CORVIDI CHE PASSIONE!!! di Carlo Galliano

Finalmente è giunta la da tempo agognata battuta, a quelli che il poeta definisce “stormi di uccelli neri”, i corvidi dell’Alta Langa.
Tempo inclemente, nebbioso, piovoso oltre ad un freddo dell’accidenti.
Si tratta di disporre un appostamento fisso con tanto di guardie volontarie al seguito, i fidati e volenterosi William Ardesia e Bruno Tarditi.

Si piazzano le capannine di tela mimetica per il nascondiglio dei tiratori nonché gli stampi sul terreno per il richiamo. Sul centro della zona di tiro viene piazzato il “vocalist” con tanto di altoparlanti.
Un attimo di pausa, poi si da il via alla musica.
Il disco attacca con il gracchiare dei corvi e delle gazze, uno schiamazzo indescrivibile.
Sono un po’ perplesso sull’utilità di tutta questa sceneggiatura.
Mi ricredo subito.

Alla musica segue la danza e vai con il primo bersaglio. Cinque sei fucilate, troppo lungo se ne va, siamo stati traditi dalla troppa frenesia.
Arrivano un secondo e un terzo uccellaccio nero.
Questa volta sono a tiro, pietà l’è morta, vengono abbattuti.
Per tutto il pomeriggio si sparacchia dai tre improvvisati appostamenti.

Verso sera si vedono i risultati. Dieci cornacchie giacciono sul prato, le cartucce sparate sono state comunque molte di più. Personalmente ne ho centrati due. Risultato un po’ scarso. Giustifico la cosa con il fatto che questo tipo di caccia non è la “mia caccia”.
Sarà proprio cosi o sarà meglio che prenda qualche lezione di tiro?
Mi fa più comodo la giustificazione enunciata sperando che nessuno mi rinfacci le padelle dell'”altra caccia”.