A CHE EUROPA APPARTENIAMO?

Sono ben 26 le specie di uccelli migratori cacciabili in Italia che potrebbero essere cacciate già dal 1 settembre, in armonia con le regole dell’Unione Europea. Contrariamente a quanto dichiarato nei giorni scorsi da organizzazioni anticaccia e da alcuni esponenti governativi, la caccia al 1 settembre è del tutto legittima secondo le direttive europee e il documento ORNIS Key Concepts.

Oggi in Italia la pre apertura interessa per tradizione solo alcune specie, ovvero la tortora e in parte il colombaccio, il merlo e i corvidi. Pochissime Regioni o Province consentono alcune giornate di pre apertura ad alcuni anatidi. Secondo le regole europee sarebbero invece ben di più le specie che potrebbero essere oggetto di caccia già dal 1 settembre, essendo già terminata la fase riproduttiva e delle cure parentali.

Tutti gli anatidi, la pavoncella, il beccaccino, il frullino, il combattente, tutti i turdidi, l’allodola, la beccaccia, la gallinella d’acqua e la folaga, oltre alla tortora, potrebbero essere cacciati il 1 settembre, nel pieno rispetto del documento ORNIS Key Concepts e della Guida Interpretativa.

Per tutte queste specie infatti, il periodo riproduttivo è già terminato e solo per l’alzavola (presente in Italia con pochissime coppie) si utilizzerebbe la decade di sovrapposizione comunque prevista dall’ISPRA e dalla Guida interpretativa, riconosciuta anche nel documento del 2009 da BirdLife Europa e ITALIA (Brunner-Selvaggi).

Uno scenario ben diverso da quanto esposto dalle organizzazioni anticaccia, che sembrano oggi con queste esasperazioni non conoscere le direttive e gli indirizzi europei.

Da sottolineare che il mondo venatorio italiano non ha mai avanzato particolari richieste per un anticipo generalizzato della caccia al 1 settembre, anche se del tutto legittimo biologicamente e giuridicamente, nel rispetto dell’arco temporale massimo, previsto dalla legge 157/92.

Analizzando le specie oggetto di caccia in pre apertura si nota che la situazione demografica e di conservazione è favorevole: un recente studio italiano del MIPAAF in collaborazione con LIPU, dimostra che la popolazione italiana nidificante di tortora è in aumento negli ultimi 10 anni. Così per il colombaccio, specie cacciata intensamente in tutta Europa per lunghissimi periodi dell’anno. Per i corvidi un aumento generalizzato, e particolarmente significativo per cornacchia grigia e gazza, nessun allarme per il merlo.

Tutti i dati disponibili dimostrano in modo scientificamente inoppugnabile che la pre apertura è una forma di caccia SOSTENIBILE.

Il mondo anticaccia, dopo avere cercato in questi due anni, di ridurre i periodi della normale stagione venatoria senza alcuna giustificazione scientificamente plausibile, cerca ora con notizie catastrofiche, costruite in modo artificioso, di eliminare la pre apertura, ancora una volta, senza il supporto di alcun dato tecnico o scientifico.

Per l’Ufficio Avifauna Migratoria la difesa delle tradizioni venatorie italiane è una scelta fondamentale irrinunciabile, che lega il cacciatore-cittadino alla conservazione della biodiversità e al mantenimento del contatto con l’ambiente rurale. Un impegno da attuare con metodi moderni, suffragato da dati e ricerche, che consentono di indirizzare il nostro quotidiano impegno nella difesa della conservazione degli ambienti naturali e della fauna, rispettando pienamente le direttive europee e le leggi del nostro Paese.