IL GUERRIERO DI LANGA di Pasquale Carlo Galliano

Sono le otto e trenta circa di una bella mattinata invernale. Cielo terso, ma freddo pungente. La tranquillità di frazione Curine viene stravolta dallo sferragliare lento di una vettura. Tralascio il lavoro di potatura cui ero dedicato e mi metto in osservazione.
Si tratta di un fuoristrada rosso fiammante, un po’ datato, ma funzionale. Non è però del tutto percettibile l’interno, invaso com’ è da una nuvola di fumo.

Ecco che il mezzo si ferma e si apre la portiera. Mannaggia è proprio lui, il baffutissimo Marcello, vestito di grigio verde, armato di tutto punto e deciso più che mai.
Un GUERRIERO a tutti gli effetti.
“Cosa stai facendo?” mi chiede.
Poto la topia “ rispondo.
Lascia perdere, vieni con me che mi dai una mano nella cerca di quel dannato bruca erba di un caprone! Sono ormai giorni che lo inseguo invano, è proprio un’annata balorda, quasi come quella del cinghiale”.
Stai tranquillo” lo rassicuro “facciamoci ‘sto giro poi vediamo……”.

Io mi metto alla guida, Marcello sul sedile passeggero all’erta con il suo fido binocolo. Arriviamo ai Luzzi, ci fermiamo, Marcello scende con l’immancabile sigaretta in bocca. Scendo anch’io, ci incamminiamo verso una piccola radura. Eureka, spuntano due bersagli: femmina e piccolo. Saranno un centinaio di metri, un ottimo tiro.

Marcello arriccia il baffo, sempre con la sigaretta stampata in bocca, prende fiato, carica la carabina e intanto i bersagli fanno i primi passi, toglie gli occhialini e i bersagli fanno altri passettini, comincia il primo puntamento e i bersagli fanno ulteriori passettini, rimette gli occhialini. Sta per disporre il secondo puntamento e la botta decisiva. Sarà la volta buona?

Macchè, i bersagli fanno un ultimo saltello e schizzano fuori tiro nel folto. Marcello abbozza: “Boia faus! Non mi hanno dato tempo…..”. Un diavolo per capello. Marcello però non si scompone, butta la sigaretta non del tutto consumata e ne accende un’altra. Sale in macchina mandando una potentissima stramaledizione alla malasorte.

Lo tranquillizzo: “Non ti preoccupare, alla prossima uscita sono più che convinto che non ci sarà pietà.”
Alla sera, infatti, mi squilla il telefono, la testardaggine del Marcello è stata premiata e la preda assicurata al carniere. La stramaledizione spedita al mattino ha avuto il suo effetto.
Bravo Marcello!!!