CACCIA AL CINGHIALE SULLA NEVE di Pasquale Carlo Galliano

Siamo a metà dicembre. Le previsioni meteo incoraggiano poco. E’ in arrivo la prima neve.
Ci si alza al mattino indecisi se partire per la cacciata o meglio restarsene al caldo sotto le coperte.

La neve ha ormai invaso ogni cosa con il suo manto bianco. Risulta assai difficoltoso spostarsi a piedi e con i fuoristrada ed altrettanto arduo individuare le tracce sul terreno innevato. Miglior cosa sarebbe che con la neve non si cacciasse più.

Va da se che qualunque animale con la neve alta diventa più vulnerabile ed indifeso, e la vera sportività della caccia, in tali situazioni, va sicuramente a farsi benedire.
Purtroppo il cinghiale con i danni che arreca è considerato “nocivo” e quindi cacciabile in qualunque situazione climatica.

Dovremmo essere noi cacciatori ad avere il buon senso e gestire al meglio le cose con salvaguardia degli interessi di tutti, cacciatori, agricoltori, ambientalisti.
Ci si confronta velocemente via radio con gli amici di battuta. La maggioranza è favorevole alla cacciata anche perché è provato che tutte le altre squadre della zona cacceranno.

Lasciamo a casa i cani che in queste situazioni non riescono a procedere e i pochi amici dissidenti. Ognuno di noi effettua il suo giretto di verifica. Verso le dieci ci ritroviamo tutti presso la base e ci rendiamo conto che l’abbondante nevicata ha allontanato verso la bassa i cinghiali superstiti.

caccia al cinghiale

Diventiamo a questo punto spettatori e uditori delle cacciate delle squadre confinanti che hanno rintracciato branchi di cinghiali in fuga sulla neve alta, alla ricerca affannosa di cibo. Sentiamo i primi colpi poi altri, poi altri ancora, una vera mattanza. Quasi tutti i cinghiali dei branchi vengono abbattuti. Non e possibile che ci si riduca ad un livello simile. Questa non è più caccia.
Si è finalmente trovato il rimedio per risolvere il “problema cinghiali”.

Ci ritiriamo delusi. La domanda che ci poniamo però è la seguente. Se avessimo trovato anche noi i cinghiali ci saremmo comportati nello stesso modo? Ho paura di si , purtroppo. Occorre pertanto rivedere la legislazione prendendo dei provvedimenti al fine di evitare queste situazioni non troppo edificanti per l’intera categoria con l’impegno di tutti ad una salutare regolata, fermo il vincolo ad agire in altri periodi per far fronte ad eventuali, provate emergenze.

Sulla neve, negli ultimi giorni di caccia, in particolare nella bassa langa sono stati abbattuti un numero impressionante di animali, e molte femmine con piccoli al seguito. Tutto questo si rifletterà e lo pagheremo sicuramente, nelle annate future. Detto questo spero e mi auguro di non sentire più nei soliti angoli dei bar, lamentele e piagnistei sulla scarsità della materia prima.
Ricordiamoci sempre l’antico adagio: “Chi e causa del suo mal pianga se stesso” e allegria a tutti.

Pasquale Carlo Galliano