tronco un cane può essere definito:

Mesomorfo o mediolineo, quando il cane è tanto alto quanto lungo, come ad esempio un Bracco Tedesco o un Pointer. In un certo senso può stare dentro un ipotetico quadrato.

Dolicomorfo o longilineo, quando è più alto che lungo, come accade sovente per i Levrieri.

Brachimorfo o brevilineo, quando è più lungo che alto, come si verifica classicamente per il Basset Hound.

E’ importante ricordare che nel cane la lunghezza del tronco non considera la coda, ma viene misurata dalla sua base fino allo sterno, mentre l’altezza non considera la testa, ma è bensì la distanza dal terreno fino al garrese, cioè a qule punto del dorso dei quadrupedi che corrisponde alle prime vertebre dorsali, dietro l’attaccatura del collo.

A costituire il tronco, partendo da dietro il collo, troviamo il dorso e quindi il lombo, che alcuni chiamano rene, cioè la regione subito prima della groppa, groppa a cui si attacca la coda.


Pointer


Dal tronco ovviamente partono gli arti, cioè le zampe e ciò che generalmente ritroviamo citato nello standard è la necessità che essi siano “in appiombo”. Ma cosa significa? Gli arti in appiombo sono degli arti che partono da una corretta angolazione delle spalle o delle anche, né troppo diritte, né troppo inclinate e le cui articolazioni formino degli angoli normali che permettano alle stesse di funzionare al meglio.

Quando parliamo di arti anteriori essi saranno in appiombo, cioè diritti e paralleli tra loro, se la distanza che separa le spalle corrisponde alla distanza che separa i gomiti; se parliamo di arti posteriori essi saranno in appiombo, cioè diritti e paralleli tra loro, quando la distanza che separa la punta delle natiche, delle anche, è uguale a quella che separa i garretti, cioè quella parte anatomica del cane che corrisponde ai nostri talloni.

Alle estremità degli arti troviamo i piedi; i piedi, davanti, sono muniti di cinque dita mentre quelli di dietro ne hanno quattro (oltre all’eventuale sperone). I piedi possono essere rotondeggianti come nel Fox-Terrier, ovali, allungati come nei Levrieri o aperti e piatti se le dita allargate si portano all’infuori.

Anche la coda viene accuratamente descritta dallo Standard che sottolinea pure come, in talune razze da lavoro, esso ne preveda anche l’amputazione ad una determinata lunghezza. Talvolta essa addirittura manca dalla nascita, abbiamo cioè cani anuri, come talvolta accade ad esempio per i Breton.

Mentre per quanto riguarda la muscolatura, il pelo e i colori dei mantelli ammessi per le razze, le descrizioni sono piuttosto intuitive, quello che sono le indicazioni relativamente alla testa e alle strutture annesse sono più difficili da comprendere.

Innanzitutto, quando si parla del cranio in generale, le razze vengono divise in:

Mesocefale, con testa larga circa metà della sua lunghezza, come accade ad esempio per Setter e Bracchi.

Dolicocefale, quando la testa è molto allungata, quasi a cono, lunga e stretta, come accade per Levrieri, Segugi e Cirnechi.

Brachicefale, quando la larghezza della testa rappresenta più della metà della sua lunghezza. Questo non è apprezzabile tra i cani da caccia, ma lo si vede spesso nel caso di cani da guardia o da difesa quali ad esempio il Boxer o il Bulldog.

In particolare, quando parliamo della lunghezza della testa di un cane, ci riferiamo alla distanza tra il dietro della nuca, la parte più caudale dell’osso occipitale, così accentuato nel Setter, e la punta anteriore del naso, detto tartufo.


Pointer


Se guardiamo la testa di un cane dall’alto possiamo ben capire anche un ulteriore descrizione, piuttosto difficoltosa da comprendere, che talvolta lo Standard ci propone: quella degli assi cranio facciali, cioè due linee dritte ipotetiche che delimitano i margini della testa, affiancati alle guance, che vanno da dietro la testa fino al naso. Se queste linee sono parallele vuol dire che la testa del cane è più o meno della stessa grandezza sia davanti che dietro, come ad esempio nel Golden e nel Labrador Retriever e si parla di assi cranio-facciali paralleli.

Se esse tendono ad allontanarsi partendo dal naso per andare verso la nuca vuol dire che il muso del cane appare quasi a punta, come per i Segugi, in questo caso si parla di assi cranio-facciali divergenti. Se, al contrario, gli assi tendono ad avvicinarsi dal naso verso la nuca vuol dire che le mascelle sono quasi più larghe del cranio stesso, come per un Bull Dog; si parla allora di assi cranio-facciali convergenti.

Talvolta troviamo il termine “stop” a descrivere il profilo della testa di un cane; esso è un termine tecnico che indica quella specie di “gradino” o avvallamento, più o meno profondo, che si presenta fra la fronte e gli occhi e il resto del muso. Se esistessero ancora dubbi sul termine, lo stop è ciò che rende il muso di un Pointer…il muso di un Pointer! E che scompare quasi del tutto in cani come il Segugio Italiano o i Levrieri. Altro termine poco noto nella descrizione di un profilo è “montonino”; proviamo a tradurlo con convesso o, più semplicemente, con “profilo del naso di segugio” e capiremo che montonina è quella lieve curvatura o gobba che rende così caratteristici i profili dei nostri amati ausiliari.

Nemmeno nella descrizione delle orecchie troviamo troppa difficoltà a comprendere lo Standard, ma la spiegazione della dentatura caratteristica di ogni razza è già meno chiara. Quando infatti si parla dei denti essi possono costituire una presa a tenaglia (ortognata) quando, a bocca chiusa, la cima degli incisivi superiori incontra la cima degli incisivi inferiori, con mascella e mandibola che combaciano; e una presa a forbice (enognata), quando la mascella superiore sporge rispetto a quella inferiore. Se poi, al contrario, la mascella inferiore sporge oltre quella superiore la dentatura si dice prognata ma attenzione, se il prognatismo viene spesso considerato un difetto, non dimentichiamo che, per alcune razze non da caccia, esso è assolutamente la regola…e torniamo al solito Bulldog!

Altri due termini che troviamo sempre inclusi tra i difetti assoluti, cioè considerati tali in qualsiasi razza, sono il monorchidismo, vale a dire la mancata discesa nello scroto (la sacca cutanea che avvolge i testiticoli) di un testicolo, e il criptorchidismo quando a non scendere sono tutti i due testicoli, che diviene assoluto se essi, oltre a non scendere…non esistono proprio.


Sara Ceccarelli