ARGO E IL GERMANO REALE di Rodolfo Carboni

Ci sono, nel corso dell’annata venatoria, giornate che rimarranno per sempre nei tuoi ricordi di cacciatore, specialmente quando il tuo cane la fa da padrone nella scena venatoria; questa è una di quelle giornate indimenticabili.

Io e il mio amico Salvatore ci trovavamo a caccia di acquatici presso il canale delle acque media a Latina nel dicembre 2009, con noi naturalmente c’era il mio fido Argo, cane di razza Kleiner Munsterlander, creduto per anni un breton dato che aveva la coda tagliata, da me trovato nel 2003, per il quale l’acqua e lo sporco sonoun proprioelemento naturale.

Dopo aver fatto un primo tratto di canale ed avere gia’ incarnierato tre gallinelle, decidemmo di passare dall’altra parte della strada per battere l’altra parte del canale.
Dopo un primo tratto piuttosto pulito, arrivammo in un tratto ricco di vegetazione ripariale, composta per la maggior parte da cannuccette, rovi e falaschi di ortica alti piu’ di un metro.

Argo si getto’ subito in mezzo a quel falascone e quasi immediatamente incomincio’ a canizzare; quasi simultaneamente una gallinella d’acqua attraversò il canale piuttosto lontano da Argo.Le quale indirizzai una fucilata poco convinta, non la presi e la gallinella si infilò nella vegetazione dalla parte opposta.

Argo, come un sommergibile, sempre canizzando le andò dietro e a sua volta si infilò nei falaschi della riva opposta.
Io lentamente, dato che la sponda era molto ripida e fracida di brina, lo seguii, ma dopo pochi passi sentii dall’altra sponda, dove si era infilato Argo, un gran sbattere di ali con Argo che diede un paio di abbai e vidi con mia grande sorpresa un magnifico maschio di germano reale che si involava come un razzo sopra il canale.

Io, che ero sulla sponda in posizione precaria, gli rifilai due schioppettate con il mio 20, vidi distintemente il germano passare in mezzo alla rosata dei pallini che si stamparono sull’acqua del canale, ma lo vidi darsi due sgrullate e ardarsene via.

Sconsolato lo seguii con la vista fino a che scomparve sempre a pelo d’acqua, dietro un gruppo di canne palustri.
Imprecando per l’occasione perduta, vidi Argo uscire come una furia dal canale, ma non feci in tempo a richiamarlo, che sentii, appena dopo che il germano era sparito dietro le canne, due fucilate da quella direzione.

Ecco, pensai immediatamente, il germano e’ andato, sicuramente e’ stato abbattuto da qualche cacciatore appostato sulla sponda del canale, il quale si e’ visto arrivare quel dono dal cielo.
Ormai sconsolato richiamai Argo e lo accarezzai quasi consolandolo per non essere riuscito a incarnierare il germano.

Continuammo a battere il canale, ma mano a mano che ci avvicinavamo al gruppo di canne che mi aveva coperto la vista del germano, sentivo un chiacchiericcioinsistente di cacciatori che, via via che mi avvicinano diventava piu’ chiaro, fino a che capii che stavano parlando del germano e che mi stavano aspettando per trovarlo.
Pensai che almeno Argo avrebbe avuto la soddisfazione di riportarlo dal canale.

Quando spuntai dall’altra parte delle canne, vidi un ragazzo sulla sponda opposta e piu’ avanti un altro cacciatore posto sul’argine del canale ad una certa distanza.
Il ragazzo, che era sceso sulla sponda del canale, mi disse che il germano si era tuffato nell’acqua appena dopo il gruppo di canne e si era infilato nei falaschi sulla mia sponda.

Mi disse inoltre che il suo compagno di caccia, quello posto piu’ lontano a circa una quarantina di metri, gli aveva tirato mentre si infilava nello sporco, ma che certamente, data la distanza e per il fatto che la sua cartuccia era caricata a piombo 11, sicuramente non gli aveva fatto niente.
Immediatamente, ripensando alle due sgrullate dal piombo che si era dato quando gliavevo sparatoe, soprattutto, che si era buttato in acqua e non era andato via come un razzo, come sempre avevo visto fare agli altri germani, capii che certamente l’avevo ferito.

Iniziò da quel momento la battaglia privata tra Argo e il germano che duro’ piu’ di un’ora e mezza.
Il ragazzo mi indico’ il punto dove si era infilato il volatile, richiamai Argo il quale comincio’ a setacciare l’area come una ruspa, ma in quel punto non uscii niente.
Argo, ormai eccitato come non mai, continuo’ a setacciare la sponda sia in acqua che sulla riva.
Ad un tratto il ragazzo sull’altra sponda mi grido’ che il cane era in ferma.

Mi sporsi sull’argine e colsi Argo, di cui vedevo solo il posteriore fuori delle cannucce, fermo con solo la coda che vibrava frenetica. pPano piano mi avvicinai, sempre tenendo d’occhio la coda di argo che non smetteva di vibrare. Arrivato a circa una quindicina di metri, vidi la coda di Argo fermarsi e come un fulmine infilarsi nello sporco, nello stesso istante vidi come una sassata nell’acqua a fianco di dove si era infilato il cane, mi girai verso il mio compagno di caccia sorpreso ma, quando mi rigirai verso il canale, vidi al centro del canale una striscia di bollicine che si allontanavano, capii che quel tonfo nell’acqua era il germano reale che si dava alla fuga sott’acqua.

Incredibile! Il germano reale era stato così veloce che non l’avevo neanche visto quando si era tuffato nel canale.
Anche Argo era rimasto sorpreso e continuo’ con rinnovato vigore a cercare il suo antagonista.
Dopo circa un quarto d’ora ad un tratto il ragazzo, che non si voleva perdere un minuto della scena, comincio’ a gridare “L’ha preso, l’ha preso!”. Infatti sentii davanti a me un frastuono di alate e scrosci violenti d’acqua.

Sporgendomi un po’ sull’argine vidi Argo con il muso immerso nell’acqua che stava combattendo con il germano il quale cercava di fuggire dando delle fortissime alate sull’acqua.
Mentre assistevo alla scena del combattimento in corso, tutto a un tratto,tutto si calmo’, il germano era riuscito a divincolarsi dalla morsa di Argo, forse perche’ il cane con il muso nell’acqua non riusciva a respirare bene o come piu’ probabilmente perche’ non era riuscito ad afferrarlo bene. Vedemmo la scia di bollicine di nuovo allontanarsi al centro del canale.

Raggiunsi il punto del combattimento, sulla sponda era un tappeto di penne che galleggiavano nell’acqua.
Argo uscii dall’acqua dandosi una sgrullata e mi guardo’ come per dire che gli era sfuggito per la seconda volta, ma che la guerra non era ancora finita.
I due cacciatori dall’altra sponda mi dissero che mai avevano visto un cane cosi’ determinato e che erano veramente dispiaciuti che il germano gli era scappato, ma che ora se ne dovevano andare e mi salutarono.

Cambiai strategia, decisi di allontanarmi per una mezzora per far acquietare un po’ le acque, per cui continuai a battere il canale allontanandomi, presi un’altra gallinella, ma io e certamente anche Argo non pensavamo che a quel germano che ci stava dando tanto filo da torcere.
Dopo una mezz’oretta, come deciso, feci dietrofront e ritornai indietro, ribattei la sponda dalla mia parte sia a monte che a valle dei punti dove si era infilato per la prima volta il germano e dove l’aveva bloccato Argo, ma niente, non c’era traccia del volatile.

Il germano, pensai, non si trovava piu’ sulla mia sponda del canale, macon ogni probabilita’ lo aveva attraversato e si era infilato sulla sponda opposta.
Feci andare Argo sull’altra sponda, lo vidi nuotare con il naso all’aria pronto a percepire qualsiasi emanazione.

Ad un tratto lo vidi arrestarsi e guardare con la sola testa fuori dall’acqua verso la sponda, dopo pochi secondi lo vidi arrampicarsi sulla sponda e con foga immeggersi nella vegetazione ripariale.
Chiamai il mio compagno di caccia dicendogli di essere pronto perche’ Argo era passato all’attacco.
Dopo un paio di minuti, in mezzo a un misto di rovi e ortica, si scateno’ una zuffa gigantesca; dal rumore di fortissime alate e dagli sbuffi di Argo capii che un altro duello tra il germano eil caneera iniziato.

Per un breve tempo sembro’ che il roveto dovesse esplodere da un momento all’altro; noi eravamo pronti a servire Argo nel caso il germano si fosse involato, ma non ce ne fu bisogno, la scena era sua e solo lui giustamente doveva essere il protagonista, noi cacciatori solo comparse.
Ad un tratto fu silenzio, il rovo torno’ alla sua quiete, mi girai verso Salvatore e gli dissi “Questa volta l’ha preso”.
Vedemmo dai movimenti delle erbe e dei rovi che Argo stava scendendo verso l’acqua; dopo pochi secondi vedemmo il suo muso con il germano in bocca!

Attraverso’ il canale, salii la sponda e mi depose il germano ai piedi, la battaglia era finita e lui era il vincitore!
Lo guardai con ammirazione immensa accarezzandogli il testone bagnato, presi in mano il germano, ammirai la bellezza del suo piumaggio, ma ammirai anche il coraggio con cui aveva combattuto; purtroppo per lui, il suo antagonista quel giorno non era un semplice “cane da caccia”, ma un “cane cacciatore” e credetemi c’e’ una bella differenza, specialmente in situazioni difficili come questa.
Con rispetto lo misi nella mia cacciatora e ci dirigemmo verso la macchina.

Solo di una cosa mi rammaricai quel giorno, di non avere con me una cinepresa per immortalare per sempre quella giornata di caccia ..pazienza.
Ma tutto cio’ rimarrà nella mia memoria e nel mio cuore finche’ avro’ vita!