LEISHMANIA: AUMENTATA LA DIFFUSIONE

Testo tratto da La Professione Veterinaria, Organo di Informazione dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), n° 16-2009.

Sito Ufficiale ANMVI www.anmvi.it


La Leishmaniosi, malattia protozoaria trasmessa da piccoli artropodi, i flebotomi (o pappataci), è in rapido e costante aumento su tutto il territorio nazionale, sia nell´uomo sia nel cane. […]

Dai dati di LeishMap, il network scientifico per il monitoraggio e la mappatura della leishmaniosi canina nel Nord Italia, è emerso che i focolai d´infezione oggi si collocano uniformemente in tutte le aree costiere, collinari e pedemontane della penisola.

Le regioni più colpite – ha osservato Michele Maroli (Dirigente di ricerca presso il Dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’ISS) – sono quelle della costa tirrenica, del basso Adriatico e le isole maggiori dove il tasso di infezione canina è di norma superiore al 15% con microfocolai che superano il 40%. nell´area napoletana e raggiungono il 60% nel catanese. […] Le uniche aree attualmente non endemiche sono i centri urbani delle città medie e grandi, la pianura padana e i rilievi montuosi sopra i 400-800 metri. […]

Il flebotomo che la trasmette vive in condizioni atmosferiche tipiche delle nostre latitudini, con temperature superiori ai 15°C e ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 1.500 metri. […]

All’origine dell’attuale situazione epidemiologica sembrano coinvolti più fattori concomitanti, tra i quali l’introduzione di animali infetti in zone dove era già presente il flebotomo a seguito dell’evoluzione del rapporto uomo-cane e l’adattamento dei flebotomi a nuovi habitat, anche a causa dei recenti mutamenti climatici- ambientali.

cane leishmania

L´arrivo di alcuni insetti in zone fino a oggi considerate ´indenni´ è uno degli effetti del riscaldamento della Terra, “fra i fenomeni più allarmanti per gli entomologi, che poco tempo fa hanno rilevato la presenza di zecche addirittura a latitudini polari” dice Luigi Gradoni (Dirigente di ricerca Reparto di Malattie trasmesse da vettori e sanità internazionale dell´Istituto Superiore di Sanità) . […]
Gli insetti – ha aggiunto Gradoni – si adattano a vivere dove la temperatura glielo consente. Se gli inverni sono progressivamente più miti anche nelle aree considerate fredde, per loro sarà facile sopravvivere anche in luoghi dove non ci si aspetterebbe di incontrarli. […]

Le misure ritenute necessarie per il controllo della leishmaniosi sono la protezione dal contatto con il patogeno responsabile dell’infezione e la vaccinazione.
A tutt´oggi, però, non esiste ancora un vaccino anti-leishmania per uso umano o canino di comprovata efficacia, pertanto la prima opzione è la sola praticabile e l’unico strumento disponibile rimane la prevenzione del contatto con il flebotomo. […]

L’utilizzo di presidi che evitino al flebotomo di pungere il cane è consigliabile
1) nei cani sani al fine di evitare l´infezione,
2) nei cani già infetti, “serbatoio” del parassita, per evitare di amplificare l’infezione, dato che la malattia segue un ciclo cane infetto – flebotomo – cane sano (o uomo);
3) nei cani “viaggiatori” che, se condotti in una zona endemica e qui infettati, potrebbero portare la leishmaniosi anche in zone che ne sono attualmente indenni. […]

E’ possibile che nell’arco di due – tre anni vaccini anti-leishmania siano introdotti nel mercato mondiale. Forse non si tratterà di vaccini efficace al 100%, ma saranno sicuramente un utile presidio per la lotta integrata alla malattia.

di Maria Grazia Monzeglio