FINALMENTE UNA GIORNATA DA RICORDARE di Riccardo Turi

Sabato 8 gennaio 2011, dopo aver ottenuto il permesso mensile per l’ATC Potenza 1, siamo diretti alla Diga del Basentello (Lago Serra di Corvo) insieme al nuovo amico Vito, simpatico e appassionato cacciatore che abbiamo conosciuto lo scorso dicembre e che ormai è definitivamente aggregato a noi (Beghelli ed io).

Partenza da Bari alle 2,45 anche per evitare di trovare gente sul posto prima di noi. Quando dopo circa un’ora (sulla strada nebbia abbastanza fitta) siamo sul posto, notiamo una lucina proprio nella zona dov’è il nostro posto, che poco dopo si trasforma nei fari di un fuoristrada. Scarichiamo comunque tutta l’attrezzatura e ci dirigiamo all’appostamento.

Gli altri evidentemente avevano dormito in macchina ed avevano sistemato gli appostamenti dalla sera prima, cosa che in verità non mi sembra del tutto corretta (e che hanno preso l’appalto del posto?).
Ad ogni modo noi ci siamo sistemati a distanza di sicurezza e non diamo fastidio.

Mettiamo gli stampi in due gruppi laterali dato che il poco vento (scirocco) ci viene di fronte: una quindicina tra fischioni, germani e canapiglie sulla sinistra e una decina di alzavole sulla destra. Purtroppo la settimana prima Giammario (Beghelli) ha rotto il nostro germano rotante così che abbiamo soltanto il mojo di Vito che sistemiamo al centro. Verso le 5,30 abbiamo terminato di sistemare sia l’appostamento che la stamperia; manca ancora molto all’alba.

Tuttavia sentiamo più volte nell’acqua bassa arrivare e ripartire anatre senza che se ne possa stabilire né la specie né il numero. Beviamo un po’ di corroborante (cognac) ed anche il thè preparato da Beghelli con la “correzione” del brandy. All’alba siamo tutti e tre in spasmodica attesa e nella luce ancora incerta 4 o 5 ombre ci passano da sinistra a destra; tiriamo soltanto Vito ed io un colpo a testa e vediamo cadere due uccelli. Veloce recupero da parte di Vito: sono due bei fischioni maschio e femmina.

cacciashop mojo

Passa un po’ di tempo ed ecco ancora 5 fischioni che sembrano curare sul mojo; li facciamo entrare per bene ed ecco che parte la scarica e ne resta uno che cade abbastanza vicino all’appostamento e l’altro che fa “la passata” e va a cadere davanti agli altri appostati più a destra. Vito tenta il recupero ma non può proseguire oltre perché l’acqua diventa alta. Allora aspettiamo che la corrente lo spinga verso l’appostamento degli altri e quando è arrivato abbastanza vicino Vito va al recupero: è ancora un bel fischione femmina.

Siamo quindi a 4 uccelli e siamo già abbastanza soddisfatti. Passa ancora del tempo e mentre sto osservando l’appostamento degli altri che, comunque, scorrettamente usano il registratore, improvvisamente vedo Vito e Beghelli sparare: erano 2 alzavole delle quali ne scende soltanto una. Rammarico da parte mia perché se fossi stato attento forse il risultato sarebbe stato diverso. D’un tratto un bel ciuffo di alzavole ci arriva dalle spalle e possiamo solo vederlo allontanarsi.

Passa ancora del tempo ed ecco che notiamo a più di 100 metri sull’acqua 6 fischioni. Cerco di fischiare sommessamente (so fare solo il fischio del maschio, mentre Vito è bravissimo a fischiare germani ed alzavole) ma i fischioni, pur avendo visto la stamperia ed il mojo, nuotano di traverso. Ad un tratto sono a circa 50 metri lateralmente all’appostamento ed allora, col sistema della conta, tentiamo il tiro ma il risultato è nullo perché si alzano e vanno via. Ancora un branchetto di fischioni sembra venire a tiro ma scarta improvvisamente, probabilmente perché ci ha scorti. Ci mangiamo le mani perché avremmo dovuto essere più attenti e più nascosti. Passa un po’ di tempo ed ecco ancora 5 fischioni che curano sul mojo; quando ci alziamo per sparare scartano improvvisamente ed allora affrettiamo il tiro.

Come si vede spesso in quei filmati americani di caccia alle anatre ecco che dal cielo cadono come “gocce” un due, tre anatre. Esultiamo per il bel risultato ma questo viene”sporcato” dal fatto che non riusciamo a ribattere uno dei tre che è palesemente vivo e che immediatamente si tuffa sott’acqua ed è perso. Peccato! Restiamo ancora circa un’ora e vediamo ancora 4 codoni che però non vengono al gioco ed una pavoncella isolata che, nonostante il fischio, si allontana decisamente.

Verso le 10,15 decidiamo che è ora di andar via. C’è da dire che la nebbia l’ha fatta da padrona ed è stata presente per tutta la mattinata. Soddisfatti per la cacciata (6 fischioni + uno perso ed un’alzavola) immortaliamo il risultato con diverse fotografie che suggelleranno il ricordo di una bella mattinata ad anatre.

Riccardo Turi