IL CIABATTINO MILITANTE di Armando Russo

Si sa: le storie, i racconti di caccia dei cacciatori vanno presi con le dovute cautele per la tendenza che essi hanno ad enfatizzare e magnificare fatti e circostanze delle loro cacciate, per non parlare dei loro carnieri (magari una volta) sempre straripanti, tanto che queste storie vengono archiviate come chiacchiere da bar di cacciatori o di armeria.
Ma è altrettanto risaputo che, nelle relazioni umane, alle regole corrispondono le eccezioni.

Succede così che, il mio amico e compagno di caccia, Angelo Intelisano, si accorge che la sua cartucciera è un po’ malandata; durante alcune uscite ha perso anche delle cartucce. Ha bisogno di una ricucitura.
Decide, pertanto, di portarla da un calzolaio per farle dare una rassettata. La porta da un calzolaio di sua conoscenza.

L’artigiano appena la vede si mostra un po’ turbato se non infastidito ed, alla richiesta del mio amico di darle una riparata, comincia a dare delle risposte strane: “… non ho tempo, non ho il filo adatto, non so quando mi arriva quello nuovo, ecc.” si giustifica.

L’amico Angelo stenta a credere alle proprie orecchie, capisce che le giustificazioni addotte dal calzolaio sono dei pretesti per non riparargli la cartucciera, ma non riesce a capire quali possano essere le ragioni del diniego. Il mio amico, non capendo cosa dire o cosa fare per l’improvvisa reazione del calzolaio, se ne va, come si suol dire, con le pive nel sacco o, meglio, con la cartucciera sdrucita nel sacco.

Passano alcuni giorni. Una sera al bar Angelo si trova a parlare del più e del meno di caccia con alcuni amici. Ad un tratto della discussione, Angelo si ricorda e racconta agli amici l’incredibile storia della cartucciera e del calzolaio. Alla fine del racconto gli amici coralmente esplodono in una fragorosa risata.

L’amico Angelo, sorpreso dalla risata dei suoi amici e non capendone le ragioni, ne chiede il perché. “Sei caduto male, Angelo! Il calzolaio di cui parli è un militante del WWF” lo informano. All’amico Angelo gli si drizzano i capelli per la rabbia. Tant’è. Incredibile ma vero.


Sembra una barzelletta, una farsa.. o una panzanata, ma è una vera storia capitata all’amico cacciatore Angelo Intelisano di Taormina.
In Sicilia, tra calendario bocciato dal TAR.., riproposto, ribocciato ..ancora riproposto (con altre innumerevoli limitazioni e prescrizioni), il cittadino-cacciatore è in stato confusionale, non sa se, andando a caccia per una giornata di ripresa fisica ed antistress dopo settimane di duro lavoro (i cacciatori lavorano!), quando ritornerà a casa quanti danni avrà ricevuto (contravvenzioni, denuncie, sequestri..).
Così si trova a dover immediatamente affidare ad un avvocato il suo onore e la sua reputazione di onesto cittadino osservante delle leggi di Stato.

Tanti amici, conoscendomi quale dirigente Federcaccia, quando mi incontrano mi fanno sempre la stessa domanda: ”Possiamo andare a caccia con un poco di tranquillità? E dove non si rischia?”. Certamente non ho una risposta esaustiva, ma consiglio sempre di leggere attentamente il calendario venatorio vigente ed anche informarsi presso gli organi preposti (ripartizione Venatoria, Forestale, guardie di varia specie, LIPU, WWF, ENPA ecc.).

Purtroppo essere cacciatore oggi è come avere un marchio di persona indesiderabile (qualifica da me pulita). E’ brutto sentirsi dire con sarcasmo, nei vari convegni o riunioni, ”Ma lei è ancora un cacciatore?”….

Nota: L’amico Angelo è poi andato in armeria a comprarsi una nuova cartucciera!!

Armando Russo
Federcacciatore Sicilia