ABRUZZO: FEBBO, SULLA SENTENZA TAR IL WWF MISTIFICA I FATTI

Tratto da www.abruzzonews24.it 

Il WWF continua con la sua opera continua di mistificazione e strumentalizzazione dei fatti. Il TAR ha ritenuto fondati i motivi di ricorso solo su alcuni punti”. E’ quanto sostiene l’Assessore regionale alle Politiche agricole e alla Caccia regione Abruzzo, Mauro Febbo a proposito del calendario venatorio 2011-2012, replicando alle dichiarazioni dei rappresentanti dell’associazioni ambientalista sulla sentenza di merito relativa al ricorso presentato proprio dal Wwf Italia assieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia.

In particolare – spiega l’Assessore regionale – per i tordi e la beccaccia la motivazione ed i dati riportati nella relazione tecnica allegata sono stati ritenuti sufficienti, nonostante il parere sfavorevole dell’ISPRA, mentre per il merlo, la tortora e la lepre, il Tribunale amministrativo regionale ha ritenuto adeguatamente motivate le scelte operate, perché in linea con le indicazioni ISPRA.

In relazione al comparto unico, l’applicazione della relativa disciplina nel calendario è legittima perché previsto dalla legge regionale e la sollevata questione di legittimità costituzionale non investe la questione del calendario. Il TAR ha poi ribadito che il parere VIA non è obbligatorio per i calendari regionali, ma lo stesso è stato richiesto dalla Regione su indicazione ISPRA. L’accoglimento del ricorso si fonda comunque sulla circostanza che il parere stesso avrebbe dovuto consistere in una valutazione specifica, con specifici fini e riguardo a particolari ambiti territoriali ed a particolari risorse naturali. Anche in relazione alle aree percorse dal fuoco, il TAR ha ritenuto infondata la questione”
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In merito alla questione della tutela dell’Orso marsicano – sottolinea Febbo – la Regione, particolarmente sensibile alla problematica, ha avviato da ottobre 2011, con l’avvallo del Ministero Ambiente, un percorso per l’attivazione dell’azione B1 del Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano (Gestione dei conflitti, attività venatoria). Si sottolinea comunque che sulle disposizioni in merito alle forme di caccia al cinghiale nelle aree di presenza dell’Orso, l’ISPRA si era espressa favorevolmente”.

Per quanto riguarda gli orari dell’attività venatoria – aggiunge l’Assessore regionale – fin dal principio si è trattato di una questione di scarsa rilevanza in quanto nell’arco di 15 giorni, l’orario in cui il sole sorge varia soltanto di pochi minuti e comunque durante la prima mezz’ora dell’orario di caccia non vi è luce a sufficienza per esercitare l’attività venatoria. Il punto era stato accolto anche in sospensiva solo perché non adeguatamente motivato e comunque la Regione ha provveduto ad adeguarsi alle indicazioni del TAR” .

Per quanto riguarda la sostenibilità del prelievo venatorio – conclude Febbo – il Tribunale amministrativo regionale ha sottolineato che la relazione tecnica allegata al calendario ha fornito specie per specie le motivazioni a supporto delle scelte operate dalla Regione per il calendario venatorio 2011/2012. In relazione solo ad alcune specie classificate come “SPEC” (acronimo dello stato di conservazione delle varie specie di uccelli), i cui i dati nono sono sufficienti per dimostrare la sostenibilità del prelievo, in particolare quelli relativi agli abbattimenti, il TAR ha accolto il motivo di ricorso. Invece le contestazioni che riguardano le specie su cui i dati sono sufficienti sono state ritenute infondate”.