A PROVA DI VOLPE di Pasquale Carlo Galliano

Deo Gratias, finalmente sono finite le interminabili festività natalizie.
La stagione venatoria, chiusasi brillantemente il 18 dicembre per noi cinghialisti, è ormai un lontano ricordo. Troppi giorni fermi…non è tollerabile… occorre staccare la spina pian pianino.

La caccia quando ti prende seriamente è come una droga. Terminare troppo bruscamente potrebbe essere “fatale”. Meno male che l’inverno ci concede ancora qualche spiraglio di uscita, quantomeno per smaltire il troppo pieno festaiolo.

Riattiviamo pertanto armi e bagagli per l’apertura della caccia alla volpe. Il garage di Cesare è sempre il punto di ritrovo per la prima battuta del nuovo anno. Giornata bellissima, non priva di neve e con un freddo pungentissimo.
Finiti i convenevoli di rito e gustato un buon caffè, si parte per l’appostamento nel ritano di Garombo. Non avendo cani specializzati per la cerca, ci si adatta con dei bastardotti da pagliaio, basta che facciano un po’ di sana baraonda.

Questo è il periodo giusto per le battute, le volpi sono in calore e sempre in movimento e, se uno è attento e silenzioso, è possibile avvicinarle a tiro di carabina. La battuta ha inizio: Marco e Cesare, con i cagnazzi al seguito e con qualche petardo avanzato del recente capodanno, cominciano la scorribanda nel folto.

Noi siamo tutti appostati, allertati e in attesa. Il freddo intenso mi blocca persino le mani, a tal punto che mi vedo schizzare davanti la lesta “codona” senza neanche riuscire ad imbracciare il fucile. Il mio socio in fondo al ritano, che forse era meno intirizzito di me, riesce a sferrare la botta decisiva ed abbattere la rubagalline.

Nel frattempo si ode in alto tutta una serie di fucilate. Altre tre volpi vengono abbattute. Dal folto fuggono impauriti un paio di cinghiali e un capriolo. Un cinghiale si ferma a non più di cinque metri da me, mannaggia, che prurito! Il colmo è che si allontana e poi ritorna fermandosi nuovamente nello stesso punto, un vero sberleffo.

Mi consolo gustandomi le deliziose acrobazie di uno scoiattolo, per nulla intimorito, che saltella tranquillo da un ramo all’altro con fare disinteressato.

La battuta è ormai conclusa; magnifica sgambata e ottimo risultato. Raccolti i trofei per la consueta registrazione, si torna infreddoliti alla base, pronti a riproporsi agguerriti più che mai, alla prossima uscita, possibilmente in una giornata un po’ meno gelida e altrettanto proficua.