LA DIETA DEL CANE DA CACCIA

Ormai prossima l’apertura della stagione venatoria, cacciatori e cani stanno, già da qualche giorno, intraprendendo il consueto allenamento che li porterà a poter sostenere lunghe ed faticose marce alla ricerca della preda ambita.

Indubbiamente, se pur in maniera graduale, i nostri ausiliari vengono sottoposti ad un lavoro impegnativo, a volte regolare, più spesso saltuario, ma comunque significativo, durante il quale sono richieste loro doti di resistenza, velocità, notevole attenzione e partecipazione emotiva. Per di più il lavoro, iniziato nella stagione calda, tenderà ad aumentare e si protrarrà prettamente nella stagione fredda e, quindi, vi sarà anche un notevole dispendio energetico, relativo al mantenimento di un’adeguata temperatura corporea.

Tutto ciò, per essere fatto al meglio, richiede indubbiamente una buona selezione genetica, un adeguato allenamento, una particolare cura alla salute del cane e, soprattutto, un corretto apporto di sostanze alimentari. L’alimentazione quindi dovrà essere particolarmente curata sin da questa stagione, adeguata gradualmente alle reali necessità del soggetto che, dall’apertura della caccia, entrerà in piena attività.

Il cane è essenzialmente, ma non esclusivamente, un carnivoro, per questo nella sua dieta non dovranno mancare tutti gli elementi essenziali anche nella dieta umana, ma in percentuali diverse.


Pointer


In effetti, l’uomo atleta utilizza soprattutto gli zuccheri come fonte energetica mentre il “carburante” per eccellenza del cane sono i grassi o lipidi, soprattutto se vengono effettuati sforzi prolungati. Così, per arrivare ad una idonea dieta per un cane da caccia in piena attività, si deve aumentare gradualmente la percentuale di questi ultimi anche del 5-10% rispetto alla quota di mantenimento, arrivando ad avere razioni che contengono anche il 30-35 % di grassi sul totale delle sostanze (la cosiddetta “Sostanza Secca”).

I grassi sono sostanze che abbastanza rapidamente possono andare incontro ad alterazioni organolettiche, soprattutto a causa di temperature elevate, per cui, soprattutto d’estate, alimenti che ne contengono una percentuale elevata dovranno accuratamente essere conservati in un ambiente fresco, anche se confezionati sotto forma di alimento secco.

I grassi rappresentano una fonte molto concentrata d’energia e rendono il cibo molto appetibile e digeribile, ma non sono le uniche sostanze da aumentare nella dieta all’approssimarsi della stagione venatoria. Grande importanza per un cane da lavoro assume la quota di proteine ingerite quotidianamente. Le proteine, soprattutto quelle d’origine animale, devono essere aumentate gradualmente in quanto vanno a sostituire o riparare quelle muscolari, consumate in maniera maggiore quanto più intensa è l’attività.


Setter Gordon


Inoltre esse contrastano la possibile lieve anemia dei soggetti sportivi e facilitano la ricostituzione delle riserve ridotte per lo stress. Per questo motivo nella dieta vi deve esserne una maggiorazione del 5-7% rispetto al mantenimento.

La fibra alimentare, cioè la cellulosa, garantisce invece una corretta motilità intestinale soprattutto nei soggetti sedentari, per questo motivo la sua quota nella dieta del cane in attività non varia ma si attesta intorno al 2-3 % della sostanza secca totale.

Per quanto riguarda l’integrazione vitaminica è consigliata solamente se il lavoro è d’estrema intensità. Innegabile in ogni modo il beneficio di alcune vitamine quali la C, che aumenta la risposta allo stress, la E ed il Selenio che proteggono le cellule dall’ossidazione, e la vitamina B15 che difende l’organismo in corso d’acidosi muscolare da acido lattico.

Non vanno incrementati i sali minerali; soprattutto ricordare che il cane non perde cloruro di sodio con la traspirazione (molto più modesta di quella umana) e che quindi è inutile, se non deleterio, aumentarne la sua assunzione con la dieta.

Per far “posto” all’aumento di proteine e grassi, deve ovviamente diminuire del 10-17% la quota di zuccheri (carboidrati) che per il cane rappresentano una componente alimentare a ridotta concentrazione energetica.


Spinone Italiano


Un cibo con queste caratteristiche è ovviamente difficile da preparare correttamente anche per un bravo nutrizionista perciò il consiglio che do, per risparmiare sia denaro sia tempo, è quello di affidarsi ad una seria azienda produttrice di mangimi, scegliendo tra le numerose proposte di alimenti per cani in “performance”.

Tutti questi particolari alimenti commerciali hanno inoltre il vantaggio di essere esclusivamente secchi, cosi da ridurre notevolmente lo spazio occupato nello stomaco e nell’intestino, senza appesantire il cane e riducendo uno dei fattori di rischio per la torsione di stomaco.

Ritengo importante infine dare alcuni consigli relativamente alla somministrazione di questi alimenti. In previsione dell’inizio del periodo di maggiore affaticamento per il cane, è opportuno cominciare a modificare gradualmente la dieta circa 3 settimane prima, in maniera che il soggetto arrivi ad affrontare il lavoro con un adeguato adattamento all’alimento più energetico. Nel periodo di riposo si tornerà gradualmente ad una razione da mantenimento.

E’ consigliabile nutrire il cane circa 4 ore prima dell’inizio dell’attività per evitare un eccessivo appesantimento del cane durante il lavoro e il rischio di torsione gastrica ma soprattutto, per soggetti che lavorano tutta la giornata, è essenziale portare con sé dell’acqua da somministrare frequentemente al cane durante la battuta di caccia. Sarà inoltre buona abitudine recare con sé del pane secco, appetibile e rapidamente digeribile, da somministrare in piccole quote sia prima della partenza per la caccia sia durante la battuta, per evitare che lo stress prolungato porti il cane ad una crisi ipoglicemica.

Al ritorno dalla battuta è bene far riposare il cane qualche ora e poi dargli il pasto quando sarà tranquillo, lasciandogli la possibilità immediata di bere a volontà.

Sara Ceccarelli