GLI SCACCHI, NELLA VITA COME A CACCIA di Renzo Stella

E’ un gran bel gioco, un gioco di strategia assoluta. Gli scacchi sono nati già molto tempo fa, si dice in India nel VI secolo e poi importati intorno all’anno 1000 grazie, pare, agli Arabi. Un gioco dove Pedine,Cavalli, Alfieri, Fanti e Regnanti si sfidano su una scacchiera rispettando regole ferree di movimenti preordinati; un gioco non semplice dove l’astuzia la fa da padrone.
 
E come non paragonare questo passatempo per cervelli brillanti alla metafora della nostra vita ?
Tutta la nostra esistenza, se vogliamo, è un’interminabile partita a scacchi contro il destino, dove a vincere è solo uno dei contendenti, la partita non finirà mai con una “patta”.

Sicuramente il vincitore sarà sempre il nostro ultimo avversario, questo lo sappiamo bene. Resta il fatto di “come” giocare questa partita.

Creare una competizione blanda dove tutto è smorto e lasciare che il destino ci metta nella condizione di arrenderci anzi tempo dandoci scacco matto oppure cominciare da subito a fare le mosse giuste? Senza dubbio è questa la via che ognuno di noi segue dall’inizio, solo il tempo saprà giudicare se abbiamo spostato bene i pezzi e nella giusta maniera.

Arrivati a metà della nostra partita ci potremmo rendere conto di come l’abbiamo condotta o la stiamo giocando, regalandoci il tempo per mangiare qualche pedina importante al nostro avversario; cosicché non abbia a godere di un bottino abbondante a tempo scaduto.

La vita è costellata di caselle bianche o nere e le metaforiche statuette si muovono quotidianamente, dandoci ora gioie ora noie, persino struggenti momenti; altrettanto gioiosi e indimenticabili episodi. In questi momenti della nostra difficile partita, pare che tutto il tavolo che ospita la nostra scacchiera stia tremando, scosso da spettatori che pare non vogliano farci giocare la simpatica tenzone.

Il Cavallo muove un poco di lato, come fosse un purosangue ombroso, difficile da domare; potrei paragonarlo per gioco all’animale a cui siamo stati più affezionati, al nostro miglior ausiliare; e come il cavallo negli scacchi ci aiuta a muovere e supportare altre pedine, difendendoci a volte dagli attacchi.

L’Alfiere, che corre indaffarato per tutta la strada, pare sbronzo dato che si incammina incerto su una diagonale, incapace di tenere una linea retta; ma quante volte ci para da ostacoli che sarebbero insuperabili; prendendoci per mano dall’inizio, accompagnandoci fino alla fine .. anche sacrificando la sua esistenza.
 
La Torre, la nostra casa, che ci dà l’ombra per nasconderci dagli attacchi delle pedine ostili.
 
Il RE, in cui ci immedesimiamo, con un alterego forse esagerato ma indispensabile, si muove poco, come d’altronde facciamo nella nostra esistenza, ma come ognuno di noi è intoccabile nella sua dignità personale e regale.
 
E poi Lei, la nostra Regina, indimenticabile compagna che ci sta al fianco; molto complicato difenderla dagli attacchi, quasi mai sacrificabile, utilissima, indispensabile; unica.

Non dimentichiamo però le nostre conoscenze, preziose più che mai, le nostre pedine. Amici indispensabili alla nostra stessa esistenza, senza di essi non potremmo giocare questa partita; ma, purtroppo per loro, hanno un difetto: partono per prime cercando di preservarci, sacrificandosi durante la via per la nostra salvezza. Paragonate ad amici e conoscenti che ci hanno saputo far crescere, che ci hanno dovuto abbandonare malgrado noi, che ci hanno aiutato, che per noi si sono sacrificati sulla scacchiera della vita, rendendoci i Re indiscussi di noi stessi.

In questa era il gioco si fa duro, e sempre, come si suol dire, i duri cominciano a giocare. Non esistono i “duri “ ma solo gli oppressi qualche volta: manca il lavoro, manca la stabilità, il tavolo traballa, intere generazioni potrebbero rischiare, e tanto. Anziani non rispettati abbastanza, bambini maltrattati perché deboli e indifesi…… Difficile giocare una partita come questa, ci vuole coraggio. Anche se ne giochiamo e vinciamo a milioni per tutto il tempo.

Le Pedine che ci aiutano ad avanzare sono sempre più indebolite, le Torri che dovrebbero accoglierci hanno i fusti crepati, mancano di solidità, rinsecchite fanno fatica a proteggerci. Gli alfieri sono stati sacrificati da tempo e la Regina non può fare altro che stare a guardare cercando di aiutare, con una forza che solo Lei può avere, tutta la squadra. I cavalli, nel loro incedere incerto, non possono fare altro che nitrire il loro disappunto; e noi, i Re della scacchiera, siamo sempre più affranti e indeboliti, abbiamo paura.

Eppure vinceremo anche questa partita. Personaggi funesti stanno tagliando poco a poco le gambe di un tavolo già di per sé tarlato. Altri, che dovrebbero essere spettatori attenti, cercano di entrare prepotentemente nel gioco che non è loro pretendendo che tutti gli scacchi vivano secondo la loro fede insulsa e in nome di un’ideologia finta. Una partita particolarmente difficile, ma che dobbiamo continuare a giocare; continuando a combattere il nostro avversario.
 
Il destino vincerà di sicuro alla fine e sarà l’unico giocatore troppo potente per noi, ma dobbiamo fargli sudare questa partita rendendogliela difficile, ostica e complicata. Sarà solo l’ultimo avversario. Poco o nulla dovrà restare a suo bottino. Dovremo difendere le nostre Pedine, i nostri Cavalli, le Torri e gli Alfieri per quanto più possibile, a volte rischiando molto.

Ho provato a trasformare la metafora in qualcosa di reale e palpabile: un poco di pasta da modellare, tempere e pennello… e un tantino di pazienza; ed ecco che il gioco degli scacchi, seppur modestamente, rispecchia le mie passioni da vivere , la mia natura ed i miei ricordi, la nostra passione comune, oltre a tutto il resto.

Cosicché sia chiaro, ancora una volta, che tutto il nostro gioco non è solo diletto, ma passione vitale per restare a giocare per e con la vita, difendendo l’aspetto dei personaggi che ci circondano, rispettandone il ricordo, sul tavolo colorato come nella vita reale; anche alla poca ombra dell’albero rinsecchito. Una partita realmente complicata ma che, spero, mi e Vi darà tante, tantissime altre soddisfazioni. Renzo Stella