COME NEI FILM di Andrea Buscheroni

Sono le 5:30 di mattina.
La sveglia suona…
già sento l´adrenalina che sale:
è il mio primo giorno di caccia al cinghiale.
Mi preparo accuratamente e poi salto in macchina con mio zio e alcuni suoi amici. 
E´ una cupa mattina di metà inverno… Il tempo è pessimo… la nebbia sfiora il terreno, talmente fitta che non si vede a più di dieci metri.

Arriviamo dopo 30 minuti nella zona prescelta, da noi chiamata la zona A, perchè in assoluto la più ricca di cinghiali… è un bosco misto, dove predominano castagni e faggi.
Siamo in 6… decidiamo i posti di attesa… ognuno parte da solo, dopo essersi messo naturalmente il giubotto arancione fosforescente, per la nostra incolumità.
La nebbia però non accenna a salire…

Mi apposto, con i miei pensieri nella testa: “Sarà valsa la pena arrivare fin qui, al freddo e con la nebbia, con il rischio di non vedere nulla?”
La risposta arrivò presto: in lontananza sento grufolare.. sono il terzo della fila… prendo in mano la radiolina e sento i miei compagni avvisare dell´arrivo imminente dei prescelti. Impugno la carabina… vedo avvicinarsi lontano una sagoma enorme… é un verro adulto!
Aspetto…. il silenzio mi prende il cuore… chiudo gli occhi e li riapro… prendo di nuovo la mira…
Sono pronto….. il sudore, seppure il freddo, mi sgorga freddo dalla fronte.. chiudo gli occhi e….PUM! 

Poi li riapro all´improvviso… ma io non ho sparato!
Vedo il cinghiale scappare e sento qualcuno che geme… lascio il fucile e corro urlando verso di lui.. al mio arrivo ci sono gia mio zio ed un altro amico..
Uno dei miei compagni aveva sbagliato completamente la mira, facendo partire un colpo che si era piantato nel fianco di un altro compagno a lui vicino.
Sangue che scorre.. lo prendiamo in braccio e lo carichiamo verso la macchina, mentre l´amico che ha sparato piange dal terrore… io rimango indietro… dopo circa 15 minuti arriviamo alla macchina.. l´ambulanza, chiamata in precedenza a fatica, sta per arrivare.. ripenso che ho lasciato il mio fucile incostodito.. torno indietro a raccogliere le mie cose… arrivato nel luogo del mio appostamento prendo il mio fucile, dopo averlo accuratamente scaricato… poi decido di prendere pure il fucile del mio amico infortunatosi, lasciato lì dalla paura del momento.. torno nel luogo del misfatto….e vedo che d´innanzi a me il verro di prima che sta fiutando le tracce di sangue lasciate dal mio compagno.

Prendo la carabina e la ricarico, lentamente mentre il verro mi guarda… ha tutto il corpo marrone, tranne una grande macchia grigia che contornava perfettamente l´occhio destro.. con gran stupore, noto che strascina la zampa anteriore sinistra, con un segno che pare di un vecchio sparo non ben calibrato… mi riconcentro subito però..
Prendo la mira e …sparo!

Momenti di silenzio… vedo il cinghiale che mi guarda, con occhio quasi impietosito. Si gira e si allontana… L´ho mancato clamorosamente. Torno indietro arrabbiato e tremante…
Si torna a casa, ripensando al fatto della mattinata.
Il mio compagno intanto è stato ricoverato d´urgenza all´ospedale, ma per lui pare non ci siano grossi pericoli. La domenica dopo decido di tornare da solo sul posto, senza fucile..

Cerco di capire la dinamica di 7 giorni fa…. torno alla pozza di sangue, ormai riassorbita del tutto… mi chino a terra…e mi metto seduto, a ripensare sul fatto…
Sento quello sparo in continuazione… risento quell´urlo, rivedo quel sangue e quella sofferenza…
Poi ad un tratto sento un vero sparo provenire non lontano da me… mi alzo in piedi di scatto, con il batticuore.. sento uomini che parlano a gran voce.. probabilmente è un altra battuta di caccia..

Aspetto con il cuore tremante… quello sparo ora come ora non mi ci voleva.. mi rimetto seduto.. nessun rumore… Passano 10 minuti.. niente… poi mi alzo… faccio due o tre passi fischiettando… e ad un tratto mi ritrovo di nuovo a terra, senza capire il perchè.. sento un gran dolore alla schiena, poi nulla…
Mi risveglio 2 giorni dopo in ospedale… l´infermiera accorre e chiama il medico: io chiedo così sia avvenuto: “Caro ragazzo, ti è andata bene” – dice il medico – “un cinghiale ferito ti ha assalito alle spalle e ti ha provacato una doppia frattura alle costole.. in più avevi un bello scuarcio a livello dei reni… ti abbiamo dato 143 punti“.

Rimango allibito… il cinghiale era stato ferito da un altra squadra di cacciatori ed era fuggito innervosito, trovando me sul suo cammino, sfogando le sue ire sulla mia schiena… per fortuna gli stessi cacciatori che lo avevano ferito mi hanno ritrovato seguendo la scia di sangue lasciata dal verro in fuga…

Ripresomi dopo 3 mesi dall´incidente, sono venuto a sapere dal cacciatore che mi aveva trovato svenuto nel bosco che il cinghiale che mi aveva ferito, a cui avevano precedentemente sparato, ….. era un cinghiale che avevano già più volte tentato di abbattere, senza successo, pur avendolo colpito alle gambe.. quel cinghiale, mi hanno detto, aveva una grande macchia grigia che contornava l´occhio sinistro…..

Andrea Buscheroni