VENETO: IL TAR PROTEGGE I ROCCOLI

Il TAR del Veneto ha respinto la richiesta della LAC di sospensiva della delibera regionale che autorizza l’attivazione degli impianti di cattura in Veneto per la stagione venatoria 2009/2010.

Viste le sfortunate esperienze delle regionali del 2005 di Andrea Zanoni (candidato per i Verdi) e delle europee del 2009 (candidato per l’Italia dei Valori del cacciatore Di Pietro) che lo hanno visto inesorabilmente bocciato dagli elettori, il rampante anticaccia ha tentato di tornare alla carica con le solite false argomentazioni che hanno dimostrato di non fare piu’ presa neppure nei confronti di cio’ che rimane del manipolo di sostenitori che ancora lo attorniano.

Per rispetto della verita’ e contrariamente a quanto scrive Zanoni, va ricordato che la legge statale 157/92 all’art. 4 cosi’ recita ”L’attività di cattura per l’inanellamento e per la cessione a fini di richiamo puo’ essere svolta esclusivamente da impianti della cui autorizzazione siano titolari le province e che siano gestiti da personale qualificato e valutato idoneo dall’Istituto nazionale per la fauna selvatica. L’autorizzazione alla gestione di tali impianti è concessa dalle regioni su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (ora ISPRA), il quale svolge altresì compiti di controllo e di certificazione dell’attività svolta dagli impianti stessi e ne determina il periodo di attività”.

Va ricordato anche che questa specifica previsione della 157/92 non e’ stata oggetto di alcuna osservazione da parte del’Unione europea in quanto dalla stessa ritenuta perfettamente rispettosa della Direttiva CEE 409/79.

La Regione Veneto, dal 1992, non fa altro che applicare pedissequamente quanto previsto dalla legge statale 157/92 e dalle Direttive comunitarie.
Ne’ tantomeno la detenzione di uccelli in apposite gabbie puo’ configurare il reato di maltrattamento, cosi’ come prevederebbe l’art. 727 del codice penale.
 
Falsa anche l’affermazione dell’esponente della LAC secondo la quale gli impianti di cattura verrebbero finanziati con i soldi dei contribuenti, dal momento che le province, per la gestione di tali impianti, utilizzano parte delle risorse incamerate dalle tasse di concessione pagate annualmente dai cacciatori.

Grave e non veritiera l’immagine che Zanoni vorrebbe dare degli impianti di cattura gestiti dalle province del Veneto, quasi a voler dipingere le amministrazioni provinciali come conniventi in una diffusa associazione per delinquere, dal momento che i rari casi di mancato rispetto della legge da parte di alcuni gestori di tali impianti sono stati immediatamente e pesantemente sanzionati dalle province territorialmente competenti.

Auguriamo a Zanoni una fortuna migliore rispetto a quella che gli hanno riservato gli elettori in tutte le precedenti campagne elettorali, nonostante abbia tentato la fortuna candidandosi in partiti diversi, anche se riteniamo, visti i disastrosi precedenti, che dovra’ adattarsi a rimanere quello che e’ sempre stato.

on. Sergio Berlato
Deputato italiano al Parlamento europeo