LA PRIMA VOLTA A CACCIA DI STRANI UCCELLI di Riccardo Turi

Alla fine degli anni ’70 la nostra caccia prevalente è quella ai tordi, con qualche uscita ad acquatici (allora si potevano ancora sparare le marzaiole!). Nell’armeria facciamo conoscenza con certi cacciatori che ci parlano di pivieri e pavoncelle. In verità le pavoncelle le conoscevo, ma i pivieri confessai di non averli mai visti.Una domenica ci portano a caccia sulla murgia nelle vicinanze di Altamura.

E’ una giornata piovosa e nebbiosa. La zona non è pianeggiante ma collinare e,seguendo un muro a secco,vado a sistemarmi all’angolo superiore da dove domino la zona. Finalmente vedo uno stuolo di pivieri, ma purtroppo passano fuori tiro e non ho il piacere di spararli.Per la prima volta ascolto il fischio di questi meravigliosi uccelli. Mentre sono intento ad esplorare l’orizzonte,in verità limitato dalla nabbia, mi appaiono 5 uccelli che non avevo mai visto e che si dirigono verso di me: evidentemente per la nebbia non mi avevano scorto.

Quando mi sono a tiro alzo il mio Breda per sparare ma faccio padella al primo ed al secondo colpo,mentre ne fulmino uno al terzo. Incuriosito anche dalla grossezza degli uccelli mi affretto al recupero e quando gli arrivo sopra: sorpresa! E’ un chiurlo maggiore. Rimproverandomi per aver padellato con i primi due colpi infilo il chiurlo nel tascapane e, dopo essere stato un’altra mezz’ora senza sparare alcunchè, mi avvio alla macchina.

Giammario (Beghelli) aveva ammazzato un beccaccino mentre io gli rispondo che non ho ammazzato nulla. Durante il tragitto però tiro fuori il chiurlo e tra la sorpresa degli altri lo mostro a tutti con grande soddisfazione. Devo dire che, rapiti da questa caccia, l’avremmo praticata con assiduità fino al 1990, con risultati discreti. Oggi va detto che gran parte di quelle zone di murgia sono vergognosamente sparite perchè i contadini le hanno spietrate ed hanno seminato, senza che nessuno intervenisse.

Solo negli ultimi anni la Ragione Puglia non ha saputo fare altro che creare l’ennesimo Parco (Dell’Alta Murgia)che, come tutti sanno, non serve a niente perchè i contadini continuano a fare quello che facevano prima ed i soli penalizzati sono i cacciatori che hanno visto un’altra cospicua parte del loro territorio di caccia “imbalsamata”!

Riccardo Turi