IL BRACCONAGGIO di Salvatore Gentile

Tema pericoloso e scottante della caccia moderna, a volte il bracconaggio viene incentivato da controlli astratti o insufficienti; bisogna, invece, avvalersi di controlli serrati su tutti i territori, a larga scala e, se necessario, programmare in parallelo con le forze di polizia territoriale ”BLIZ” improvvisi, all’occorrenza anche notturni, mirati a contrastare le abitudini ed eventuali proventi illeciti di questi individui non cacciatori, ma Bracconieri; ”la vergogna dell’Europa”.

Purtroppo questo fenomeno esiste dalla comparsa dell’uomo sul pianeta, aggiornato con l’evolversi del progresso tecnologico, migliorato negli aspetti ad ogni stagione venatoria.
Conosciuto ormai in tutto il mondo, specie nei Paesi extra Europei dove il progresso è più marcato, con tecnologie all’avanguardia spadroneggia un po’ovunque, il “Bracconaggio”.

Il concetto di controllo del fenomeno fu introdotto, in larga misura, negli anni cinquanta, con l’arruolamento volontario di guardie territoriali regionali, accompagnate dagli ufficiali, che eseguivano controlli sul territorio. Il progetto comprendeva il monitoraggio di fauna, flora, acque, canali e spazzatura.

Successivamente al progetto venne inclusa anche la bonifica locale, introdotta su tutto il territorio Nazionale dal Governo e le referenze di tale progetto vennero assegnate a seconda delle regioni di appartenenza.

In molte città oggi il progresso ha sostituito le guardie fisiche con quelle meccaniche, aumentando il diffondersi ovunque del Bracconaggio.
Con l’introduzione della legge 157/92, voluta dal precedente governo “Animalista”, si sottolinea il concetto fondamentale di legame tra cacciatore e territorio; quello che un tempo significava strumento di controllo oggi si diffonde come elemento di valutazione statistico ambientale del territorio.
 
Considerare in generale la selvaggina in via di estinzione da parte degli Animalisti, nel periodo compreso tra gli anni novanta ad oggi, è stato in realtà un errore gravissimo e alcune specie riprodotte in cattività sono divenute preda dei Bracconieri per diverse cause: continue sottrazioni di territori, riduzione dei tempi utili per l’esercizio venatorio, aumento delle tasse di esercizio. Tutti questi fattori, infatti, hanno portato quasi all’abolizione della passione venandi, costringendo i cacciatori al mancato rinnovo.

Il benessere quotidiano, accompagnato da quello tecnologico, accresciutosi fortemente negli ultimi tempi, ha convinto i vari movimenti ambientalisti che l’immissione di selvaggina d’importazione potesse bilanciare i prelievi nei piccoli spazi concessi ai cacciatori. A mio avviso questo fenomeno ha permesso solo fruttuosi guadagni e raggiri fiscali, con una visione poco lungimirante e superficiale.

Con l’introduzione della legge157/92 gli unici ad essere controllati a vista sono stati i Cacciatori, coloro che danno sfogo alla loro passione rispettando i principi fondamentali della vera Caccia. In realtà, sno il loro rispetto e pulizia quotidiana dei territori ad aver riportato in vita parte della flora e fauna scomparsa dal nostro Paese.

Il nuovo programma di governo, attraverso le dichiarazioni del Presidente Gianfranco Fini, ha promesso e garantito dignità al popolo venante il quale ha sofferto in silenzio la confisca da parte della sinistra di ampi spazi cacciabili. Quelli che un tempo erano territori di tutti, oggi sono accessibili solo da pochi. Attraverso il progresso politico economico di Sinistra, il precedente governo autorizzava imprenditori senza scrupoli ad investire i proventi regionali in riserve faunistiche venatorie sui territori confiscati ingiustamente ai cacciatori, costringendo gli stessi ad esercitare la propria passione in minuscole riserve alimentate da selvaggina da allevamento.

La ridotta possibilità di accedere nei territori di caccia confiscati ha provocato la diminuzione di licenze rinnovate, spingendo molti cacciatori ad abbandonare la propria passione. Alcuni hanno subito danni fisici molto evidenti quali: cambi d’umore, stati d’ansia, fumo eccessivo, alcol, danni seri da non sottovalutare.
 
E’ giunto il momento che questo Governo metta fine a tante dicerie animaliste e garantisca al popolo venante il rispetto, la dignità e protezione a questa passione comparsa con l’inizio della vita e tramandata, successivamente, attraverso infinite generazioni fino a noi.

Libertà di cacciare nel territorio Italiano, poca burocrazia cartacea, calendario più ampio, introduzione di maggiori unità di controllo, tasse di esercizio alla portata di tutti: e potremo ricominciare.
Per noi cacciatori la caccia è passione, vissuta rinunciando al tepore delle nostre case, lasciate al mattino per accarezzare e vivere giornate indimenticabili in compagnia del nostro”Ausiliare”.

I profumi della campagna incontaminata ci riportano indietro nel tempo, a volte fino alla nostra giovinezza, quando al mattino, sotto la ferma rigida dei nostri cani, si leva in volo la magica ”Beccaccia”, mentre il cane impaziente attende la fucilata per avere il privilegio di sentirne il profumo.
Oppure un “Beccaccino” che impegna il nostro cane nel seguirne le tracce attraverso le stoppie di riso ricche di pastura.

La caccia è amore, rispetto per questi luoghi ma, soprattutto, onestà nel praticarla.

Baia Domizia
Salvatore Gentile cinofilo