IN SPAGNA UNO STUDIO SUL VALORE DELLA CACCIA

In Spagna sono registrate circa 800.000 licenze di caccia e i cacciatori per la loro passione ogni anno spendono circa 6,5 milioni di euro, generando un fatturato che da lavoro a 187.000 persone. L’attività venatorio costituisce uno 0,3% del PIL della Spagna e corrispondente al 13% del valore prodotto dal settore dell’agricoltura.

Sono questi i numeri che scaturiscono da un rapporto di studio realizzato appunto in Spagna, come fu realizzato alcuni anni or sono anche in Italia con il supporto di eminenti universitari.

Nella presentazione dei risultati è stato affermato che uno studio cosi profondo sulla caccia in Spagna non era mai stato realizzato e che è sottostimato perché non considera le ricadute sociali in termini di incremento e conservazione dell’ambiente.

L’importanza economica per lo Stato è presto detta. I cacciatori e i gestori dei terreni di caccia versano all’erario 614 milioni di Euro all’anno. Se venisse considerato come uno sport, in Spagna la caccia sarebbe al terzo posto per numero di praticanti dopo calcio e basket.
Ma chi è il cacciatore spagnolo.

Il 97%  sono uomini ed il 3% donne, generalmente colti, sovente laureati, con un’età media di 46 anni e che ogni anno in media spendono quasi 10.000 euro per la loro attività di caccia. Praticano caccia grossa e minuta, spesso effettuata in zone di caccia private.

La Spagna accoglie inoltre molti cacciatori di altre nazioni, per la grande variabilità della caccia offerta. Per l’87% il territorio nazionale è aperto alla caccia, quasi 45  milioni di ettari distribuiti in oltre 32.000 riserve.

Qual è l’utilità della caccia in Spagna?

Alla caccia è riconosciuto un elevato contributo sociale che si concretizza nella attività di educazione e sensibilizzazione all’ambiente ed uso delle risorse. Ma è altrettanto evidente l’impatto sulla sicurezza stradale e sulla salute delle specie selvatiche.

Lo studio stigmatizza inoltre la creazione di forti elementi di socialità che la caccia da sempre realizza. Inoltre 233 milioni di euro possono essere investiti/risparmiati ogni anno, per rimboschimenti, cura degli habitat, manutenzioni strade secondarie,

Ed in ultimo attività di conservazione, come quella operata da attori venatorio a carico della lince iberica, grazie al mantenimento nelle riserve private di buone popolazioni di pernici e conigli selvatici che le offrono sostentamento alimentare. Da sempre in Spagna i pieni di conservazione della lince iberica hanno coinvolto e avuto beneficio dall’azione delle società di cacciatori.

 

 

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