LA GOMMA FORATA di Renzo Stella

La sensazione di combinare qualcosa di valido l’avevo già dalla sera prima quando , con entusiasmo che credevo ormai assopito per questa stagione, mi accingevo a mettere in ordine come soldatini armi e bagagli per la cacciata del giorno appresso.

E’ una abitudine la mia , che si divide con la scaramanzia nel preparare prima le mie cose e l’educazione che provo a mettere nel non disturbare il sonno dell’intera famiglia .
Persino il cane pare abbia imparato a non uggiolare con insistenza e ad alta voce metre mi vesto per l’occorrenza. La vettura aspetta nel parcheggio che fortunatamente , molto fortunatamente, ho trovato proprio davanti al portone; un evento rarissimo come il più puro dei diamanti.
L’ultima pioggia caduta dal cielo è stata quella di un mese fa; la stessa che portò lacrime e sangue oltre fango , disagi e danni ; ripensandoci , ancora ora, non riesco a deglutire normalmente la piccola e frugace colazione consumata nel bar sotto casa. La vità però continua ,nonostante tutto, ed ora altro tipo di pioggia sotto forma di strette manovre spericolate ci porteranno a rivedere alcune priorità nel nome di un salvamento importante di questo povero bistrattato, grande, meraviglioso Paese.

Il cammino non è troppo lungo, pochi chilometri mi dividono dal bosco scelto tra mille e forse, dico forse, più adatto ad essere eletto come regno per la nostra Regina alata. Un ruscelletto sempre vivo taglia questo bosco in due ed alcuni praticelli ,piccoli, sempre umidi e morbidi fanno da argine a quel rio che spero tanto faccia da alcova alla rusticola. Lì è mia intenzione dirigermi; non lo conosco bene essendoci stato solo una volta la scorsa stagione, tra le altre cose con esito completamente negativo. La cima di quella collina è la mia meta , il seguire il torrentello in discesa per poi risarirlo sarà la mia strada .

Chiuso nell’abbraccio dei castani e delle querce che come un scrigno racchiudono quella biscia d’acqua limpida e fresca , camminando all’ombra, anche se fuori il sole brucia, è per me uno spettacolo sempre nuovo, sempre esaltante che mi fa stare in pace; nonostante tutto .
Qualche chioccolare di Merlo mi accompagnerà nel cammino, ne sono sicuro; ma il colpo, se sarà esploso non sarà indirizzato a loro. Solo la Regina e rigorosamente sotto la ferma del mio amico a quattro zampe potrà farmi premere il dito su quell’unghia d’acciaio. Un’etica di caccia che mi sono imposto da sempre ed è l’unica che mi è stata insegnata dal mio vecchio. Che Dio l’abbia in gloria .
Certo è che quando si fanno progetti non sempre le cose vanno come si vorrebbe.

Nella mia vita ho sempre sentito recitare una frase dagli anziani, e dice così : …si fanno tanti conti ma poi questi diventano Marchesi ….; come a voler sottolineare che le cose non vanno mai come si è progettato , o quasi . Vi è anche l’altra parte che questo semplice detto lo smorza sul nascere: … non tutte cose vengono per nuocere … e quest’ultima frase sarà senza dubbio più conosciuta. Infatti cosa poteva accadere perché io dovessi rinunciare alla mia meta sulla cima della collina ? Lo spiego in una parola : foratura!

Un fastidio che mi ha fatto perdere ,tra le smoccolature inevitabili, almeno mezz’ora tra lo svuotare il bagagliaio alla ricerca del crick , sostituire la ruota e tutto il resto. La cacciata è iniziata in questo modo già a metà strada , con l’animo un poco abbattuto dalla presenza della classica sfiga posata sulla spalla ; ci mancava la ruota forata, anzi… proprio sventrata dalla classica pietra di taglio . Sì, perche ho scordato di raccontare che la strada da fare è uno sterrato abbastanza impegnativo.

Il resto della storia sarebbe bello e divertente raccontarlo nei minimi particolari, aggiungendo trafilate visioni di Natura ,di paesaggio boschivo, persino di profumi che vanno dal muschio ,al fungo ,persino al marcito . Non lo faccio perche sarei noioso, tutti Voi sapete di che sto parlando ; vorrei solo dirvi che proprio grazie a quella gomma che mi ha lasciato , ho trovato senza troppo faticare, avendo dovuto per forza di cose cambiare itinerario, l’ingresso fatato del castello di sua maestà.

Un colpo solo, sordo, nel folto del bosco e dopo pochi attimi è tra le mie mani , delicatamente poggiata a terra dal mio Breton . L’accrezzo come sempre e faccio la conta : è la dodicesima della stagione. Per il sottoscritto un risultato impeccabilmente ottimo.

Dodici Regine del bosco. Dodici volte il Breton le ha trovate, fermate e assaporate . Dodici volte sono stato percosso da brividi di adrenalina . Dodici…. Quasi lo stesso numero di giorni che ci separa dal Natale, poco più.

Questo mio piccolo. insignificante episodio di caccia è un pretesto; il pretesto per ricordare tutti gli amici che vorrei nominare ad uno ad uno , ma anche qui non lo faccio perche rischierei di scordarne qualcuno, quindi……. BUONE FESTE A TUTTI .

Renzo Stella

racconti di caccia